• Mondo
  • martedì 14 dicembre 2010

Una gita a Chernobyl

Il governo dell'Ucraina vuole trasformare Chernobyl in una località turistica

Il disastro innescato nel 1986 dalla centrale ucraina è stato il più grave incidente nucleare della storia

Il governo ucraino ha annunciato ieri di voler trasformare Chernobyl in una località turistica. La notizia arriva a pochi giorni di distanza dalla decisione di autorizzare nuovamente la coltivazione dei territori intorno alla centrale responsabile del più grave disastro nucleare della storia.

Il ministero per l’Emergenza ha fatto sapere che l’area intorno all’impianto sarà aperta ai turisti già a partire da gennaio 2011. Il ministero assicura che i livelli di radiazione anche all’interno della zona che fu più colpita dalle radiazioni – che si estende lungo un raggio di trenta km dalla centrale nucleare – è ormai tornato su livelli normali. «La zona intorno a Chernobyl non è così spaventosa come tutto il mondo pensa», ha detto un portavoce del ministro «vogliamo lavorare con grossi operatori turistici e attrarre turisti occidentali».

Gli operatori turistici saranno scelti sulla base di criteri molto rigidi, hanno precisato le autorità ucraine, perché dovranno essere in grado di organizzare tour guidati estremamente sicuri: qualsiasi deviazione dal tracciato previsto potrebbe infatti causare il crollo di alcune parti degli impianti o addirittura determinare delle variazioni nel livello di radiazioni presenti. Secondo le autorità ucraine ogni anno almeno seimila persone visiterebbero già la centrale di Chernobyl illegalmente, approfittando delle offerte di alcuni tour operator locali. Il costo per una gita di un giorno sarebbe intorno ai 150 dollari.

Helen Clark, capo del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, ha visitato gli impianti di Chernobyl nei giorni scorsi e ha detto di supportare l’iniziativa del governo ucraino: «C’è la possibilità di raccontare una storia, e anche se si tratta di una storia triste è comunque qualcosa che potrà avere effetti positivi sia a livello economico che di informazione». Chernobyl può essere raggiunta in giornata da Kiev, che proprio in questi mesi sta costruendo nuovi alberghi in vista dei campionati europei che nel 2012 saranno ospitati da Ucraina e Polonia.

Il disastro di Chernobyl avvenne il 26 aprile del 1986 in Ucraina, al confine con la Bielorussia, al tempo entrambe repubbliche sovietiche. Una nube di materiali radioattivi fuoriuscì dal reattore nucleare e ricadde su vaste aree intorno alla centrale che furono pesantemente contaminate, rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336mila persone. L’intera città di Pripyat, abitata da cinquantamila persone, fu evacuata.

Il reattore continuò a liberare materiale radioattivo per dieci giorni, diffondendo nell’insieme una nube due volte più tossica dei due funghi nucleari che distrussero Hiroshima e Nagasaki alla fine della seconda guerra mondiale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che più di novemila persone sono morte a causa dell’esposizione alle radiazioni. Ma il bilancio è contestato da molte associazioni antinucleariste internazionali e istituzioni scientifiche internazionali tra le quali la New York Academy of Science, che sostiene invece che l’incidente sarebbe responsabile di oltre 250mila casi di tumori.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.