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  • Domenica 4 gennaio 2026

Il giorno dopo l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela

La situazione è stata relativamente tranquilla, mentre la vice di Maduro, Delcy Rodríguez, ha assunto la presidenza ad interim

Una casa danneggiata dal bombardamento statunitense a Catia La Mar, vicino a Caracas, il 4 gennaio 2026 (AP Photo/Matias Delacroix)
Una casa danneggiata dal bombardamento statunitense a Catia La Mar, vicino a Caracas, il 4 gennaio 2026 (AP Photo/Matias Delacroix)

La situazione in Venezuela è stata relativamente tranquilla il giorno dopo l’attacco con il quale il presidente Nicolás Maduro è stato catturato, in un’operazione che ha previsto vari bombardamenti a Caracas. Maduro è stato portato in un carcere di Brooklyn, a New York, la sua vice Delcy Rodríguez ha assunto la presidenza ad interim. Il presidente statunitense Donald Trump aveva detto che gli Stati Uniti «controlleranno» il Venezuela e la sua industria petrolifera, ma il regime sembra in controllo della situazione. Il Post ha seguito tutti gli aggiornamenti con questo liveblog.

Live Blog
16:484 gennaio 2026

Questo liveblog per ora finisce qui, dopo una giornata senza sviluppi importanti. Potremmo però tornare a sentirci nei prossimi giorni. Intanto, se volete approfondire quello che sta succedendo, qui trovate un articolo che ricostruisce nel dettaglio l’attacco di sabato; qui uno che mette in fila i passati interventi degli Stati Uniti in America Latina; qui uno su Delcy Rodríguez, che ha sostituito Maduro, e qui uno sul ruolo dell’industria petrolifera. 

16:304 gennaio 2026

A che punto siamo arrivati ora

Quella di domenica è stata una giornata senza sviluppi decisivi per la situazione in Venezuela, che rimane molto incerta.

• Il presidente Nicolás Maduro è arrivato in un carcere di New York ed è in attesa che inizi il suo processo.

• Nella notte fra il 3 e il 4 gennaio la vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha assunto la vipresidenza ad interim in sostituzione di Maduro: sembra essere lei la persona su cui gli Stati Uniti puntano maggiormente per l’amministrazione del Venezuela secondo i loro interessi. Lei ha comunque continuato a riconoscere Maduro come leader legittimo del paese.

• Non ci sono ancora grandi dettagli su come gli Stati Uniti intendano gestire il paese: il segretario di Stato Marco Rubio non ha escluso l’eventualità di ulteriori attacchi militari in caso l’amministrazione venezuelana non collabori con gli interessi statunitensi.

• Abbiamo un’idea più chiara di come sia stata preparata e messa in atto la clamorosa operazione con cui gli Stati Uniti hanno catturato Maduro.

16:214 gennaio 2026

La ricostruzione dell’attacco

Da quando a inizio agosto l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato una ricompensa di 50 milioni di dollari per ottenere informazioni utili al suo arresto, il presidente venezuelano Nicolás Maduro era diventato più guardingo.

Inizia così l’articolo con cui abbiamo raccontato com’è avvenuto l’attacco degli Stati Uniti in Venezuela, dalla sua preparazione alla sua esecuzione. Lo trovate qui:

Con mesi di esercitazioni, un’unità speciale molto riservata dell’esercito, una certa complicità in Venezuela e una notte di luna senza nuvole

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15:344 gennaio 2026

Com’è la situazione in Venezuela

Fra la gente di Caracas dopo gli attacchi di sabato mattina sembra esserci soprattutto molta incertezza. Mentre nel resto del mondo molti emigrati venezuelani hanno festeggiato per le strade dei paesi dove vivono attualmente, in Venezuela non ci sono state grosse manifestazioni né a sostegno né contro il regime. Nelle mattina di sabato era stata organizzata una piccola manifestazione a favore di Maduro, ma non è stata molto partecipata, mentre i dissidenti, che non possono manifestare in piazza perché rischierebbero l’arresto, hanno celebrato dai balconi con striscioni e musica.

