Cosa si sa del documento di Veltroni

Mettiamo insieme quello che ne raccontano i giornali, alle 12 Veltroni parla a RepubblicaTV

Franceschini non è d'accordo e si sfila, di fatto chiudendo la storia della corrente Area Democratica

Che ci fosse qualche movimento nell’area del PD più vicina a Walter Veltroni era evidente, visto che da giorni le cronache dei quotidiani facevano ipotesi su ipotesi. Inizialmente si era parlato addirittura di una possibile scissione, poi di un semplice appello: oggi sembra che i veltroniani siano orientati su una via di mezzo, un documento molto severo che apra la strada alla costituzione di un movimento (o di un Movimento, con la maiuscola? ci arriviamo).

Diciamo intanto che il documento dovrebbe essere presentato tra stasera e domani, e oggi alle 12 probabilmente lo stesso Veltroni lo descriverà nel corso del suo videoforum RepubblicaTV. Quello che sappiamo, per adesso, è che insieme all’ex segretario del PD ci hanno lavorato Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni, i popolari più vicini a Veltroni anche durante la sua gestione del partito. Che dovrebbe essere firmato da almeno 75 persone tra deputati e senatori, sebbene i promotori avrebbero promesso a Bersani di raccogliere adesioni anche fuori dal recinto dal partito, per disinnescare eventuali rotture o forse soltanto per prendere tempo.

Del contenuto del documento si sa che criticherà l’approccio di Bersani al profilo del PD e la sua strategia per il futuro, il Nuovo Ulivo e i due cerchi. E che parlerà esplicitamente della fondazione di un nuovo movimento, seppure ci sia l’incertezza sulla maiuscola: scrivere “Movimento” significherebbe qualcosa di più organizzato, strutturato e ufficiale di un semplice movimento di idee, una cosa più simile a quella che fu ReD, con le tessere e le sedi, rispetto a quello che invece è adesso Area Democratica, la corrente che comprende le forze che sostennero Franceschini all’ultimo congresso.

La notizia di oggi, infatti, è proprio che Area Democratica non esiste più. Se da una parte Veltroni e Fioroni lavorano per questa nuova aggregazione, infatti, Dario Franceschini si è da tempo avvicinato alle posizioni di Bersani. E infatti oggi su Repubblica critica l’iniziativa dell’ex segretario del PD (non lui: l’altro) giocando il più classico degli argomenti utilizzati da secoli a sinistra per stoppare i propri avversari: con tutti i momenti che potevi scegliere, il documento lo fai adesso? Non è il momento. Poi però c’è qualche critica più solida e sensata, e in generale l’intera intervista merita di essere letta.

“Non ho mai conosciuto ragioni o leader senza limiti. Ma in questo momento preferisco lavorare per correggerli piuttosto che denunciarli sui giornali. Un documento ora – al di là della volontà dei promotori che non ho dubbi sia costruttiva – finisce per contare solo per il numero di firme che avrà sotto e inesorabilmente divide. Quando c’è una conta, c’è una divisione”.

Intanto ieri si è tenuto il coordinamento del PD, che è l’organo che i giornali semplificando chiamano spesso “caminetto” e comprende tutti i big. A un certo punto, racconta Repubblica, Veltroni avrebbe detto di essere “d’accordo con Massimo D’Alema”. Alcuni in questi hanno visto una conferma dell’allontanamento di D’Alema da Bersani (che comunque oggi il diretto interessato smentisce alla Stampa), altri pensano invece che sia D’Alema a smentire se stesso: la frase con cui Veltroni sarebbe stato d’accordo era quella per cui il partito dovrebbe privilegiare la costruzione dei contenuti e del proprio profilo identitario alla ricerca delle alleanze.

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