Carbone e dolcetti

Pensierini sparsi prima della Befana, utili anche a decidere chi nella calza merita di trovare carbone, e chi i dolcetti.

La trattativa sulle nuove regole del mercato del lavoro sarà difficile, ma procederà. Tutti i soggetti coinvolti sono in definitiva dei pragmatici e non è stato casuale ieri il riferimento fatto da Napolitano (di nuovo lui) all’accordo del 28 giugno 2011: quell’intesa unitaria, duramente contestata dalla Fiom, fu il primo passo di Susanna Camusso al vertice della Cgil. La difesa dell’unità sindacale riconquistata allora è preziosa e non è convenienza di Monti rimetterla in discussione. Ieri è bastato un tweet partito dalla Cgil per gettare l’allarme a proposito degli incontri separati che Fornero intende avere in prima battuta con le confederazioni. In realtà, come ha detto Bersani, è importante che unitario sia l’approdo, e questo accadrà solo se tutti avranno fiducia in se stessi più che nel marcamento reciproco.

A proposito di Napolitano, belle le foto mentre a Napoli fa la fila al botteghino del cinema. Photo opportunity organizzata, certo. Un filo di retorica, può darsi. Ma sono cose che quando le fanno i politici scandinavi suscitano ammirazione e invidia. Dunque.

Al presidente dell’Istat, Giovannini, era stato chiesto di chiarire il mistero del confronto fra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli dei loro colleghi europei. Con notevole ritardo la sua commissione ha presentato un rapporto che, se possibile, ha peggiorato la situazione e ha aumentato la confusione. Sicché ora forse non sappiamo se gli onorevoli italiani guadagnano troppo, però sospettiamo che guadagni troppo (anche in confronto ai suoi colleghi europei) il presidente Giovannini: 25 mila euro lordi al mese.

La dichiarazione fatta anni fa da Alemanno (a Roma non c’è crimine organizzato, ma i giovani sono malamente ispirati da Romanzo criminale) gli è già costata tanto, da quando Roma è diventata davvero il set di una guerra di mala. Ora che abbiamo anche l’ex terrorista nero gambizzato, la sceneggiatura è completa. Manca solo la parte per il sindaco ex picchiatore che voleva diventare sceriffo e non riesce a fare neanche il pompiere.

Bersani che alza la voce contro Grillo, intimandogli di stare attento a come usa le parole su Equitalia, visto che girano le pallottole: l’ottimo augurio per un 2012 di riscossa della buona politica.