Berlusconi e il premio di maggioranza


Non è perfetta ma è il meglio che si poteva ottenere, scrive il costituzionalista Michele Ainis sul Corriere: tranne per una cosa "sicuramente incostituzionale"

In Italia, riuscire a realizzare qualcosa su cui ci si era impegnati è raro. Procedere rispettando i tempi stabiliti e superando la giungla di difficoltà della politica è poi quasi incredibile. [Continua]

Niente di ufficiale, ma i giornali scrivono che si è deciso di cambiare soglie e sbarramenti (e permettere le candidature multiple) e Renzi dice "Bene così"

Sapremo presto se il dissenso interno al Pd sulla riforma elettorale deflagrerà e produrrà effetti politici o se invece tutto si ridurrà a tentativi di bandiera. [Continua]

Le soglie di sbarramento e premio, le liste bloccate, le candidature multiple: chi vuole cambiare cosa e che aria tira

Ha detto che è una soglia "normale", ma in realtà sarebbe la più alta d'Europa (a parte il Liechtenstein)

Ha detto che la proposta di legge elettorale si può cambiare e che vorrebbe metter mano al conflitto di interessi

Niente candidature multiple, parità di genere obbligatoria, le liste saranno molto corte e sulla scheda ci saranno i nomi dei candidati

C’è una sproporzione evidente, che non può sfuggire agli interessati, tra il calore polemico che si è sprigionato nel Pd e la materia del contendere per come viene presentata. [Continua]

Con la prudenza da applicare a un percorso appena avviato, c’è da dire che il risultato ottenuto da Matteo Renzi nelle ultime settantadue ore è straordinario.

La direzione PD ha approvato l'accordo trovato col centrodestra: proporzionale con eventuale premio di maggioranza e doppio turno; collegi piccoli e liste bloccate corte

Renzi illustra l'accordo trovato col centrodestra su legge elettorale e riforme

O, meglio, tra una direzione e l’altra, perché ora si sorprendono tutti dello spagnolo, ma lo spagnolo faceva parte del terzetto di proposte di Renzi, che hanno tutti discusso per giornate intere e che venerdì era già sul piatto. [Continua]


No, dice Angelo Panebianco sul Corriere, perché cambiare la legge cambia anche la realtà osservata: mentre non è d'accordo Roberto D'Alimonte

Se davvero Matteo Renzi uscirà dalla strettoia sui modelli di legge elettorale così come c’era entrato, cioè con una preferenza per il cosiddetto “sindaco d’Italia”, molti nodi saranno sciolti e altri si proporranno. [Continua]

Una sintesi delle motivazioni della Corte Costituzionale: non bisogna esagerare con i premi di maggioranza, senza riforma si voterà con le preferenze, il Parlamento è legittimo

Sono state depositate lunedì sera, sembrano privilegiare il modello "spagnolo" ma ammettono tutte e tre le proposte di Renzi

È vero, Letta e il suo governo passano da un incidente all’altro, e la sequela di gaffes, malintesi, litigi ed errori finisce per offuscare ciò che pure è importante [Continua]
