Com’è fatta la guerra alla droga di Duterte
Di confessioni estorte e sparatorie inscenate per giustificare uccisioni sommarie e illegali, ha raccontato uno dei pochi testimoni al Washington Post

Di confessioni estorte e sparatorie inscenate per giustificare uccisioni sommarie e illegali, ha raccontato uno dei pochi testimoni al Washington Post

Rodrigo Duterte ha detto che non accetta domande sulle uccisioni sommarie promosse dal suo governo, Obama ha cancellato l'incontro con lui

Potrebbero servire se il presidente farà quello che ha promesso: reintrodurre la pena di morte per i trafficanti di droga

Rodrigo Duterte (“il Punitore") dice che i cittadini che provano a catturare uno spacciatore - con le buone o con le cattive - hanno il suo sostegno

Su mandato della Corte penale internazionale, per via dei crimini commessi nella sua “guerra alla droga”

Juan Jumalon stava conducendo il suo programma dalla città di Calamba, quando un uomo è entrato nel suo studio e gli ha sparato

Ha depositato i documenti per la candidatura, che sta venendo molto discussa data la storia di autoritarismo che Duterte ha nel paese

Dopo però il suo portavoce ha detto che si era «espresso male»

L'ex presidente delle Filippine ordinò alla polizia di trattare con grande violenza spacciatori e persone tossicodipendenti: furono uccisi in migliaia

Da quando è stato eletto presidente più di 400 persone sono morte in sommarie operazioni della polizia o di cittadini auto-organizzati

Hiroo Onoda aveva 91 anni: continuò a combattere nelle Filippine per quasi 30 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale

Il suo controverso presidente, quello che ha dato del "figlio di puttana" a Obama, ha adottato politiche anti-droga violente e incredibili

In natura dovrebbe esserci parità numerica, ma lo squilibrio esiste soprattutto a causa di due paesi e delle loro discriminazioni

L'ex presidente delle Filippine ha detto in Senato di averlo creato per combattere il narcotraffico: ora la polizia aprirà un'indagine

8chan nacque promettendo la libertà di scrivere qualsiasi cosa: ora è il sito dove i terroristi di estrema destra pubblicano le proprie rivendicazioni

Nonostante la accuse sui metodi brutali della sua guerra alla droga, il controverso presidente delle Filippine ha sostenitori anche tra i giovani e i progressisti

Maria Ressa e Dmitry Muratov hanno carriere molto diverse, ma in comune il fatto di guidare due testate libere e perseguitate

Il cardinale filippino lo ricorda per idee, approcci e distanza dall'Occidente, ma al conclave potrebbero contare altre cose

Il Wall Street Journal ha raccontato come è stato pagato il lauto riscatto per le studentesse rapite da Boko Haram nel 2014, grazie all'intervento della Svizzera
