Cuba ha liberato alcuni detenuti politici, dopo che Joe Biden aveva deciso di rimuovere il paese dalla lista di quelli che sostengono il terrorismo


Sono decine di migliaia, di cui si è persa traccia dopo che erano finite nel violento sistema repressivo del regime


La giornalista ha raccontato a Che Tempo Che Fa che sono stati molto duri, e che è stata interrogata da incappucciata anche per dieci ore di fila

La giornalista italiana è molto provata ma in buone condizioni, dopo le tre settimane di detenzione dura in Iran

«Avevo scoperto la possibilità di mandare lettere ai detenuti in Russia sulla homepage di "Meduza". I prigionieri politici sono quasi mille e tra loro ci sono ragazzini di appena sedici anni, studenti universitari, una tiktoker bionda che immagineresti avvolta da abiti firmati, donne e uomini di mezza età. Molti sono stati condannati a pene ingiuste e sproporzionate: 9 anni per aver messo un like a un post contro la guerra in Ucraina, 6 anni per aver fatto la terapia ormonale, 12 anni per aver donato 30 dollari a una ONG ucraina. La colpa principale di Dmitrij era stata fotografare ponti a Vladivostok. Quando ho visto il drago che aveva disegnato, ho deciso di scrivere a lui»

L’avanzata dei ribelli prosegue veloce: come se un gruppo assediato in Piemonte prendesse Milano e arrivasse a Bologna in otto giorni


«Molti anni fa mio “zio Michael”, ormai anziano, ospitò me e mio figlio nella sua casa nel Connecticut negli Stati Uniti. Un giorno, aprendo l’armadio a muro della camera per gli ospiti, era saltata fuori la sua uniforme di Buchenwald. Manca ormai da un decennio mio zio Michael, questo mio amatissimo parente, uno dei pochissimi scampati allo sterminio. Se mi immagino in dialogo con lui, vorrei rispondergli che il fascismo di oggi non è quello di allora che ha rialzato la testa, ma mi risuonano nella mente le parole della scrittrice Anne Rabe che tracciano un quadro terrificante di quello che la Germania dell’Est è diventata. La presenza della destra estrema è persino più spaventosa che negli anni in cui il mio amico Johannes era stato preso a calci dai naziskin di Lipsia. La paura è diffusa in chiunque non sia un simpatizzante, il controllo territoriale è esercitato da gente disposta a spaccare le ossa a chi sia inviso, il clima associabile allo spadroneggiare delle SA negli anni Trenta»

A Ferragosto un detenuto si è ucciso a Parma, e a Torino e in altri penitenziari ci sono stati scontri e ferimenti



Dopo la pessima reputazione derivata dal pestaggio del 2020, per cui sono a processo 105 persone, la direttrice è cambiata e sono nate sartorie e altri laboratori per far lavorare i detenuti e insegnare loro un mestiere

Il regime di Vladimir Putin usa isolamento, freddo, fame, violenza e torture psicologiche per piegare le resistenze degli oppositori

È la quinta dal marzo 2021 per l'attivista iraniana: la pena totale è salita a più di dodici anni




Si chiama Johan Floderus, è svedese e ha 33 anni: la notizia è emersa solo oggi
