Un’altra canzone di Sting
E suonerie nei teatri, e traghetti estivi

E suonerie nei teatri, e traghetti estivi

E 25 anni dopo l'uscita del film, la regista Mary Harron si chiede dove ha sbagliato

Il testo dell'intervento di Nichi Vendola al congresso della FGCI del 1985

Un costosissimo proiettore in vendita su Amazon ha scatenato le recensioni creative degli utenti

Oggi bonus: non uno ma 21 piccoli regali, economici e divertenti, pensati per il temuto (o apprezzato) "Secret Santa"

È morto a 94 anni Lou Ottens, l'ingegnere di Philips che adattò la registrazione su nastro magnetico a un formato piccolo e funzionale

Come andò davvero tra la regina e Margaret Thatcher, e le storie di Lord Mountbatten e gli altri personaggi della serie di Netflix

Negli anni Novanta la divisione britannica di Hoover promise voli gratis a chiunque comprasse certi elettrodomestici: finì malissimo

Se ne discute da anni, attribuendone le cause alla tecnologia e alla ridotta capacità di concentrazione, ma è una questione ambigua e complessa

«L'approccio alla musica di Steve Albini promanava dalle esigenze oggettive delle band negli anni Ottanta: pochissimi soldi e un’industria musicale ostile al punk. Nella sua esperienza una band indipendente riusciva con fatica a entrare in uno studio dove doveva litigare con ingegneri del suono che cercavano di cambiarle la musica. Serviva un ingegnere del suono che garantisse l’integrità dell’approccio artistico di gente la cui unica idea strutturata di arte era suonare più violenti, brutali e sgradevoli di tutti gli altri. Lui si prese carico del compito. Assecondava i desideri di ogni artista senza fare domande e senza opporre resistenza. Il fatto di aver lavorato con rockstar monumentali come Nirvana, PJ Harvey o Jimmy Page, non intaccò il suo core business: fornire tecnologia e competenza a un prezzo abbordabile per gruppi di scarso appeal commerciale. Per questo è rimasto al centro del mondo della musica per i decenni successivi»

25 anni fa un cellulare colorato e meno noioso degli altri cambiò molte cose e si rese memorabile, tanto da essere riproposto oggi in un'operazione nostalgia

«Nel 1944 Gorla è quello che oggi chiameremmo un quartiere residenziale, tranquillo. È un luogo di pace in mezzo a tanti punti di interesse bellico: la Breda, la Magneti Marelli, la Falck. La mattina del 20 ottobre gli Alleati si concentrano su quelle zone industriali, ma centrano in pieno due scuole: a Precotto non ci sono vittime, ma a Gorla la bomba si infila nella tromba delle scale e fa franare l'edificio. Le vittime sono duecento, di cui 184 bambini: “i Piccoli Martiri di Gorla”. Tutte le volte che la zia Giuditta ne parla cita il cielo di quella giornata particolarmente bella – “bella come il 20 ottobre”, dice e poi si rabbuia in viso. Ed è quello che colpisce di più delle testimonianze: tutte cominciano parlando del cielo, come se l’azzurro potesse sovrapporsi al nero della morte, anche nei ricordi»

Una volta sono stato buono. Sicuramente sono stato buono, una volta, almeno una volta. Non ricordo l’anno con precisione, ma era tanto tempo fa, forse il 92, o il 93. Non ricordo con precisione ma il periodo più o meno, credo sia quello. [Continua]

Se ne vendono pochissime ma più di qualche anno fa, grazie a poche aziende specializzate e al fascino che esercitano su qualcuno

Tra cui un titolo nobiliare, un bracciale imperdibile, un libro raro e una cosa per veri nostalgici

Tra gli anni Settanta e Ottanta torturarono i brigatisti con la copertura dello stato, partecipando alle indagini per liberare il generale Dozier

Streaming, playlist, nostalgia e altri elementi alla base della fruizione contemporanea della musica li stanno rendendo in certi casi superati come strumento di catalogazione

Le sue atmosfere nostalgiche calamitano l’attenzione dei bambini di tutto il mondo: fenomenologia dell’ultimo vero classico di animazione in 10 capitoli [Continua]
