Perché i discorsi nelle istituzioni europee sono così noiosi
Se ne riparla per via del discorso sullo Stato dell'Unione di von der Leyen: le ragioni sono parecchie e vengono da lontano

Se ne riparla per via del discorso sullo Stato dell'Unione di von der Leyen: le ragioni sono parecchie e vengono da lontano

Leader e politici italiani non sono capaci di parlare in maniera memorabile, scrive Francesco Costa: vi ricordate due discorsi degli ultimi vent'anni?



La Michela è utilizzata dall'Ottocento: è ancora competitiva, ma richiede tanta formazione e ora ci sono alternative più moderne

Quella approvata in Florida in particolare ha innescato proteste e successive campagne denigratorie rivolte dai conservatori ai gruppi LGBT+

Il presidente ucraino sta rafforzando consensi e alleanze con una comunicazione coinvolgente e personalizzata su ciascun pubblico

Se anche fossimo stati meno cialtroni nell’immaginare il mondo di domani la questione sarebbe rimasta complicata lo stesso [Continua]

Ma i discorsi se li porta via il vento

Hugo Chávez fu l’ideatore di una dottrina politica che mischiava populismo di sinistra e richiami alla lotta di liberazione dell’America Latina: oggi è la persona più citata nei discorsi del presidente venezuelano Nicolás Maduro

«Nelle grandi città italiane, ma anche in quelle più piccole, è molto raro vedere qualcuno che giochi per strada. Non è più un’abitudine, al massimo si va nei parchi, ma poi ci sono le palestre, le scuole calcio, eccetera. In molti casi, i bambini nemmeno lo sanno che si giocava per strada e che si potrebbe ancora, i genitori non glielo hanno insegnato. A Venezia, senza una ragione o regola particolare, avviene il contrario. Ed è come se tutti i discorsi sul futuro delle città qui trovassero un potenziale sbocco»

È stato molto simile a quelli già visti in campagna elettorale: pieno di discorsi confusi, attacchi agli avversari e affermazioni false

Ha mantenuto la linea del suo predecessore su molti temi, non ha fatto grandi nomine o discorsi, e finora si è occupato soprattutto del Giubileo

Perché nelle cronache si usano da decenni i discorsi diretti anche quando non sono affatto certi, generando vistose storture

«Fuori le cose stanno cambiando. Dentro la fluidità, la parità dei diritti (e dei compensi) tra uomini e donne, il femminismo e l’inclusività non ci sono. Quella che ascolto ogni giorno tra i banchi è una robusta prassi linguistica che sconfina nel moralismo e in un sessismo inconsapevole e pericoloso perché agito come se fosse naturale, come se tutti i discorsi che vengono dall'esterno non fossero un’alternativa da prendere in considerazione»

Dai discorsi più toccanti ai piedi nudi di Jamie Lee Curtis, passando per l'asina di "Gli spiriti dell'isola"

Perché emozionatissimi o brevissimi, affannati o delegati, insomma quelli che non sono stati solo lunghe sequenze di “grazie”

Lo disse l'attivista russo Yuri Dmitriev, in uno dei discorsi di prigionieri politici raccolti in un libro di E/O

Fatti da presidenti, attivisti e dittatori, se quello di Michelle Obama alla convention vi ha fatto venire voglia di ascoltarne altri
