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  • giovedì 22 aprile 2010

Il fosforo sta finendo

È un elemento chiave dell'agricoltura mondiale ma potrebbe sparire in 40 anni

Il 90% del fosforo è estratto soli in cinque paesi

Il fosforo finirà, e sarà un grosso problema per tutti. In un articolo, Foreign Policy la definisce “la più grave carenza di risorse naturali di cui avete mai sentito parlare”. Ovunque nel mondo, gli agricoltori usano concimi ricchi di fosforo per incrementare la rendita dei loro raccolti; il problema è il suo ricambio. A causa dell’erosione del suolo la terra smette di trattenerlo e si disperde. Sembra banale ma non lo è: la carenza di uno degli elementi fondamentali della crescita dell’agricoltura globale rischia di compromettere la sicurezza alimentare in tutto il pianeta nel corso del prossimo secolo.

Alcune analisi degli scienziati del Global Phosphorus Research Initiative hanno stimato che il fosforo che stiamo estraendo dalle miniere basterà per soddisfare le nostre esigenze alimentari solo per i prossimi 30/40 anni. Non sono ancora valutazioni su cui mettere la mano sul fuoco, ma di certo non promettono bene. Anche perché, riflette Foreign Policy, il problema creato dalla carenza non è unicamente alimentare: la concentrazione geografica delle miniere di fosforo minaccia di inaugurare un’era di competizione per le risorse.

Quasi il 90 per cento delle riserve di fosforo si trovano in cinque paesi: Marocco, Cina, Sud Africa, Giordania e Stati Uniti, e questo sta iniziando a causare tensioni internazionali. Molte delle miniere marocchine sono nel Sahara occidentale, un territorio indipendente occupato dal Marocco. Le Nazioni Unite stanno già cercando di regolare le esportazioni, ma l’efficacia del divieto è limitata. E quando il fosforo inizierà a scarseggiare, il suo prezzo salirà sempre più velocemente.

La nostra dipendenza dal fosforo è un elemento sottovalutato e poco conosciuto all’interno della “Rivoluzione verde“, la serie di innovazioni agricole che ha aiutato l’alimentazione di circa 4,2 miliardi di persone negli ultimi sessant’anni. Questa massiccia espansione della produzione agricola ha richiesto un contemporaneo aumento della fornitura di risorse chiave, come l’acqua e l’azoto; ma senza un uso massiccio del fosforo le colture non avrebbero potuto incrementarsi così tanto e così rapidamente.

Fu il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt che, nel 1938, per primo avvertì il Congresso e la nazione del rischio fosforo. Questa carenza, ha detto Roosevelt, potrebbe diminuire la quantità e la qualità delle coltivazioni, “mettendo a rischio la salute fisica e la sicurezza economica degli americani”. Più di settant’anni dopo la situazione non è migliorata, anzi.

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