Nel giro di poche ore però la situazione si è tranquillizzata: una residente ha detto a BBC che l’atmosfera in città è molto calma, e che per le strade non si nota una presenza insolita della polizia o dell’esercito. Un camionista ha detto all’edizione spagnola di CNN che molti negozi sono aperti solo in maniera limitata e lasciano entrare solo un paio di persone alla volta, e quindi ci sono lunghe file all’ingresso. 

Civili armati sostenitori del regime sorvegliano la coda fuori da un negozio di alimentari a Caracas, il 4 gennaio 2026 (AP Photo/Ariana Cubillos)

La cattura di Maduro è stata completamente inaspettata (alcuni residenti hanno detto che in un primo momento avevano scambiato le esplosioni per fuochi artificiali per festeggiare l’anno nuovo) e ha lasciato molti increduli. Secondo il quotidiano spagnolo El País fra i dissidenti la gioia iniziale per la rimozione di Maduro è stata sostituita dalla sensazione di non avere veramente la possibilità di influenzare le sorti del proprio paese una volta che Trump ha di fatto escluso dai piani immediati per il governo del paese la leader dell’opposizione democratica María Corina Machado.

Una piazza di Caracas il 4 gennaio (AP Photo/Ariana Cubillos)

È ancora difficile capire con certezza i danni provocati dagli attacchi, e né gli Stati Uniti né il Venezuela hanno fornito stime del numero di venezuelani morti o feriti nell’operazione: una fonte venezuelana ha detto al New York Times che le persone uccise sarebbero 40, fra civili e militari. 

15:014 gennaio 2026

Marco Rubio ha detto che gli Stati Uniti mantengono aperte tutte le opzioni contro il Venezuela

Il segretario di Stato Marco Rubio, parlando domenica con i media americani, ha detto che gli Stati Uniti non escludono un altro attacco in Venezuela, se sarà necessario: gli Stati Uniti «mantengono aperte tutte le opzioni che avevamo prima dell’arresto», ha detto. Ha aggiunto che non ci sono truppe statunitensi in territorio venezuelano.

Ha risposto anche ad alcune domande su come gli Stati Uniti intendono gestire il Venezuela da ora in poi. Dalle sue parole sembra di capire che il governo americano si aspetti soprattutto che il nuovo governo del Venezuela gestisca il paese in maniera più favorevole: «Ci aspettiamo di avere più rispetto e cooperazione di quanto ci siano state finora», ha detto, aggiungendo in seguito: «Non è governare, è condizionare la politica» del paese.

14:044 gennaio 2026

Pedro Sánchez è stato l’unico leader europeo davvero critico

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è stato l’unico importante leader europeo ad avere una reazione davvero critica verso gli Stati Uniti: su X ha scritto che la Spagna non riconosceva il regime di Maduro, ma che non riconoscerà neanche la legittimità di «un intervento che vìola la legge internazionale e spinge la regione verso un orizzonte di incertezza e bellicismo».

Le dichiarazioni sono notevoli soprattutto se si considera che in Spagna risiede gran parte dell’opposizione venezuelana fuggita dal paese a causa delle persecuzioni, e che è il paese che ospita la più grande comunità venezuelana all’estero, dopo gli Stati Uniti.

14:024 gennaio 2026

Marco Rubio potrebbe avere un ruolo nel futuro del Venezuela

Nella conferenza stampa dopo l’attacco di sabato, parlando di come gli Stati Uniti avrebbero «controllato» il Venezuela, Trump ha fatto riferimento più volte al segretario di Stato Marco Rubio. «Le persone dietro di me» se ne occuperanno, ha detto Trump, riferendosi a Rubio e al segretario alla Difesa Pete Hegseth. Ha poi detto che Rubio ha fatto una telefonata alla presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez, facendo intendere che potrebbe essere lui la persona che si occuperà del paese per conto dell’amministrazione.

Rubio è nato negli Stati Uniti ma ha origini cubane. I suoi genitori fuggirono da Cuba nel 1959, poco prima della rivoluzione castrista. Rubio parla spagnolo, e ha trascorso gran parte della sua carriera criticando il regime cubano e quello del Venezuela, suo alleato. Da senatore era uno dei più attivi in politica estera, e parte del suo lavoro era occuparsi dell’America Latina. In tutta l’amministrazione Trump, è dunque lui la persona più indicata per occuparsi del Venezuela.

