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  • domenica 8 agosto 2010

La storia della Fanta

Per ragioni storiche e di marketing negli USA ha pochissimo successo

La prima Fanta fu inventata in Germania, addirittura dai nazisti

Se dovessero votare la barzelletta più demenziale che c’è, quella di Dio che spedisce in Africa un animale senza nome vincerebbe a mani basse. L’animale, naturalmente, deve ottenere il suo nome pronunciando le sue prime parole. Avendo sete, si ferma a un bar in cui vendono soltanto Coca Cola ed esclama: «e le Fante?».

Non è per questo, però, che l’aranciata più conosciuta al mondo ha un tale successo nel continente africano. Lo racconta Slate: le elezioni di mercoledì in Kenya si sono finalmente svolte in maniera pacifica, e questo ha permesso ai venditori ambulanti di fare ottimi affari vendendo bottiglie di Fanta agli elettori in fila per votare. In genere, in tutta l’Africa, la Fanta è vendutissima, e fra le bevande è seconda soltanto alla Coca Cola.

In realtà anche in Europa e America Latina la Fanta piace molto, soltanto negli USA – dove occupa soltanto l’ottavo posto fra le bevande più vendute – non ha il successo che riscuote altrove. Questa discrepanza ha origini sia storiche che di marketing: in Europa la Fanta fu prodotta a partire dal 1955, mentre negli Stati Uniti la commercializzazione fu più tardiva per la preoccupazione che l’aranciata potesse intaccare la posizione dominante nel mercato della Coca Cola. A metà degli anni ’80 ne fu addirittura interrotta la produzione su scala nazionale, lasciandola in commercio soltanto nelle zone con una maggiore presenza di immigrati più abituati a berla nei Paesi d’origine. Soltanto nel 2001 fu reintrodotta in tutti gli Stati della Federazione.

In realtà i primi a usare il nome Fanta furono addirittura i nazisti. Con l’ingresso degli Stati Uniti nella II Guerra Mondiale, le importazioni di Coca Cola in Germania furono interrotte. Max Keith, capo dell’azienda in Germania ed entusiasta nazista, provò a inventare un’alternativa da sottoporre al mercato tedesco. Convogliò in una sola bevanda tutti gli ingredienti che poteva recuperare – dai resti del sidro di mela, agli scarti della produzione del formaggio, alla frutta che poteva reperire in Italia – e scelse Fanta come nome, “fantasia” in tedesco. Anche con l’aggiunta di ingenti quantità di zucchero la bevanda non doveva avere un sapore molto simile a quello di oggi, visto che ben presto, durante le fasi peggiori della guerra, si cominciò a usarla come zuppa.

Quando, dopo la guerra, il distaccamento tedesco si riunì con la casa madre, questa ne dismise la produzione. Passarono dieci anni e la Pepsi, storica competitrice della Coca Cola, cominciò a introdurre sul mercato internazionale diverse bevande alternative. Come risposta la Coca Cola rispolverò il marchio Fanta e ne fece una bibita a base di arance, quella che tutti conosciamo – almeno al di fuori dagli Stati Uniti.