Il proprietario della società che ospita “Libero Giornale” dice che non è colpa sua
Matteo Ricci Mingani – che possiede la società a cui si appoggiano noti siti di notizie false – dice che non ha colpe, come un venditore di coltelli

Matteo Ricci Mingani – che possiede la società a cui si appoggiano noti siti di notizie false – dice che non ha colpe, come un venditore di coltelli

Una delle più gravi guerre civili del mondo è resa più complicata dalla diffusione organizzata di bufale e messaggi d'odio online, racconta BuzzFeed

Non usano solo le pubblicità di Google, che dice di volerle bloccare, ma anche molti altri servizi di aziende più piccole, con regole non sempre chiare

Uno studioso di filologia spiega perché con la "post verità" c'entri la crisi della materia, a partire da Rignano sul Membro

Annunciato e attesissimo per ieri, il nuovo sito è stato inaccessibile per due giorni: ecco perché

https://www.youtube.com/watch?v=QGej5M-1Hg8


Il direttore Peter Gomez spiega i problemi di questi giorni

E la direzione si dice sorpresa e amareggiata

Ovvero quelli che sanciscono che traffico hanno i siti internet: e dice che anche l'AgCom non ne sarebbe convinta

Raccolta di imprecisioni, disastri e gesti fatti male, dalle torte tagliate a caso, alle figure ritagliate in modo da lasciare una parte di foglio attaccata alla figura, alle uova sbucciate distruggendo l'uovo, ai pomodori tagliati spappolandoli, a quel momento orribile in cui si cerca l'estremità del nastro adesivo, la si trova e invece di staccarsi per intero se ne stacca solo una minuscola striscia.

Vorrei rivolgere un appello agli amici del «Fatto»: o cambiate il nome del giornale o cambiate le notizie (Michele Ainis, sulla Stampa) Vedi anche: - Fatemi sapere come va a finire - Ainis: Errani e Formigoni non dovrebbero candidarsi


Tra le altre cose c'è scritto che «alla mamma e al papà non occorrono evidenze scientifiche» per sapere che vaccini e autismo sono collegati

Il direttore Marco Travaglio invita i lettori iscritti alla "piattaforma Rousseau" a votare sì, e a considerare il cedimento una vittoria



O "ciò che resta del Manifesto", come spiega sul suo blog

Raccolta di gesti attorno alle cose con cui abbiamo a che fare ogni giorno, fatti male
