Cosa deve fare Berlusconi (ancora)

La prima rubrica di Giuliano Ferrara sul Giornale, con sfida a Scalfari e D'Avanzo

Nelle sezioni politiche delle redazioni italiane si è molto chiacchierato nei giorni scorsi della notizia di una nuova collaborazione di Giuliano Ferrara col Giornale, quotidiano sul quale il direttore del Foglio aveva espresso nei mesi e negli anni scorsi opinioni molto critiche. La collaborazione si è inaugurata oggi con la prima puntata di una rubrica domenicale in cui Ferrara rinnova un suo vecchio e ambizioso pallino: fare ragionare il PresdelCons.

La destra può fare a meno di Berlusconi. Per quanto amico della nipote, il Cav non è Mubarak. Mi spiego. I nemici più accaniti del Cav godono, e si capisce perché, nel diffondere l’idea che dopo di lui sarà il diluvio, tutto si sfascerà, di questi anni non resterà pietra su pietra. È vero, come dice Luciano Violante, che mentre Craxi era figlio del sistema dei partiti firmatario della Costituzione del 1948, Berlusconi è il padre del sistema maggioritario nato nel 1994, del suo concreto modo di funzionare, della nuova Costituzione materiale in base alla quale oggi in Italia gli elettori scelgono il governo e chi lo guida, e hanno un rapporto diretto di mandato con i loro capi.
Però questo non vuol dire che il giocoliere galante di Arcore sia un caudillo sudamericano nelle mani di una plebe adorante e vociante, uno incapace di formare una classe dirigente se non di plastica. Le rancorose oligarchie di un certo giro mondano puntano su questa rappresentazione della realtà perché, se Berlusconi fosse soltanto un simbolo irrazionale, un idolo, invece che un uomo di Stato un po’ particolare, abbatterlo alla fine sarebbe più facile, specie con l’aiuto delle Procure militanti e dei media d’assalto. Una volta eliminato il simbolo, il nuovo potere ingrasserebbe nella desertificazione della destra italiana. Parlo di una destra riformatrice, antifiscale, antistatalista, popolare e liberale, ché la destra immobilista e illiberale è ben radicata nella foresta pietrificata della sinistra.

(continua a leggere sul sito del Giornale)

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