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  • Giovedì 5 novembre 2026

In Francia ci sono state grosse manifestazioni, per lo più pacifiche

Per uno sciopero nazionale contro il carovita e la legge di bilancio: c'erano 600mila manifestanti e 70mila poliziotti, e gli scontri sono stati isolati

Un manifestante arrampicato su un palo a Parigi (Ollie Thompson/ABACAPRESS.COM)
Un manifestante arrampicato su un palo a Parigi (Ollie Thompson/ABACAPRESS.COM)
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Da giovedì mattina in Francia sono in corso manifestazioni in diverse città per uno sciopero generale convocato dai sindacati un mese fa. Finora i cortei sono stati in gran parte pacifici: gli scontri con la polizia si sono limitati ad alcuni gruppi di persone e non sono stati paragonabili a quelli molto più violenti che si erano visti sabato 17 ottobre. Le manifestazioni dei sabati successivi erano andate meglio, anche per l’eccezionale dispiegamento di polizia ordinato dal governo. Anche giovedì sono stati schierati 70mila agenti su tutto il territorio francese, come in occasione delle ultime grandi proteste.

Secondo le stime preliminari del ministero dell’Interno i manifestanti sono stati 600mila in tutta la Francia. Oltre alle molte manifestazioni dei sindacati ci sono state mobilitazioni organizzate autonomamente su Telegram e Signal, con altre decine di cortei non ufficiali e proteste davanti a centinaia di licei e università. Ci sono disagi al trasporto aereo e ferroviario, negli ospedali, nelle scuole e in altri servizi pubblici, ed è rimasta chiusa anche la Tour Eiffel. Il ministero dell’Istruzione ha stimato che il 16 per cento degli insegnanti ha scioperato.

L’ultima manifestazione a concludersi è stata quella di Parigi (nelle altre città sono iniziate e finite in mattinata). Qui il corteo era partito alle 14 da Place de la République, ma poco dopo si era bloccato perché la polizia aveva fatto delle cariche contro un gruppo di manifestanti violenti, a circa due chilometri di distanza. La manifestazione è rimasta in gran parte pacifica, ma a un certo punto in Place de la République si era creata una grande folla, che non era riuscita a defluire perché il percorso della manifestazione era fermo a causa degli scontri. Il corteo è finito in Place de la Nation: per lasciare la piazza bisognava fare la fila e attraversare un cordone di polizia che controllava rapidamente gli zaini.

Studenti di fronte all’università di Lione (AP Photo/Laurent Cipriani)

Prima della partenza del corteo principale c’erano state alcune manifestazioni non autorizzate. A metà mattina un gruppo di liceali aveva provato a bloccare la centrale Rue de Rivoli, ma era stato rapidamente sgomberato dalla polizia.

In mattinata ci sono stati cortei in molte città, incluso sull’isola della Réunion, un territorio francese nell’oceano Indiano. Fra i più grandi ci sono stati quelli a Lione e a Marsiglia, dove si stima abbiano partecipato decine di migliaia di persone. Sono stati per lo più tranquilli e pacifici, spesso con un’atmosfera festosa, anche se c’è stato qualche momento di tensione con la polizia. In alcuni casi gli scontri peggiori e gli atti di vandalismo sono avvenuti dopo la fine dei cortei organizzati, da parte di piccoli gruppi.

A Lione ci sono stati scontri fra gli agenti e un gruppo isolato di manifestanti (i media francesi li hanno descritti come “black bloc”). A Rennes nel pomeriggio i rappresentanti dei sindacati sono stati attaccati da persone a volto coperto, in una situazione confusa a cui la polizia ha risposto con una carica e arrestando sia i sindacalisti che gli aggressori.

Ci sono state anche proteste e picchetti in decine di licei, a volte con barricate improvvisate e cassonetti dati alle fiamme, e in alcuni casi la polizia è intervenuta per sgomberarli. Il governo aveva detto a metà mattina che gli istituti interessati erano 81 (sui 3.700 in tutta la Francia). In un liceo di Tournefeuille, alla periferia di Tolosa (nel sud-ovest della Francia), c’è stato un incendio, dopo che delle persone ci avevano acceso dentro dei petardi. In altre città ci sono stati scontri violenti fra polizia e liceali, e in mattinata a Rennes gli agenti sono stati colpiti da lanci di bocce per il gioco della pétanque.

Manifestanti a Lione, il 5 novembre (AP Photo/Laurent Cipriani)

Lo sciopero e le manifestazioni erano state indette dai sindacati principalmente per chiedere di aumentare il salario minimo e di potenziare i programmi sociali, e per contestare la legge di bilancio presentata dal governo. Nella sua forma attuale è «catastrofica per il paese», secondo Sophie Binet, la segretaria generale della CGT, uno dei principali sindacati. Dopo le manifestazioni il primo ministro Sébastien Lecornu ha indetto una riunione fra i sindacati e i rappresentanti delle aziende per «trovare risposte alle domande sul potere d’acquisto e sui salari».

Manifestanti a Marsiglia (EPA/GUILLAUME HORCAJUELO)

Ci si aspetta che a giorni la legge di bilancio venga bocciata dal parlamento, dove è stata seppellita di emendamenti dai vari partiti. Lecornu è espresso dallo schieramento centrista del presidente Emmanuel Macron, che non ha una maggioranza stabile, e le proteste sono diventate motivo di accuse incrociate tra i partiti.

Nelle scorse settimane, dopo un incontro coi sindacati, Lecornu aveva prospettato la possibilità di anticipare l’aggiornamento del salario minimo, che di solito avviene a inizio gennaio. Il suo governo aveva anche già fatto concessioni agli studenti: una graduale sostituzione del criticato sistema di accesso all’università (il Parcoursup), un limite alle dimensioni delle classi e un fondo per le ristrutturazioni degli edifici.

– Leggi anche: Una prima vittoria degli studenti francesi

Sulla legge di bilancio probabilmente c’è meno margine. Da anni i governi francesi devono misurarsi con la necessità di contenere il debito pubblico e limitare la spesa, senza maggioranze definite in parlamento: per disaccordi sulla legge di bilancio erano caduti entrambi i predecessori di Lecornu, François Bayrou e Michel Barnier, e lui stesso un anno fa si era dimesso, prima di venire rimesso al suo posto da Macron.

Il governo è stato contestato per la risposta muscolare alle manifestazioni. Dopo aver ammesso di avere «perso il controllo» di quelle del 17 ottobre, aveva introdotto alcuni giorni di coprifuoco nelle città e Macron aveva ordinato ai prefetti di limitare il più possibile le manifestazioni.

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