Non è chiaro però che compiti saranno affidati a Rubio, né quale sarà davvero il ruolo degli Stati Uniti nel paese: le dichiarazioni di Trump, finora, sono state piuttosto confuse.

13:344 gennaio 2026

In tutto il mondo si festeggia e si protesta

La reazione in tutto il mondo alla cattura di Maduro da parte degli Stati Uniti è stata contrastante: in diversi paesi sudamericani le grosse comunità di venezuelani scappati dal paese per motivi economici (otto milioni in tutto) o perché perseguitati politicamente dal regime hanno festeggiato.

Negli Stati Uniti stessi, ma anche in Messico e a Parigi, i manifestanti invece hanno criticato Donald Trump e l’intervento in Venezuela, giudicandolo un atto di aggressione ingiustificato e illegale contro un paese sovrano, e come un atto di imperialismo statunitense contro l’America Latina.

12:274 gennaio 2026

Anche il papa ha parlato del Venezuela

Durante l’Angelus di domenica papa Leone XIV ha parlato del Venezuela. Ha detto di seguire gli sviluppi della situazione nel paese «con l’animo colmo di preoccupazione». Ha chiesto di «garantire la sovranità del paese» e ha aggiunto che «il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione».

Pur essendo statunitense, Leone ha trascorso la gran parte della sua vita in America Latina, soprattutto in Perù.

11:564 gennaio 2026

Come potrebbe essere il processo contro Maduro e sua moglie

Già la prossima settimana Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores potrebbero comparire davanti a un giudice per rispondere delle accuse – di narcoterrorismo e associazione a delinquere, tra le altre cose – rivolte loro dal governo degli Stati Uniti, ma su come poi si svilupperà il processo si sa ancora molto poco.

L’udienza iniziale si terrà nel tribunale del Distretto meridionale di New York che si trova a Manhattan ed è quello dove è stata depositata l’incriminazione contro i due coniugi. È un tribunale che ha gestito diversi casi di alto profilo e in cui, fra gli altri, è stato condannato nel 2024 per reati legati al narcotraffico anche l’ex presidente dell’Honduras Juan Orlando Hernandez (poi graziato da Trump). L’udienza sarà presieduta dal giudice Alvin K. Hellerstein, che ha 92 anni ed è uno dei giudici più anziani del sistema statunitense. Fu nominato nel 1998 dal presidente Bill Clinton e da allora si è occupato di diversi casi importanti, fra cui alcuni legati agli attentati dell’11 settembre 2001 e uno contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein. 

Non è noto se Maduro e Flores abbiano assunto degli avvocati o se verranno assegnati loro degli avvocati d’ufficio. È molto probabile che in questa prima udienza i due si dichiarino non colpevoli (anche perché Maduro ha sempre smentito tutte le accuse rivoltegli dall’amministrazione di Donald Trump) e che Hellerstein ordini che rimangano in carcere durante lo svolgimento del processo. 

Da questo momento in poi però non è chiaro cosa potrebbe succedere: anche durante la conferenza stampa di sabato Trump ha detto che non è ancora stato deciso se del caso continuerà ad occuparsi New York (e quindi il procuratore generale Jay Clayton e il giudice Hellerstein), o se verrà trasferito a Miami, in Florida. Non è chiaro su che base verrà presa questa scelta.

11:234 gennaio 2026

Come ci sono riusciti

Catturare Maduro e sua moglie è stata un’operazione estremamente complessa realizzata dalla Delta Force, un’unità speciale dell’esercito statunitense molto riservata. Per prepararla ci sono voluti mesi, e ha richiesto tra le altre cose: un sito militare per gli addestramenti grande quanto il comune di Venezia, una replica esatta della residenza in cui si trovava Maduro, una certa complicità in Venezuela, più di 150 mezzi aerei e una notte limpida.

Questo articolo racconta i dettagli:

Con mesi di esercitazioni, un’unità speciale molto riservata dell’esercito, una certa complicità in Venezuela e una notte di luna senza nuvole

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10:154 gennaio 2026

Di cosa è accusato Maduro, quindi

Stanno emergendo nuove informazioni sulle accuse contenute nel documento di incriminazione di Maduro, che era stato reso pubblico dagli Stati Uniti ieri. Oltre a lui sono accusati sua moglie Cilia Flores e suo figlio, il deputato Nicolás Maduro Guerra. Oltre a loro sono accusati anche l’attuale e l’ex ministro dell’Interno e Niño Guerrero, il leader del gruppo criminale venezuelano Tren de Aragua.

