18 miliardi di dollari per Meta sono tanti o pochi?

Ha accettato di pagarli per chiudere un enorme processo: un po' di numeri per fare qualche paragone

Il fondatore e amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, esce dal tribunale di Los Angeles dopo aver testimoniato in un'altra causa in cui Meta è accusata di aver progettato le sue piattaforme per creare dipendenza, danneggiando i minori, a febbraio del 2026 (AP Photo/Damian Dovarganes)
Il fondatore e amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, esce dal tribunale di Los Angeles dopo aver testimoniato in un'altra causa in cui Meta è accusata di aver progettato le sue piattaforme per creare dipendenza, danneggiando i minori, a febbraio del 2026 (AP Photo/Damian Dovarganes)
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Mercoledì Meta, l’azienda che possiede Instagram e Facebook, ha accettato di pagare 17,6 miliardi di dollari a 48 stati statunitensi per chiudere un enorme processo in cui era accusata di aver progettato le sue piattaforme social affinché creassero dipendenza e di aver violato la privacy degli utenti minorenni. È il più grande patteggiamento che un’azienda tecnologica abbia mai accettato di pagare per un singolo processo, ma nonostante questo è stato criticato perché considerato irrilevante rispetto alla dimensione dei guadagni di Meta.

Pur rappresentando un precedente importante, l’accordo esclude inoltre qualsiasi ammissione di colpevolezza da parte dell’azienda, che invece all’inizio di agosto era stata condannata in primo grado per le stesse accuse da un tribunale del New Mexico (Meta ha fatto appello). Una condanna simile in un processo che coinvolge praticamente tutti gli stati statunitensi sarebbe stata molto più problematica.

Fra i principali critici dell’accordo c’è il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, che l’ha respinto definendo la cifra «noccioline» e «una tirata d’orecchie» per un’azienda che fattura centinaia di miliardi di dollari e che finirà per pagare «più in avvocati che agli stati». Uthmeier ha detto che porterà avanti la causa per la Florida separatamente.

L’attivista Dawson Kelly tiene uno striscione con i nomi di persone che sarebbero morte a causa dei social media davanti al tribunale di Oakland, in California, dove era in corso la causa, il 18 agosto del 2026 (AP Photo/Noah Berger)

Il valore complessivo di Meta, rappresentato dalla somma delle sue azioni quotate in borsa, è di oltre 1.400 miliardi di dollari: un patteggiamento di 17,6 miliardi rappresenta poco più dell’1 per cento di questa cifra. È un paragone che può dare un’idea a grandi linee, ma in realtà improprio, dato che la capitalizzazione non si traduce in denaro di cui Meta dispone (semplificando molto, è come confrontare il costo di una multa stradale con il valore di una casa posseduta da chi è stato multato).

La somma che ha accettato di pagare è comunque piuttosto contenuta se messa a confronto con i suoi profitti, che sono la differenza fra i ricavi della sua attività e i costi sostenuti e che quindi sono soldi di cui effettivamente dispone (come lo stipendio della persona che deve pagare la multa di cui sopra). Solo nell’ultimo trimestre i profitti di Meta sono stati di 15,8 miliardi di dollari, mentre nell’intero 2025 sono stati di 60,46 miliardi. Significa che a Meta servono tre mesi per racimolare i soldi necessari per pagare la multa.

La cifra inizialmente richiesta dai procuratori che avevano fatto causa nel processo era di 200 miliardi di dollari.

Per fare un altro paragone, Meta ha dichiarato di aver speso, solo fra aprile e giugno, 2 miliardi di dollari per difendersi nelle molte cause legali in cui è coinvolta. Nel 2025 ha pagato 14,3 miliardi di dollari per comprare meno di metà delle azioni di Scale AI, un’azienda di intelligenza artificiale che lavora nello sviluppo delle app. L’acquisto serviva principalmente a fare in modo che quello che al tempo era l’amministratore delegato di Scale AI, il 29enne Alexandr Wang, lasciasse il suo ruolo per diventare capo del Superintelligence Labs, la divisione di Meta che si occupa di intelligenza artificiale fondata nello stesso anno. 

Tutto questo non significa che la cifra non peserà sulle finanze di Meta. È probabile per esempio che porterà a una riduzione, per quanto temporanea, dei dividendi degli azionisti, cioè la parte dei profitti che ogni anno le aziende quotate in borsa distribuiscono ai soci. Allo stesso tempo, Meta ha anche detto che pagherà il patteggiamento nell’arco di 10 anni, distribuendo così l’impatto finanziario su più tempo.