Il governo ha venduto 1,4 miliardi di euro di azioni di Eni


La decisione di Fitch di abbassarne il rating è diventata un caso, pochi giorni dopo la caduta di un governo assai allarmista sul tema

Dai conservatori potrebbero arrivare novità importanti, con conseguenze anche sul prossimo governo

È iniziato tutto da una pessima condizione dei conti pubblici e da una legge di bilancio per risanarli

Sono quelli del TFR, che andrebbero restituiti dopo alcuni mesi, ma per via di negligenze e lentezze si accumula un ritardo di anni

Il ministro dell'Economia ha risposto alle critiche sulla nuova legge di bilancio e ha scritto che la decisione di aumentare il deficit è stata «difficile ma necessaria»

Tra le altre cose contraddice lo storico approccio della destra, che finora era stata critica verso i paesi del Nord ossequiosi del rigore di bilancio

I tempi perché l'Italia riesca a evitare la procedura d'infrazione sono molto stretti, e i piani del governo non così chiari

La riforma è stata promossa da un commissario europeo del PD e approvata dal governo di Giorgia Meloni, ma a molti in questo momento conviene fare finta di niente

«Ho quasi quarant’anni, ho trascorso i primi venti fuori (a eccezione di una visita scolastica), poi dieci dentro, e altri dieci fuori. Eppure non so cosa pensare del petrolchimico»


Il nuovo primo ministro Michel Barnier ha descritto una situazione dei conti pubblici molto negativa, e perciò ha proposto un piano di risanamento particolarmente severo

Cosa sono i "titoli di stato europei" chiesti da paesi come Italia, Francia e Spagna, e perché altri paesi non ne vogliono sapere

La lettera del ministro Tria alla Commissione Europea non contiene concessioni sul deficit o sulle stime di crescita, ma solo un aumento della vendita del patrimonio pubblico

Nelle ultime settimane si è tornati a parlarne parecchio, ma quanto ci si può fidare? E perché contano così tanto?

La sua «logica di pacchetto» doveva servire a usare la ratifica del MES come leva per ottenere altro, ma le è andata male

La proposta centrale è quella di un "fondo per la ripresa" da 500 miliardi di euro, da finanziare con debito pubblico comunitario

È stato concordato da tutti i paesi (tranne uno), ma serve anche a compiacere Trump e alcuni difficilmente rispetteranno l’impegno