Maduro è incriminato per quattro capi d’accusa: associazione a delinquere con finalità di narcoterrorismo, associazione a delinquere per l’importazione di cocaina, possesso di armi e associazione a delinquere per acquisire armi.

Sono le stesse accuse che gli Stati Uniti avevano presentato contro di lui nel 2020, durante il primo mandato di Donald Trump. È accusato, insieme ai suoi familiari e collaboratori, di aver intrattenuto rapporti, aver riscosso tangenti e aver offerto protezione e supporto logistico ad alcuni dei principali gruppi criminali dell’America Latina, in cambio di grossi profitti: gli Stati Uniti sostengono che si tratti di un’organizzazione strutturata di funzionari civili e militari corrotti, chiamata “Cártel de los Soles” (“Cartello dei soli”).

Maduro con alcuni militari durante la cerimonia di insediamento per il suo terzo mandato, a gennaio del 2025 (AP Photo/Ariana Cubillos)

Sul fatto che ampi settori dell’esercito venezuelano siano coinvolti nel traffico di droga non ci sono veri dubbi, ma ci sono meno prove sul fatto che si tratti di un’organizzazione strutturata e gerarchica in cima alla quale Maduro non solo sia consapevole della situazione, ma impartisca ordini e tratti con questi e altri gruppi criminali. 

Le organizzazioni con cui questo “cartello” di funzionari venezuelani avrebbe collaborato negli ultimi anni sarebbero: le Forze armate rivoluzionarie (FARC), l’ex milizia rivoluzionaria più importante della Colombia; l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), il più antico e importante gruppo armato di sinistra ancora attivo in Colombia; il cartello di Sinaloa, una delle più grandi organizzazioni al mondo per il traffico di droghe, nata nello stato messicano di Sinaloa; un altro importante cartello di narcotraffico messicano noto come Los Zetas, attualmente sciolto e separatosi in vari gruppi, tra cui il cartello di Nordest (citato nel documento); il gruppo criminale Tren de Aragua, nato in Venezuela e ora presente in vari paesi del Sudamerica.

Il documento contiene una lunga lista di rapporti tra Maduro e gli altri accusati e questi gruppi, dall’ospitare alcuni di loro in una delle loro tenute per addestrarsi, a supervisionare lo spostamento di alcuni carichi di cocaina, all’aver pagato e ricevuto tangenti per permettere il passaggio della droga in Venezuela (che è comunque molto inferiore a quella che passa per altri paesi, come il Messico). Maduro e sua moglie sono anche accusati di aver ordinato l’intimidazione, il rapimento e l’omicidio di alcune persone che dovevano loro dei soldi o che danneggiavano le loro attività illecite, fra cui un leader locale della droga di Caracas. 

09:054 gennaio 2026

Quali sono i principali alleati del Venezuela

Sono pochi, e si tratta di altri regimi autoritari con cui il paese condivide un certo isolamento internazionale e che, proprio per questo, sono alleati tra di loro. Li riassumiamo nella mappa qui sotto.

I due principali e più importanti alleati – Russia e Cina – ieri hanno condannato l’operazione militare statunitense, ma nei mesi scorsi, con l’intensificarsi della campagna di pressione, non avevano mostrato particolari segnali di sostegno a Maduro. Russia e Cina hanno comunque chiesto la riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, convocata per lunedì. L’ultima apparizione pubblica di Maduro era stata un incontro con una delegazione diplomatica cinese.

La Cina è la maggiore compratrice di petrolio venezuelano. L’Iran, invece, fornisce al paese i solventi chimici necessari a lavorarlo: quello venezuelano è un petrolio definito “pesante” o “bitumico”, ossia molto denso e ad alto contenuto di zolfo, e per questo più difficile da estrarre e da raffinare.

