televisione italiana

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L’italiano più famoso del Giappone

«L’ambasciatore della cultura italiana in Giappone è Girolamo Panzetta, che da “lettore” del corso di lingua in televisione è poi approdato ai programmi di varietà e a campagne pubblicitarie per prodotti legati più o meno all'Italia e ai suoi frutti. Pizza surgelata, crostini alla pancetta, prosciutto del supermercato, caffè in lattina. Ma anche birra giapponese, compagnie telefoniche, rasoi, saloni di depilazione e molto altro. Come si può immaginare, tra i connazionali il personaggio provoca raramente simpatia, più frequentemente fastidio, imbarazzo e in qualche caso malcelato odio»

L’italiano più famoso del Giappone

Mussolini e la televisione

«È il 1932. Mussolini sta facendo un giro per l’Italia per celebrare i dieci anni della marcia su Roma. Il “Radiocorriere” racconta che al Palazzo dell’Elettricità di Torino gli fu mostrato un piccolo esperimento di trasmissione a distanza. Il delegato Eiar scrive su una lavagna alcune “parole che vengono graficamente trasmesse nell’attimo stesso che la mano commossa le traccia“. Quali sono queste parole? Be’, ovvio: “Evviva il Duce!". Mussolini ascolta compiaciuto, approvando “l’arditismo della similitudine, insieme scientifica e poetica, dell’Italia raffigurata come una cellula irradiante energia”»

Mussolini e la televisione