Perché Starlink è prezioso per le forze armate ucraine

Si è visto ora che SpaceX ha introdotto restrizioni alla sua versione militare, con conseguenze soprattutto per le operazioni coi droni

Un dronista ucraino installa un terminale di Starlink su un drone, nel Donetsk a luglio 2026
Un dronista ucraino installa un terminale di Starlink su un drone, nel Donetsk a luglio 2026 (EPA/MARIA SENOVILLA)
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Starlink è essenziale per le operazioni e le comunicazioni delle forze armate ucraine. L’importanza di questo sistema di connessione internet satellitare, gestito da SpaceX di Elon Musk, si è vista adesso che la connessione è stata ristretta e rallentata, molto probabilmente per una ritorsione dell’amministrazione statunitense di Donald Trump contro il governo ucraino.

In sostanza Starlink ha due versioni in Ucraina: una civile e una militare. Le restrizioni riguardano quella militare, usata per le operazioni in territorio ucraino e non abilitata al di fuori, mentre quella civile è rimasta disponibile alle stesse condizioni precedenti.

La versione militare si chiama Starshield ed è gestita insieme al Pentagono (il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Starshield non è stato spento, ma è limitato quando viene rilevato che i terminali superano la velocità di 160 chilometri orari. I terminali sono fatti da una piccola antenna che capta il segnale satellitare ed è connessa a un router che gestisce la connessione internet.

Ci sono segnalazioni di problemi pure a velocità più basse, tra i 70 e gli 80 chilometri orari: sarebbe la stessa limitazione che a febbraio era già stata introdotta su Starlink in tutta l’Ucraina per distinguere il sistema civile da quello militare, ed evitare che le licenze civili fossero usate per scopi militari (e che l’esercito russo continuasse a usarle abusivamente). Di fatto, Starshield è stato depotenziato con limitazioni analoghe a quelle della versione civile.

La limitazione impatta soprattutto i droni, che raggiungono quelle velocità. Gli operatori se ne sono accorti nella notte tra martedì e mercoledì, quando perdevano improvvisamente la connessione o questa andava a singhiozzo. Le forze armate hanno detto che numerose missioni sono state compromesse.

Soldati ucraini con un drone, nella zona di Zaporizhzhia, il 19 settembre

Soldati ucraini con un drone, nella zona di Zaporizhzhia, il 19 settembre (Andriy Andriyenko/Ukraine’s 65th Mechanized Brigade via AP)

Un terminale Starlink, montato su un drone, fornisce una connessione più affidabile e a lungo raggio col pilota. Soprattutto aiuta a evitare i tentativi di interferenza delle difese avversarie e a colpire i bersagli con maggiore precisione. La guerra è anche tecnologica ed elettronica: ucraini e russi cercano vicendevolmente di bloccarsi i droni con sistemi d’interferenza. Starlink è prezioso perché la connessione satellitare è più difficile da intercettare o disturbare.

Andare a velocità inferiori può dare problemi durante il decollo dei droni, e naturalmente li rende più vulnerabili e facili da abbattere. Per dare un’idea della considerazione che ha Starlink tra gli ucraini: quando recuperano un loro drone aereo o marino distrutto, spesso come prima cosa cercano proprio il terminale, per riutilizzarlo.

– Leggi anche: Una notte tra i nuovi droni ucraini

I droni equipaggiati con Starlink garantiscono una trasmissione sicura di immagini al pilota e una localizzazione precisa: quindi, oltre che per gli attacchi, vengono usati in missioni di supporto ai bombardamenti d’artiglieria; o difensive, di ricognizione e sorveglianza.

Le limitazioni di Starlink stanno avendo conseguenze soprattutto sugli attacchi di medio raggio: sono quelli fatti contro le forze russe, i comandi e le linee di rifornimento nei territori ucraini occupati, come la Crimea e il Donbas. Per gli ucraini adesso sarà molto più difficile farli, o guidare i robot da guerra con cui hanno iniziato a sostituire i soldati.

Soccorsi dopo un attacco russo che ha colpito un edificio residenziale a Kyiv, il 14 ottobre

Soccorsi dopo un attacco russo che ha colpito un edificio residenziale a Kyiv, il 14 ottobre (EPA/SERGEY DOLZHENKO)

Come detto, Starlink non è abilitato per gli attacchi fuori dai confini ucraini e, anzi, da tempo Volodymyr Zelensky chiedeva a Musk di sbloccare questa possibilità, per colpire le postazioni missilistiche in territorio russo. Per questo gli attacchi di lungo raggio, come quelli alle raffinerie russe, fanno affidamento su altri sistemi, e quindi non risentono delle limitazioni.

L’Ucraina sostiene di averli sospesi come segno di buona volontà dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato un inesistente cessate il fuoco tra Ucraina e Russia sugli attacchi alle infrastrutture energetiche. È plausibile, però, che gli Stati Uniti abbiano interrotto anche la condivisione d’informazioni di intelligence sugli obiettivi militari russi, oltre a quella denunciata da Zelensky negli ultimi giorni, sugli attacchi aerei russi in arrivo. Trump ha negato.

È molto probabile che il blocco delle informazioni d’intelligence e di Starlink sui terminali in movimento sia una specie di avvertimento o ricatto di Trump, che si è riavvicinato alle tesi del presidente russo Vladimir Putin e vuole che Zelensky interrompa gli attacchi alle raffinerie russe per ragioni di propaganda interna: incolpare l’Ucraina dell’aumento del prezzo del carburante, che in realtà è stato causato dalla guerra in Medio Oriente iniziata da Israele e Stati Uniti.

In questi giorni, Musk aveva scritto su X che «Zelensky ha esagerato» sotto a un post della Casa Bianca in cui Trump ribadiva le sue richieste all’Ucraina. In passato c’erano stati altri problemi estemporanei con Starlink: per esempio quando le forze ucraine riconquistavano posizioni russe, o quando nel 2023 accusarono Musk di avere scollegato due droni marini facendo fallire un attacco alla flotta russa a Sebastopoli, in Crimea.

Anche volendo, per Musk sarebbe problematico ordinare di “spegnere” il servizio, che è regolato da contratti che in molti casi sono pagati con fondi europei, anzitutto da Polonia e Germania. Il principale problema, per l’Ucraina e i suoi alleati, resta l’assenza di alternative paragonabili a Starlink, che dispone di 10mila satelliti. Non ci sono dati ufficiali sul numero di terminali Starlink in Ucraina, ma si stima siano almeno 160mila, di cui 100mila in uso alle forze armate.