Nitto Palma, De Girolamo e “Grand Hotel”


Sono i più importanti premi britannici del cinema e della tv: il film più premiato è stato "Grand Budapest Hotel" ma come miglior film è stato scelto "Boyhood"

"Boyhood", "Birdman", "La teoria del tutto" e "Grand Budapest Hotel" si sono spartiti alcuni dei premi più importanti di quest'anno: la lista completa, con le foto

Tutte le cose aggiunte digitalmente nell'ultimo film di Wes Anderson

La casa della famiglia Addams, l'hotel di "Grand Budapest Hotel" e il Central Perk frequentato dai protagonisti di "Friends", nelle illustrazioni di Frederico Birchal

Uscirà in Italia il 10 aprile 2014 e ci saranno - come (quasi) sempre - Owen Wilson e Bill Murray

Un po' di immagini dei calciatori delle due squadre, tra l'aeroporto e l'hotel: il Regent per la Juventus e il Grand Hyatt per il Barcellona

I protagonisti dei suoi film più famosi, dai Tenenbaum a Grand Budapest Hotel, disegnati da un illustratore colombiano


Uno per uno, tutti gli Oscar da "Birdman" a "Grand Budapest Hotel" e "Whiplash": con le facce dei vincitori

Li ha disegnati l'illustratrice francese Malika Favre con uno stile che ricorda l'Art déco e le atmosfere noir: ci sono Boyhood e Grand Budapest Hotel, tra gli altri

I film che hanno ricevuto più nomination sono "Grand Budapest Hotel" e "Birdman", molte candidature anche per "The Imitation Game", "Interstellar", "American Sniper" e "Boyhood"

È torinese ed è una delle più importanti costumiste al mondo: ha lavorato con grandi registi – da Coppola a Kubrick – e ha vinto 4 Oscar


Il Wall Street Journal ha creato delle nuove e originali categorie di premi, dal film che contiene più scene di lotta a quello dove si dice più volte "fuck"

È stato abbattuto con una serie di esplosioni controllate in dieci secondi

Si chiamava Angelo Moriondo, era di Torino e Google lo ricorda nel doodle di oggi

A Oslo, dove la leader dell’opposizione venezuelana avrebbe dovuto ritirare il Nobel per la Pace: è la prima volta da gennaio

Perché racconta storie originali e fa film troppo "alla Wes Anderson", dice Slate: ma con "Gran Budapest Hotel" le cose potrebbero cambiare
