Chi vincerà il Nobel per la letteratura 2026?
Verrà annunciato giovedì ed è probabile che vada a una donna: le favorite sono la cinese Can Xue e la canadese Anne Carson, accanto ai soliti noti
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Giovedì 8 ottobre sarà assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, il riconoscimento letterario più famoso al mondo e quello che catalizza la maggior parte delle attenzioni, anche per via della sua nota imprevedibilità. Ogni anno forum letterari, società di scommesse, editori e altri addetti ai lavori provano a pronosticare il vincitore o la vincitrice. Nella maggior parte dei casi non ci prendono, ma a volte capita il contrario: per esempio l’anno scorso lo scrittore ungherese László Krasznahorkai, vincitore del Nobel, era stato dato tra i favoriti nella maggior parte dei pronostici.
I pronostici si basano su vari parametri e su un generale principio di varietà tra un anno e l’altro: vale per la nazionalità, per il genere letterario (se un anno viene premiato un poeta, raramente lo sarà anche quello dopo) e per la carriera. Un altro fattore da considerare, il più importante per la scrematura iniziale dei nomi, è la tendenza ad alternare uomini e donne tra i premiati. Dal 2017 a oggi questa consuetudine è stata sempre rispettata, pur non essendo una regola ufficiale. Visto che l’anno scorso il Nobel è stato vinto da Krasznahorkai, è probabile che quest’anno la scelta ricada su una donna.
Secondo il sito di scommesse britannico Ladbrokes, uno dei più famosi, vincerà la cinese Can Xue, che era stata data per favorita già nel 2024. Can Xue è lo pseudonimo di Deng Xiaohua: è una scrittrice sperimentale e critica letteraria di 73 anni. Suo padre era un giornalista e subì le persecuzioni contro la classe intellettuale portate avanti da Mao Zedong. Come molti coetanei non poté completare la sua istruzione e iniziò a lavorare molto giovane come operaia, insegnante e poi sarta.
Cominciò a scrivere a metà degli anni Ottanta scegliendo uno pseudonimo che non aveva connotazioni di genere: per questo venne inizialmente scambiata per un uomo. In Italia le sue opere sono pubblicate dalla casa editrice Utopia: la raccolta di racconti Dialoghi in cielo e i romanzi La strada di fango giallo, La città del fumo, La vecchia nuvola fluttuante e La signora delle erbe.
Nonostante venga data per favorita, la provenienza geografica di Can Xue potrebbe giocare a suo sfavore. Un’altra autrice asiatica, la sudcoreana Han Kang, vinse appena due anni fa.

Can Xue nel 2016 (Fermo-immagine di una trasmissione dell’Asian American Writers’ Workshop su YouTube)
Ha buone possibilità anche la messicana Cristina Rivera Garza. Ha 62 anni, e nel 2024 aveva vinto il premio Pulitzer per il miglior memoir con L’invincibile estate di Liliana. Il romanzo, pubblicato in Italia da Edizioni SUR, racconta la storia del femminicidio di sua sorella Liliana, avvenuto nel 1990 e probabilmente commesso dall’ex fidanzato della ragazza.

Cristina Rivera Garza nel 2023 (Leonardo Alvarez Hernandez/Getty Images)
Nei pronostici sono presenti anche la canadese Anne Carson e la russa Ludmila Ulitskaya. Carson è una poeta e professoressa universitaria di lettere classiche di 76 anni. Le sue opere sono sperimentali e difficili da inquadrare, e in Italia alcune sono state tradotte recentemente, molti anni dopo l’edizione originale. Tra i suoi ultimi libri ci sono La bellezza del marito. Un saggio romanzato in 29 tanghi, pubblicato nel 2022 da La nave di Teseo; e Decreazione, uscito per Utopia nel 2023.
Pur essendo una scrittrice ambiziosa e d’avanguardia, Carson si interessa anche di argomenti decisamente più pop. A settembre per esempio era molto circolato un suo approfondito e appassionato saggio dedicato alla cantante spagnola Rosalía, pubblicato sulla London Review of Books. Carson peraltro è tra i nomi più citati nelle sconfinate discussioni a tema Nobel pubblicate sul World Literature Forum, uno dei più importanti forum letterari al mondo.

