Perché tanti film sono girati a Torino
Anche se sono ambientati a Parigi, Milano o Roma
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La scorsa settimana un pezzo di via Roma, una delle vie centrali di Torino, è stato allestito come fosse una via di Parigi. C’erano bandiere francesi appese ai palazzi e le targhe delle vie erano state ricoperte con quelle blu tipiche parigine. Il motivo è che in queste settimane sono in corso le riprese del terzo capitolo della saga comica americana Un weekend da bamboccioni, con protagonista Adam Sandler. Che è appunto ambientato a Parigi ma girato a Torino.
Non è insolito che per ridurre i costi e i problemi di logistica una produzione utilizzi come set un luogo diverso da quello in cui il film è ambientato. In questi anni però a Torino è capitato davvero molto spesso: per avere un’idea nel 2015 erano stati 125; nel 2025 sono stati 213. Sia perché Torino è molto più economica di città come Parigi, ma anche di Roma e Milano; sia perché da anni l’ente che si occupa di promuovere la regione nel settore del cinema (la Film Commission Torino Piemonte, FCTP) stanzia molti fondi.
L’anno scorso il regista Luca Guadagnino girò per più di un mese tra Torino e Ivrea la maggior parte delle scene del suo nuovo film Artificial in uscita a gennaio. Il film è ambientato a San Francisco e le scene in esterno sono state girate negli Stati Uniti, ma gli interni sono stati ricreati a Torino soprattutto negli spazi della Continassa, un complesso molto esteso nella zona nord della città.
Un esempio di una produzione enorme che arrivò a Torino nel 2021 è quella di Fast & Furious 10. In quell’occasione alcune strade della città furono trasformate in vie di Roma e l’impatto economico complessivo sulla città stimato dalla FCTP fu di 3,8 milioni di euro.

Set del film Fast & Furious 10 (LaPresse)
Nel 2019 il lungo Po e i murazzi, la passeggiata che costeggia il fiume, furono usati come sfondo per ricreare le strade di Sarajevo nel film con Ralph Fiennes The King’s Man – Le origini. Torino era stata Sarajevo anche nel 2011 per le riprese del film di Sergio Castellitto Venuto al mondo.
Anche gli interni dei palazzi romani che si vedono nei due film del regista Paolo Sorrentino, La grazia (2025) e Il divo (2008), sono in realtà a Torino, soprattutto nel Palazzo Reale e nel Palazzo Chiablese.

Orlando Cinque e Toni Servillo sul set di La grazia (Andrea Pirrello/The Apartment)
Qualche anno fa, quando uscì la serie di Sky Gangs of Milano, si parlò molto del fatto che, nonostante fosse ambientata nel quartiere Barona, a sud di Milano, fosse stata quasi totalmente girata a Torino. Per motivare questa scelta Daniele Gentili, il produttore esecutivo, disse che Milano era carente di una serie di servizi, come le società che noleggiano i furgoni per il cinema o i vigili urbani per assistere le produzioni nelle scene più complesse. Mentre «a Torino la Film Commission lavora molto bene e supporta in maniera efficace le produzioni».
Paolo Vari, sceneggiatore della serie, aveva sottolineato anche che a Milano «l’affitto per 6 mesi costava troppo per una troupe di 100 persone». Rispetto ad altre città italiane infatti i prezzi degli affitti a Torino sono aumentati più lentamente dagli anni della pandemia, che fa una grossa differenza per le produzioni che devono pagare l’alloggio a decine o centinaia di persone per periodi anche lunghi.
La Film Commission Torino Piemonte nacque nel 2000 e fu una delle prime del suo genere in Italia. La regione aveva deciso di investire risorse per recuperare la tradizione cinematografica locale, che si era persa negli anni. Per molto tempo Torino era infatti stata uno dei centri del cinema italiano: nel 1907 erano stati aperti lì i primi studi cinematografici italiani e lì era stato girato Cabiria di Giovanni Pastrone, uno dei primi kolossal del cinema italiano.
Solo nel 2018 però, con la creazione del fondo Piemonte Film Tv Fund, grazie ai finanziamenti erogati dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale, cominciarono a esserci i primi grossi risultati. Inizialmente furono stanziati 1,5 milioni di euro da mettere a bando per le produzioni. Adesso ne vengono dati 7, divisi in due momenti dell’anno. Una serie televisiva può ottenere un finanziamento massimo di 400mila euro, mentre un film di 300mila.
L’obiettivo è che i finanziamenti producano una ricaduta sul territorio. Per questo i bandi regionali assegnano punteggi più alti alle produzioni che arrivano da fuori e che collaborano con società di produzione locali, incentivandole a spendere una parte del budget in Piemonte e a coinvolgere lavoratori della zona. Anche grazie a questi incentivi il ritorno economico è aumentato: nel 2016 ammontò a circa 15,6 milioni di euro, mentre l’anno scorso, a fronte di 5 milioni di euro investiti, l’impatto economico delle produzioni è stato stimato in 62 milioni di euro.
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Oltre a offrire un incentivo economico alle produzioni che scelgono di girare in regione, la Film Commission Torino Piemonte mette in contatto le produzioni che arrivano da fuori con i lavoratori e le imprese locali. Molte società di produzione parlano bene di Torino, e più in generale del Piemonte, perché è tra i posti in cui è più facile organizzare le riprese: molte delle figure professionali che servono su un set sono già in città, mentre da altre parti le produzioni devono portarseli “da casa”.
Negli ultimi quindici anni la grande richiesta di lavoro da parte dei set ha stimolato la nascita e l’affinamento di nuovi mestieri: «Macchinisti, elettricisti, fonici, segretari di edizione, costumisti, truccatori e coordinatori di produzione si sono formati sul set attraverso l’esperienza diretta» dice Daniele De Cicco, fondatore della casa di produzione Redibis Film che ha sede a Torino. Visto che la domanda continua ad aumentare De Cicco dice che insieme alla Film Commission stanno preparando un piano per formare nuove maestranze.
In questi anni la Film Commission ha cercato di farsi conoscere soprattutto all’estero. Come racconta Beatrice Borgia, presidente, è stata ideata una campagna promozionale che aveva come slogan “With us, you can travel light” (con noi puoi viaggiare leggero), per sottolineare che chiunque avesse voluto girare un film in Piemonte lo avrebbe potuto fare affidandosi completamente a fornitori e maestranze locali.
Un’altra attività che è stata organizzata per promuovere i territori in Piemonte sono delle giornate di scouting: la Film Commission, dice il direttore Paolo Manera, ospita le società di produzione e mette a disposizione un location manager che le accompagna a visitare di persona i luoghi individuati per verificare che dal vivo abbiano la stessa qualità che in foto.
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