09:014 gennaio 2026

Come mai la nuova presidente ad interim non dispiace agli Stati Uniti

Secondo il New York Times il governo statunitense aveva individuato in Delcy Rodríguez la persona con cui sostituire Maduro già settimane fa, mentre preparava l’operazione. La scelta sarebbe dipesa dalla reputazione di pragmatismo che Rodríguez si è costruita negli anni, quando ha sovrinteso alcune limitate riforme economiche liberali, e soprattutto dalla sua esperienza come ministra nella gestione del settore petrolifero, che è al centro degli interessi degli Stati Uniti.

Lo abbiamo spiegato più estesamente in questo articolo ⤵️

La nuova presidente venezuelana ad interim, che sembra non dispiacere agli Stati Uniti

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08:134 gennaio 2026

Che posto è il carcere in cui è detenuto Maduro

Nelle prime ore del mattino (in Italia) Maduro è stato portato al Metropolitan Detention Center (MDC) di Brooklyn, la prigione in cui dovrebbe rimanere in attesa del processo contro di lui che inizierà presso il tribunale federale di Manhattan la settimana prossima.

L’MDC è l’unica prigione federale della città di New York e sono detenute soprattutto persone in attesa di giudizio. È nota per aver ospitato diversi personaggi famosi e persone coinvolte in casi di alto profilo: al momento per esempio si trova lì Luigi Mangione, accusato di aver ucciso l’amministratore delegato di UnitedHealthcare un anno fa e il cui processo è in corso. Negli ultimi anni hanno passato dei periodi al Metropolitan Detention Center anche il rapper R Kelly, il rapper Sean “Diddy” Combs, l’imprenditore di criptovalute Sam Bankman-Fried e Ghislaine Maxwell, ex compagna e socia del finanziere Jeffrey Epstein (dopo la condanna stanno tutti scontando le loro pene in strutture diverse dall’MDC).

Il Metropolitan Detention Center, il 3 gennaio del 2026 (AP Photo/Yuki Iwamura)

La prigione è anche nota per le condizioni di detenzione drammatiche, la violenza e le accuse di supervisione inadeguata. Queste situazioni non interessano particolarmente i detenuti più noti, ma gli altri circa 1.200 che si trovano nella struttura. In passato diversi giudici hanno evitato di mandare all’MDC di Brooklyn le persone che stavano condannando proprio per via delle cattive condizioni. «Il caos regna, insieme alla violenza incontrollata», aveva scritto in una sentenza ad agosto del 2024 il giudice distrettuale di New York Gary R. Brown, citando il caso di un imputato che era stato accoltellato più volte e non aveva ricevuto cure mediche, ma era rimasto chiuso nella sua cella per 25 giorni.

07:434 gennaio 2026

Un giornalista ha chiamato Trump alle 4:30, e lui ha risposto

Trump ha confermato sul suo social Truth che gli Stati Uniti avevano attaccato il Venezuela alle 4:21 di sabato mattina (le 10:21 in Italia). Dieci minuti dopo un giornalista del New York Times, Tyler Pager, ha chiamato Trump sul suo numero privato: Trump ha risposto, e i due hanno iniziato a parlare. 

Pager ha seguito per quasi un anno la campagna di pressione fatta dall’amministrazione Trump sul governo venezuelano di Maduro, e ha raccontato com’è andata la telefonata in un breve articolo. Tra le altre cose ha detto che era la prima volta che provava a chiamare Trump sul cellulare personale: «L’asticella per raggiungerlo direttamente è molto alta», ha detto, aggiungendo di essersi confrontato prima con il caporedattore dell’ufficio di Washington, Dick Stevenson. 

Secondo Pager Trump non si è lamentato per la chiamata, ma allo stesso tempo non ha risposto alle domande e ha rimandato tutto alla conferenza stampa prevista per il pomeriggio

Pager ha aggiunto che a Trump «piace essere raggiungibile», a differenza dei suoi predecessori: «Nei quattro anni in cui ho seguito l’amministrazione Biden non ho mai avuto un’intervista con lui», nonostante ci avesse provato, ha detto.

07:244 gennaio 2026

Starlink fornirà gratuitamente la banda larga al Venezuela fino al 3 febbraio

I satelliti di Starlink sono gestiti da SpaceX, una delle aziende di proprietà del miliardario Elon Musk. A causa della crisi economica, da anni in Venezuela internet va lentissimo e spesso l’accesso ai contenuti è limitato o controllato dal governo.

