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  • giovedì 17 febbraio 2011

Il “Giorno della rabbia”, in Libia

Una grossa manifestazione è stata indetta per oggi in tutto il paese contro il regime di Gheddafi

Due persone sono già morte durante le proteste di ieri a Beyida, vicino a Bengasi

10.24 Le Monde dice che i morti sono già saliti a quattro.

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La Libia si prepara al giorno della rabbia contro il regime di Muammar Gheddafi, al potere da quarantuno anni. Una grossa manifestazione è stata indetta per oggi in tutto il paese e si teme che la polizia possa intervenire con maggiore violenza.

Due persone sono già morte durante le proteste di ieri a Beyida, vicino a Bengasi. Almeno trentotto sono rimaste ferite, tra cui dieci poliziotti. Alcuni testimoni hanno raccontato che molti poliziotti sono arrivati vestiti in borghese e hanno iniziato ad attaccare la folla colpendola con manganelli e lanciando gas lacrimogeni e acqua bollente. Lo scrittore Idris Al-Mesmari è stato arrestato dalla polizia poche ore dopo avere raccontato quello che aveva visto ad Al Jazeera.

Le proteste si sono diffuse rapidamente anche verso sud, a Zenta, a 120 km da Tripoli e come era già accaduto in Tunisia ed Egitto i manifestanti stanno cercando di organizzare le proteste anche grazie all’aiuto di Facebook e Twittter. Il gruppo su Facebook “Giorno della Rabbia” è passato da 4.400 membri a 10.000 in un solo giorno. Il governo ha messo fuori uso internet per alcune ore ieri ma ora i servizi sembrano essere stati ripristinati. Al Jazeera però non è più disponibile sul network televisivo via cavo, ma solo attraverso i canali satellitari.

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