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  • venerdì 28 Maggio 2010

La Chiesa cattolica, grande baluardo maschilista

La Chiesa si rivela incapace di un vero dialogo con le donne, compresi gli ordini femminili

I vertici ecclesiastici hanno lanciato un attacco frontale alle suore (americane), proprio nel momento in cui più avrebbero bisogno di loro

La questione del rapporto della Chiesa cattolica con le donne è complessa ed attuale, e mostra una difficoltà delle gerarchie a riconoscere le donne come interlocutrici legittime e di pari grado. L’ultimo periodo ha messo in evidenza un’incapacità dei vertici ecclesiastici nel trattare con le donne all’esterno o all’interno del sistema che può indurre a parlare di un vero e proprio “problema femminile”.

Un mese fa circa, un gruppo di donne italiane che hanno intrattenuto una relazione sentimentale con dei preti ha indirizzato una lettera aperta al Papa, chiedendo che si affronti e si rimetta in discussione l’obbligatorietà del celibato. (Il gruppo ha un suo sito, Il Dialogo). La notizia – oggi sulla Stampa e sul Riformista – è stata ripresa anche all’estero (è di ieri un articolo su Guardian)  ma fino ad ora il gruppo non ha ricevuto una risposta ufficiale.

Se la scelta di tacere in questo caso può essere comprensibile (di recente il Papa si è espresso a ribadire la sacralità del celibato e la necessità di resistere alle pressioni secolarizzanti), meno difendibile è l’atteggiamento delle gerarchie nei confronti delle donne all’interno della Chiesa stessa, le suore e le religiose. Secondo il nuovo numero Newsweek gli ultimi episodi denotano una volontà di limitare il campo d’azione delle religiose, e ridurre la loro indipendenza dai vertici maschili. Ne scrive Lisa Miller in un lungo articolo, riprendendo temi su cui la stessa Miller e Newsweek hanno fatto un’intensa battaglia negli ultimi anni:

Dieci giorni fa, una suora in servizio presso un ospedale cattolico a Phoenix ha ricevuto la scomunica per aver approvato, lo scorso anno, un aborto entro le dodici settimane finalizzato a salvare una paziente a rischio della vita. Il vescovo di Phoenix Thomas Olmsted ha motivato il provvedimento dichiarando che “Un figlio non nato non è una malattia; se il personale medico deve certamente cercare di salvare la vita di una donna incinta, il mezzo per salvarla non deve mai essere uccidere direttamente il figlio non nato”. L’ironia è che ci sono voluti anni, decenni in alcuni casi, perché si intervenisse contro i sacerdoti colpevoli di abusi, mentre questa suora ha ricevuto la scomunica nel giro di pochi mesi, e per aver preso una compassionevole e difficilissima decisione per una dei suoi parrocchiani.

L’azione decisa contro una suora in un caso etico si lega al fatto che è in preparazione una “visita apostolica” o un’indagine, che coinvolgerà tutte le 60.000 religiose americane. L’obiettivo dell’indagine non è chiaro, anche se l’uomo che l’ha ordinata, il cardinale Franc Rode, è molto conosciuto per le sue posizioni sulle “irregolarità” nella vita religiosa del periodo successivo al Concilio Vaticano Secondo. “Si può dire che l’indagine riguardi una certa mentalità secolare che si è diffusa in questi ordini religiosi, e anche forse una certa forma di femminismo” ha dichiarato lo scorso anno, in un’intervista. Osservatori e commentatori sono preoccupati che l’effetto dell’inchiesta sarà costringere le suore a fare dei passi indietro, e che le suore che hanno lavorato in modo più o meno indipendente per decenni vedano la loro libertà d’azione drasticamente ridotta: la Chiesa cattolica è nota, ad esempio, per aver rimosso degli insegnanti dal loro incarico per aver insegnato la dottrina in modo non sufficientemente ortodosso.

Con le diocesi ancora senza soldi a causa dei risarcimenti elargiti in seguito allo scandalo degli abusi sessuali, la preoccupazione è che, dato il numero delle suore in diminuzione soprattutto negli stati occidentali, gli immobili che appartengono alle comunità religiose femminili da generazioni vengano venduti o revocati dalle diocesi. In un momento in cui la leadership maschile può essere rimproverata per aver condotto la Chiesa ad uno stato di crisi – un momento, quindi, in cui c’è più che mai bisogno di voci femminili- anche il più modesto ruolo accordato alle suore è stato messo sotto attacco. Le ragioni specifiche dell’indagine non sono chiare (o, molto più probabilmente, non pubbliche) ma il sospetto che circola si può riassumere in poche parole: troppe suore americane non  hanno rispettato le restrizioni.

Papa Benedetto XVI ha la reputazione di guardiano dell’ortodossia cattolica – se non di singoli bambini e famiglie – ed i suoi impegni e direttive riflettono le sue priorità. Da adesso fino a Natale, 100 comunità di suore americane riceveranno la visita in loco di emissari del Vaticano: la maggior parte delle 420 comunità femminili americane ha già riempito questionari a proposito delle proprie appartenenti, della loro sistemazione, della loro missione, delle loro finanze.

Mary Clare Millea, resposabile dell’indagine sulle comunità femminili, assicura che l’inchiesta non ha assolutamente un intento punitivo; vero è che, però, nel passato le visite degli emissari sono avvenute quando le istituzioni cattoliche erano seriamente uscite dai binari: i sacerdoti, ad esempio, ricevettero le visite degli emissari in seguito allo scoppio dello scandalo degli abusi all’inizio del decennio. Millea farà rapporto a Roma sullo stato delle comunità, e la Congregazione deciderà cosa fare di loro.

Lisa Miller racconta che due giorni dopo la pubblicazione di un suo articolo sulla necessità di includere le religiose nei livelli più alti delle gerarchie ecclesiastiche, una suora le ha scritto, nonostante il rischio di esprimersi in modo critico durante il periodo delle visite apostoliche, sostenendo che l’intento delle visite sarebbe assolutamente punitivo e dimostrerebbe la volontà delle gerarchie ecclesiastiche di mantenere la donna nella Chiesa in un ruolo subalterno.

“La Chiesa, che predica l’eguaglianza, è ancora uno degli ultimi baluardi della discriminazione sessuale” commentava suor Joan Chittister, sullo Huffington Post qualche mese fa (la sua è una rubrica fissa). Quando Chittister parla il Vaticano la ammonisce, ma lei continua ad essere popolare, vende libri, ottiene plausi, sulla stampa e online.

Chittister potrebbe rappresentare quel tipo di “spirito femminista” che il cardinal Rode deride, e con “spirito secolare” potrebbe riferirsi a quelle migliaia di suore che recentemente hanno offerto il loro sostegno alla riforma sanitaria (i vescovi avevano preso posizione in senso opposto, per questioni riguardanti l’aborto).

Miller chiude ricordando che le donne che decidono di diventare suore sono sempre di meno e commenta:

Il dato non sorprende assolutamente. Quando gli uomini hanno tutto il potere e “fanno indagini” sulle donne che non sembrano rispettare a sufficienza la loro autorità, perché non diventare un dottore o un avvocato, o una madre-casalinga e mettersi ugualmente al servizio di Dio, ma senza ingerenze autoritarie?