Non è la prima volta che Musk decide di mettere a disposizione gratuitamente i servizi di Starlink in situazioni di emergenza: l’aveva fatto per esempio nel 2022 in Ucraina, all’inizio dell’invasione russa, e in vari paesi (come Germania, Stati Uniti e Sri Lanka) in seguito a disastri naturali, per facilitare le operazioni di soccorso.

07:194 gennaio 2026

Queste immagini satellitari mostrano i danni causati dal bombardamento statunitense di venerdì notte sulla base militare di Fuerte Tiuna, vicino a Caracas, la capitale del Venezuela.

Fuerte Tiuna è uno dei vari obiettivi colpiti dagli Stati Uniti: tra gli altri ci sono La Carlota, un’importante base aerea, e il porto di La Guaira. 

(EPA/SATELLITE IMAGE ©2025 VANTOR)


(EPA/SATELLITE IMAGE ©2025 VANTOR)

05:234 gennaio 2026

Cosa è successo mentre qui era notte

– Il primo sviluppo significativo, per certi versi, è che non ci sono stati sviluppi significativi: non ci sono stati nuovi attacchi statunitensi, nonostante le minacce pronunciate sabato da Trump, e nemmeno nuove dichiarazioni ufficiali della Casa Bianca; non risulta ci siano state proteste o disordini in Venezuela, dove il regime sembra avere la situazione sotto controllo. La giornata di ieri in Venezuela è stata stranamente tranquilla, pur in un contesto eccezionale e tra molte preoccupazioni.

– La Corte Suprema del Venezuela ha ordinato alla vicepresidente e ministra del Petrolio Delcy Rodríguez di assumere immediatamente la presidenza del paese ad interim. Con questa decisione Rodríguez, che ha 56 anni, ottiene formalmente tutti i poteri e le funzioni della presidenza senza che Maduro sia stato dichiarato decaduto. Secondo la Costituzione del Venezuela, se Maduro sarà assente dal paese per più di trenta giorni – come appare certo, a questo punto – bisognerà indire nuove elezioni.

Da qui ad allora sapremo molto di più di oggi, ma quel momento dirà più di altri se le speranze dei molti venezuelani che sabato hanno festeggiato la cattura di Maduro in tante città nel mondo sono o no malriposte, visto come in passato il regime ha manipolato i risultati elettorali (l’ultima volta né gli Stati Uniti né l’Unione Europea avevano considerato il voto regolare, tra probabili brogli e fortissime repressioni dell’opposizione). E anche se l’obiettivo degli Stati Uniti fosse deporre un regime dittatoriale oppure ottenere da quel regime concessioni precise su narcotraffico, immigrazione e soprattutto petrolio.

– Gli Stati Uniti hanno terminato le restrizioni sullo spazio aereo nel Mar dei Caraibi, suggerendo che non ci saranno a breve altri attacchi. Una ricostruzione del New York Times pubblicata quando in Italia erano le prime ore del mattino attribuisce a fonti del governo statunitense l’intenzione di provare a lavorare con Rodríguez.

– Intanto Nicolás Maduro è arrivato a New York ed è stato portato ammanettato al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dov’è stato incarcerato in attesa del processo. È un carcere che ospita soprattutto persone in attesa di giudizio. Sono circolate alcune foto e video del suo arrivo negli Stati Uniti e del suo ingresso negli uffici dell’agenzia antidroga del governo federale statunitense.

04:104 gennaio 2026

Le restrizioni ai voli sul mar dei Caraibi sono terminate

Il segretario ai Trasporti degli Stati Uniti ha annunciato che le restrizioni allo spazio aereo sul mar dei Caraibi non verranno prorogate oltre la mezzanotte ora locale, che è appena passata, permettendo così ai voli commerciali e civili di riprendere arrivi e partenze. La decisione suggerisce che il governo statunitense non preveda nuovi attacchi imminenti. Durante la giornata di sabato erano stati cancellati quasi tutti i voli in partenza e in arrivo dagli aeroporti dei Caraibi, provocando disagi a migliaia di persone durante un periodo di forti presenze turistiche.