Napolitano respinge il decreto sul federalismo

«Non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione»

Un «non possumus» affidato ad una lettera di poche righe: il Quirinale boccia il decreto sul federalismo municipale varato in fretta e furia ier dal consiglio dei ministri. Di più: fa sapere di non poterlo emanare. Ancora di più: il decreto è irricevibile. Eppure ancora poche ore fa, sbarcando a Bruxelles per il Consiglio Europeo, Silvio Berlusconi aveva risposto ad una domanda sui dubbi del Colle: «Spero di non aver problemi con Napolitano».
La replica è arrivata in tarda mattinata, affidata ad un comunicato: «Il Presidente della Repubblica ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l’esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall’art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l’obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo».

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