In Belgio sono stati arrestati tre presunti membri dell’ISIS-K che secondo le indagini stavano pianificando un attentato


Paesi come il Tagikistan e l'Uzbekistan sono diventati territorio di reclutamento per il gruppo terroristico affiliato allo Stato Islamico, come si è visto nell'attentato a Mosca e in molti altri prima

Quello al teatro a Mosca è il più recente di una serie di attacchi che prescindono dalle divisioni a cui siamo abituati, e che accrescono le preoccupazioni di analisti e agenzie di sicurezza

Secondo l’intelligence statunitense l’avrebbe organizzato l’ISIS-K, la divisione afghana dell’ISIS, che però non l’ha rivendicato direttamente

Nell'attacco, compiuto il 26 agosto del 2021, furono uccise più di 180 persone: per ora non si conosce l'identità dell'uomo

A un anno dalla presa del potere da parte dei talebani, ci sono ragionevoli elementi per temerlo

A tre mesi dalla conquista, il regime è diviso, la crisi umanitaria è devastante e la popolazione non si sente al sicuro

La rivalità tra i due gruppi estremisti è entrata in una nuova fase dopo il ritiro degli americani: e non è una buona notizia per nessuno


Fra di loro c'erano anche sette bambini: il dipartimento della Difesa lo ha definito «un tragico errore»

Come ritorsione per l'attentato di giovedì a Kabul, che aveva provocato la morte di almeno 170 civili e 13 soldati statunitensi

La divisione afghana dello Stato Islamico responsabile dell'attentato a Kabul è nata diversi anni fa: è nemica dei talebani e di al Qaida, oltre che dell'Occidente

«Non perdoneremo. Non dimenticheremo. Vi daremo la caccia e ve la faremo pagare»

Nell'attacco, avvenuto fuori dall'aeroporto dove sono in corso le operazioni di evacuazione, sono state uccise decine di persone: almeno 60 civili afghani e 12 militari statunitensi

Stati Uniti e Regno Unito hanno detto ai loro cittadini di allontanarsi dall'aeroporto, per il rischio di un attentato della divisione afghana dello Stato Islamico

La Russia ha riconosciuto il loro governo, hanno relazioni con Cina e India e anche l’Europa ci parla, tutti per motivi diversi

«La verità è che oggi all’Aia siamo di fronte a una svolta: alla possibilità di riproporre la speranza in una giustizia universale valida – almeno in prospettiva – per tutti gli uomini, indipendentemente dalla nazionalità delle persone coinvolte»

Si chiama RAWA, nacque come movimento femminile di resistenza all’occupazione sovietica, e ha molte cose da dire

È molto travagliata, ha riguardato grandi imperi ed è piena di invasioni straniere, ben prima di quella degli Stati Uniti
