Il dolore di Gadda






Il grande poeta italiano, tra i più citati e apprezzati per il suo stile duro e asciutto, era nato il 12 ottobre del 1896 ed è protagonista del doodle di Google di oggi

Si trova a Brera, ha lanciato un concorso per raccontare la città e organizzerà laboratori pratici dedicati all'editoria

Oggi è il centenario di Giorgio Bassani, autore di uno dei più amati romanzi italiani del Novecento: da cui venne un gran film che a lui però non piacque

Sei domande a Ester Armanino e Gianni Biondillo, gli scrittori che insegnano al corso "Scrivere di sabato" della Scuola Belleville

Lo scrittore nato 130 anni fa è considerato difficile da leggere anche per le sue invenzioni lessicali, che però sono un pezzo importante dei suoi libri

È il titolo del romanzo dello scrittore polacco Witold Gombrowicz, messo in scena dal regista Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano (dal 13 marzo al 5 aprile) [Continua]

È nel gruppo Messaggerie, il più grande distributore di libri in Italia, e ha molte case editrici, tra cui Guanda, Garzanti, Salani e Longanesi

Una lista periodica delle cose degne di nota che di recente ho visto, letto, ascoltato, imparato o ritrovato. Questa è la lista di marzo. [Continua]

«In Gadda l’infinità, come meta e fallimento della letteratura, non si compone dall'interno, ma assume forme lessicali e sintattiche perfino più composite che in Proust. Nella sua nevrosi da ingegnere di nominare esattamente ogni cosa, il vocabolario non va soltanto consumato fino in fondo, dragato in ogni ambito tecnico, scientifico, dialettale, ma va anche sfondato, reinventato, arricchito e distorto da neologismi acrobatici e ironici, ma indispensabili, perché per quello che si vuol dire, nonostante i milioni di parole del mondo, la parola giusta non esiste mai»

Cioè “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo, che è morto più di trent’anni fa ma di cui è appena uscito un libro inedito

«Oggi se ne sta lì come la segnaletica stradale, non ci facciamo caso, ma esiste da pochissimo tempo. Scriviamo da seimila anni (minuto più, minuto meno) e usiamo i “segni paragrafematici”, come dicono i linguisti, solo da duemila e quattrocento. I greci erano svogliati e la adoperavano in modo incerto. I romani non la usavano per nulla. Al tempo di Dante c’erano i glifi che oggi ignoriamo, estinti come dinosauri: il doppio punto, il punto mobile, la virgola alta. Fourier pretendeva quattro tipi di virgole. Questo è un breve prontuario di ciò che ne resta. Prendiamo la virgola per esempio,»

Quasi ogni città ne ha uno (e Milano più di tutti), perché l'elemento più importante di un giallo è il posto in cui è ambientato

Per chi è in cerca di spunti per scegliere cosa portarsi in vacanza o leggere quest'estate

