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  • sabato 18 settembre 2010

La manifestazione contro le manifestazioni

Stewart e Colbert portano in piazza quelli che non ne possono più di quelli che non ne possono più

La manifestazione si terrà il 30 ottobre a Washington, a due giorni dalle elezioni di metà mandato

Ci sono due comici che organizzano una manifestazione il 30 ottobre, negli Stati Uniti. Si chiamano Jon Stewart e Stephen Colbert e sono autori e protagonisti dei due programmi televisivi satirici più riusciti e seguiti del Paese, rispettivamente The Daily Show e The Colbert Report.

Fin qui, vista dall’Italia, questa notizia che non dice niente di insolito: tra poco si vota, la destra sembra essere in grande vantaggio, i comici di sinistra organizzano una manifestazione per far pesare la loro popolarità e sostenere i democratici. In realtà negli Stati Uniti la cosa è ben più anomala, principalmente per due ragioni. La prima ragione è che la tv statunitense ha una grandissima tradizione di comici e autori di satira dalle posizioni politiche esplicite, ma non un esercito di comici in mobilitazione permanente che organizza manifestazioni di piazza e deve la sua popolarità più a legittime e meritorie battaglie politiche che alle sue opere artistiche. La seconda ragione è che la manifestazione di Stewart e Colbert sarà quasi una manifestazione contro le manifestazioni: contro la demagogia, contro la retorica dei cittadini-arrabbiati-che-non-ne-possono-più.

“Sono incazzato nero, e questa volta non ne posso più!”. Chi tra di noi non ha mai desiderato aprire la finestra e urlare questa frase a squarciagola? È una domanda seria: chi? Noi stiamo cercando proprio queste persone. Stiamo cercando le persone che pensano che urlare sia fastidioso, controproducente e terribile per le corde vocali; le persone che pensano che le voci di chi urla più forte non dovrebbero essere le uniche a essere ascoltate; le persone che pensano che l’unico caso in cui si possano disegnare dei baffetti alla Hitler sulla foto di qualcuno, è se quel qualcuno è effettivamente Hitler. Oppure Charlie Chaplin, in quel film lì

La manifestazione è evidentemente una risposta indiretta all’esplosione dei tea party, i gruppi ultraconservatori e populisti che stanno segnando questa fase della campagna elettorale, e alla manifestazione indetta qualche giorno fa da Glenn Beck, conduttore televisivo altrettanto populista e ultraconservatore. Beck aveva convocato una manifestazione “per il ripristino del nostro onore”: quella di Stewart invece è una manifestazione “per il ripristino della salute mentale”.

Colbert invece segue il filo conduttore del suo programma – che è una parodia dei talk show di Fox News, pieni di opinionisti repubblicani fuori di testa – e ha chiamato la sua manifestazione “Teniamo viva la paura”, descrivendola come una risposta necessaria a quella indetta da Stewart.

L’America, il più Grande Paese che Dio abbia dato agli uomini, è stata costruita su tre pilastri. La Libertà. La Libertà. E la Paura, ovviamente paura che qualcuno un giorno possa rubarci la libertà. Oggi ci sono queste forze dell’oscurità, dell’ottimismo, che cercano di privarci della nostra paura: forze con capelli brizzolati e molti più Emmy di quanti siano necessari [il riferimento è a Stewart, ndr]. Vogliono sostituire la nostra Paura con la Ragione. Ma attenzione! C’è solo una lettera di differenza tra la Ragione, reason, e il Tradimento, treason. Che sia una coincidenza? La gente ragionevole direbbe di sì, ma l’America non può permettersi questo rischio.

per l’immagine, grazie a Eggs of War

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