Una foto non datata di Anne Carson, resa pubblica dalla casa editrice Lumen/Penguin Random House (EPA/Peter Smith)
Ludmila Ulitskaya invece ha 83 anni e una solida formazione scientifica: cominciò a interessarsi di letteratura negli anni Novanta, dopo una laurea in genetica all’Università di Mosca e una lunga esperienza di ricerca all’Accademia sovietica delle scienze, da cui fu espulsa con l’accusa di aver pubblicato dei samizdat, cioè libri battuti a macchina fatti circolare illegalmente nei paesi dell’ex blocco sovietico per evitare la censura. I suoi libri hanno quasi sempre al centro la memoria dell’Unione Sovietica. In Italia La nave di Teseo ha fatto uscire Il sogno di Jakov, Tra corpo e anima, Il dono del dottor Kukockij e Sinceramente vostro, Šurik.
Un’altra scrittrice a cui vengono attribuite buone possibilità è la portoghese Lídia Jorge. Ha vinto i premi letterari più prestigiosi del suo paese, dove è considerata un’autrice di grande importanza fin dagli anni Ottanta; in Italia però è molto poco conosciuta. Diversi suoi romanzi sono incentrati sull’esperienza del colonialismo portoghese in Africa, che Jorge osservò molto da vicino: tra gli anni Sessanta e Settanta lavorò infatti come insegnante in Angola e in Mozambico. Nel 2026 la casa editrice Voland ha pubblicato il suo ultimo romanzo, Misericordia.

Lidia Jorge nel 2018 (EPA/Mauricio Duenas Castaneda)
Le società di scommesse citano anche Alexis Wright, autrice aborigena australiana di etnia waanyi nata nel 1950. Il suo romanzo più noto è Carpentaria, uscito nel 2006 e tradotto in Italia nel 2008 da Rizzoli con il titolo I cacciatori di stelle.

Alexis Wright nel 2007 (Gaye Gerard/Getty Images)
Ha più alte probabilità di vincere, almeno secondo i bookmakers, anche una scrittrice influentissima e di enorme culto: la canadese Margaret Atwood, autrice di Il racconto dell’ancella, il romanzo distopico e femminista del 1985 da cui è stata tratta la serie tv omonima.

Margaret Atwood nel 2025 (AP Photo/Richard Drew)
Per quanto riguarda gli uomini, come da molti anni a questa parte il nome più gettonato è Gerald Murnane, il più influente e famoso scrittore australiano vivente. Ha 87 anni e uno status letterario gigantesco ma circoscritto a un pubblico ristretto e specializzato, composto perlopiù da scrittori, editori e addetti ai lavori. Nel 2018 il New York Times Magazine lo definì «il più grande scrittore di lingua inglese di cui quasi nessuno ha mai sentito parlare», anche a causa della sua vita molto appartata: pare non sia mai uscito da Victoria, lo stato australiano in cui vive. Murnane è sconosciuto al grande pubblico ma alcuni grandi scrittori lo considerano un maestro, tra cui J. M. Coetzee, Ben Lerner, Joshua Cohen e Teju Cole.
Il suo libro più noto è The Plains, pubblicato nel 1982 e tradotto in Italia con il titolo Le pianure dalla casa editrice Safarà, che di lui ha pubblicato altri tre libri.

Dal video di un documentario dedicato a Gerald Murnane e pubblicato dalla casa editrice Giramondo Publishing nel 2016
Ha quotazioni basse anche un altro scrittore che, come Murnane, compare nelle liste dei favoriti praticamente ogni anno, ma che alla fine non è riuscito mai a spuntarla: il giapponese Haruki Murakami. Ha 77 anni, i suoi libri sono stati tradotti in cinquanta lingue e hanno venduto milioni di copie, come nessun altro scrittore contemporaneo giapponese.

Haruki Murakami nel 2025 (EPA/CORNELIUS POPPE NORWAY OUT)
In Italia, dove hanno un grande successo, sono pubblicati da Einaudi: tra i più famosi ci sono Norwegian Wood, 1Q84, L’uccello che girava le Viti del Mondo e Kafka sulla spiaggia. La sua scrittura ha forti somiglianze stilistiche con certi autori americani (Raymond Carver su tutti), e la stragrande maggioranza delle sue storie è caratterizzata dall’alternanza di elementi fantastici e realistici.
Per quanto riguarda gli scrittori europei, tra i possibili vincitori è menzionato il rumeno Mircea Cărtărescu. È di gran lunga l’autore più noto e affermato del suo paese, viene associato al filone del “postmodernismo” e ha 70 anni. Ha vinto molti premi letterari europei e vari suoi romanzi sono stati pubblicati in italiano. La casa editrice Voland ne ha tradotto la maggior parte, tra cui la sconfinata trilogia Abbacinante, scritta in 14 anni e con una trama piuttosto intricata e migliaia di personaggi (solo il primo volume, L’ala sinistra, è lungo quasi 500 pagine).

Mircea Cărtărescu nel 2024 (AP Photo/Ciprian Hord)
Tra gli altri favoriti ci sono infine alcuni autori molto popolari che vengono indicati come possibili vincitori da anni: lo statunitense Thomas Pynchon, i francesi Emmanuel Carrère e Michel Houellebecq, l’indiano Salman Rushdie e l’inglese Rachel Cusk, per esempio.
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