L’omicidio preppy
In "La tragedia del true crime" John J. Lennon racconta uno dei processi più seguiti e discussi a New York negli anni Ottanta, e il suo incontro con l'assassino

In "La tragedia del true crime" John J. Lennon racconta uno dei processi più seguiti e discussi a New York negli anni Ottanta, e il suo incontro con l'assassino

Per cause di forza maggiore o per necessaria selezione, ma alcuni li racconta e suggerisce volentieri

Che preferisce che dell'ultima stagione di “Stranger Things” si parli un po' per volta, con parenti e amici

Vittorie sorprendenti e non-vittorie altrettanto sorprendenti, medaglie accumulate e storiche prime volte, droni e tiramisù, ma anche altro

«Non volevo che Luna morisse, ma non erano il vuoto né la malinconia a spaventarmi. Quello che non potevo sopportare era l’idea del suo corpo buttato via come uno dei tanti rifiuti smaltiti dalla clinica veterinaria»

Prima con “Metal Gear” e poi con “Death Stranding” le sue invenzioni e le sue stranezze gli hanno assicurato uno status unico nel settore

Quattro scrittori ed editori che lo conoscono bene riflettono su cosa sia rimasto del romanzo più famoso di David Foster Wallace, uscito trent'anni fa

«Nel frattempo, al Club Recordo, anche le furiose note di “Metal Militia“ sfumano, il volume si abbassa. Mi sa che i partecipanti non si aspettavano di sentire un intero album metal, dall’inizio alla fine»

«1. Leggere almeno trenta libri; 2. Andare in palestra tre volte a settimana; 3. Non dare più soprannomi alle persone; 4. Scrivere più spesso al mio caro amico il Vez; 5. Ignorare la Latex e il suo gruppo; 6. Guardare film e serie TV in inglese; 7. Non fare più liste».

La piattaforma su cui videogiocano milioni di minorenni è accusata di non fare abbastanza per evitare casi di adescamento

La più influente serie televisiva animata giapponese, uscita trent’anni fa, ha avuto una storia difficile, tre finali diversi e tre adattamenti solo in italiano

«La destra Usa è sempre più ghiotta della simbologia satanica e apocalittica. Ma è un risveglio che riguarda tutte le latitudini. A me è tornata alla mente la pantàfica abruzzese: una donna dagli occhi demoniaci che si sedeva sulle persone addormentate e impediva loro di dormire bene. Mio nonno smise di incolparla quando per cena si limitò alle minestrine».


Una band di Roma le cui canzoni potrebbero essere rimaste sotto terra per sessant’anni, e rimanere nascoste altre venti

Vecchie, sgargianti, scassate, economiche, sconosciute, con microfoni e theremin incorporati: in questi 50 anni ne ha spremute tante

Una reunion senza essersi mai lasciati

Dopo molti tentativi falliti Warner Bros. ha rinunciato ai diritti di “Akira”, uno dei film d'animazione giapponesi più importanti di sempre

La storia del primo genocidio in Europa dalla Seconda guerra mondiale

