Meta ha ricevuto una multa di 25 miliardi di dollari per il caso Cambridge Analytica
Un giudice del New Mexico ha ritenuto l'azienda colpevole di milioni di capi di accusa riguardanti le leggi sulla privacy
- Condividi
- X
- Regala il Post

Un giudice del New Mexico, negli Stati Uniti, ha condannato Meta, l’azienda che fra le altre cose gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp, a pagare una multa da 25 miliardi di dollari per aver violato la privacy dei suoi utenti, in un caso relativo allo scandalo Cambridge Analytica. La multa è dovuta a 43 milioni di capi di imputazione per violazioni della privacy degli utenti di Facebook, di cui Meta era stata dichiarata colpevole a settembre da una giuria dello stato. L’azienda ha detto che intende fare ricorso.
Dopo il verdetto della giuria, il giudice ha stabilito l’entità della multa, che può essere fino a 5mila dollari per ogni capo di imputazione. Se confermata in tutti i gradi di giudizio sarebbe una delle multe più alte mai pagate da Meta nei suoi numerosi casi giudiziari.
Cambridge Analytica era un’azienda di consulenza britannica che nel 2018 era finita al centro di un grosso scandalo perché si scoprì che si era impossessata dei dati di decine di milioni di utenti in tutto il mondo in modo poco chiaro e a loro insaputa. I dati erano serviti a creare profili degli elettori statunitensi in vista delle elezioni presidenziali del 2016, poi usati influenzare la campagna presidenziale in favore di Donald Trump.
– Leggi anche: Il caso Cambridge Analytica, spiegato bene
Nel processo lo stato del New Mexico accusava Meta di aver ingannato i propri utenti riguardo alla tutela della loro privacy e al modo in cui gestiva i loro dati, tramite le sue comunicazioni col pubblico. Nei tribunali statunitensi accuse basate sulle leggi che proteggono i consumatori si sono rivelate molto efficaci nelle cause contro le grandi piattaforme social, che a lungo sono state tutelate dalle azioni legali riguardanti la gestione dei loro contenuti dalle ampie protezioni alla libertà di espressione riconosciute dalla Costituzione degli Stati Uniti.
Ad agosto Meta aveva accettato di pagare oltre 17 miliardi di dollari in una class action che univa 48 stati federati statunitensi e riguardava una lunga serie di accuse sulla tutela della privacy e dei minori, fra cui quelli riguardanti lo scandalo Cambridge Analytica. Il New Mexico però non faceva parte di quella class action, e ha perseguito il caso contro Meta autonomamente.
Sempre in New Mexico nel 2026 c’è stato un altro grosso processo contro Meta: l’azienda è stata condannata a pagare oltre 500 milioni di dollari di risarcimenti e una multa da più di 300 milioni di dollari perché era stata ritenuta colpevole di non aver protetto adeguatamente gli utenti più giovani dai rischi delle sue piattaforme.
– Leggi anche: Cos’è successo dopo i Facebook Files



