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Annunciato e attesissimo per ieri, il nuovo sito è stato inaccessibile per due giorni: ecco perché

Ieri mattina, dopo laboriosi e pubblici preparativi, era previsto il lancio del nuovo sito del Fatto, attesissimo dagli appassionati fan del quotidiano e dalle curiosità di chi segue l’informazione online. Il clamoroso successo editoriale del Fatto e la sua attitudine al coinvolgimento dei lettori – assieme alle vecchie perplessità sulla sua veste grafica – erano altri elementi che creano aspettative per le novità che avrebbe introdotto online.

Ma per quasi tutta la giornata di ieri il sito è stato inaccessibile. In alcuni momenti qualcuno è riuscito ad aprirlo e vedere la grande foto in apertura e la lunga successione di post seguente, ma per gran parte della giornata si sono succeduti minuti di attesa infruttuosi, schermate del vecchio sito, annunci di problemi temporanei e richieste di password d’accesso. Naturalmente tutti hanno sospettato che la gran mole di accessi avesse messo in difficoltà la struttura tecnica, ma non poteva essere solo quello (oltre al fatto che un grande numero di accessi era prevedibile da chi gestisse la tecnologia del sito).

Stamattina, idem. La società responsabile della gestione del sito (costruito su WordPress, la stessa piattaforma del Post peraltro), richiesta di spiegazioni dai responsabili del giornale, ha risposto che c’era un numero straordinario di “richieste al database” che bloccava il funzionamento del sito. Spiegato molto bruscamente, vuol dire che per ogni pagina aperta da un utente quella pagina deve caricare troppi elementi ogni volta. È un problema che di solito i siti cercano di limitare “staticizzando” molti elementi della pagina: ovvero facendo sì che non tutti vengano ricaricati ogni volta.

Evidentemente, ma è solo l’ipotesi più plausibile, questo lavoro non era stato compiuto a sufficienza (qualcuno ha suggerito che WordPress non fosse la scelta adeguata per un sito di quel numero di visite), e solo nel tardo pomeriggio di mercoledì il sito – molto lentamente e discontinuamente – ha cominciato a rendersi accessibile. I redattori sono però ancora impediti a usare il “backend”, ovvero a pubblicare nuovi contenuti sul sito, che è quindi, alle 18 di martedì, molto in ritardo sugli aggiornamenti.

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Al Fatto assicurano – assicurati dai responsabili tecnici – che i problemi dovrebbero risolversi nelle prossime ore.