La più grande rivalità del rugby sta diventando un’operazione di marketing?
L'ennesima partita tra Nuova Zelanda e Sudafrica sarà negli Stati Uniti, soprattutto per fare soldi
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Sabato 12 settembre, quando in Italia saranno le 23, le nazionali maschili di rugby di Nuova Zelanda e Sudafrica giocheranno contro per la 114esima volta, la quarta negli ultimi venti giorni. Stanno giocando infatti una serie di test match (come il rugby chiama le partite che altri sport chiamano amichevoli) che è stata presentata come Rugby’s Greatest Rivalry, la più grande rivalità del rugby. È in effetti una rivalità storica e intensa, ma queste partite sono anche una grande operazione di marketing.
Le prime tre partite sono state giocate in Sudafrica. La quarta sarà invece a Baltimora, negli Stati Uniti, un paese in cui il rugby è poco seguito e su cui la federazione che governa il rugby mondiale, la World Rugby, punta molto. Proprio negli Stati Uniti si giocheranno i Mondiali di rugby del 2031.
Nel suo essere un tour – una serie di partite, non solo tra nazionali – Rugby’s Greatest Rivalry è pienamente nella tradizione del rugby. Sono noti i tour dei British and Irish Lions, una selezione dei migliori giocatori di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda che gioca ogni quattro anni contro Australia, Sudafrica o Nuova Zelanda. E nella storia del rugby ci sono diversi tour che sono diventati memorabili: a cominciare da quello di inizio Novecento che contribuì alla fama e all’immagine della squadra neozelandese.
– Leggi anche: Quando gli All Blacks diventarono gli All Blacks
Anche nella Rugby’s Greatest Rivalry la squadra in tour è la Nuova Zelanda, ancora nota per le sue divise nere e per il conseguente soprannome All Blacks: dal 7 agosto ha giocato in Sudafrica quattro partite contro squadre di club e tre contro la nazionale sudafricana; poi c’è quest’ultima, a Baltimora.
Ed è proprio su quest’ultima che si sono concentrate le critiche. Questo tentativo del rugby di promuoversi fuori dai paesi in cui è più popolare è sembrato troppo forzato e la partita di Baltimora è stata soprannominata the money game, la partita dei soldi.
La nazionale maschile e quella femminile della Nuova Zelanda fanno cose con la squadra di football americano locale, i Baltimore Ravens.
Ma la partita e il tour si inseriscono in un progetto più grande. Nuova Zelanda e Sudafrica (i cui giocatori sono noti come Springboks, dal nome di un’antilope) si sono infatti accordate per giocare la serie di partite di Rugby’s Greatest Rivalry una volta ogni quattro anni: nel 2030 sarà il Sudafrica ad andare a giocare in Nuova Zelanda. L’idea è di replicare il successo del tour dei British and Irish Lions, che in tre partite in Australia nel 2025 generarono ricavi per 30 milioni di dollari.
Sudafrica e Nuova Zelanda hanno vinto 7 edizioni su 10 dei Mondiali (4 il Sudafrica, 3 la Nuova Zelanda) e la loro rivalità è effettivamente la più importante del rugby. Si incontrano da oltre un secolo (la loro prima partita fu nel 1921), spesso giocano contro nelle fasi finali dei tornei più importanti, ogni anno si sfidano nel Rugby Championship e i loro incontri hanno avuto rilevanza storica per entrambi i paesi.
Negli anni Settanta e Ottanta i tour degli Springboks in Nuova Zelanda o degli All Blacks in Sudafrica furono molto criticati in Nuova Zelanda. Molte persone neozelandesi li vedevano come una sorta di tacito assenso all’apartheid, il sistema legalizzato di discriminazione razziale in vigore in Sudafrica dal 1948 al 1994.

Un sacchetto pieno di farina lanciato in campo per protesta, durante una partita tra All Blacks e Springboks nel settembre del 1981 ad Auckland, in Nuova Zelanda (AP Photo)
Nel 1973 le proteste fecero cancellare un tour, e sempre negli anni Settanta 29 paesi, in maggioranza africani, boicottarono le Olimpiadi del 1976 per protestare contro la scelta della Nuova Zelanda di giocare in Sudafrica. Nel 1986 la nazionale neozelandese si diede il nome di una squadra qualsiasi, New Zealand Cavaliers, e giocò 15 partite in Sudafrica.
È molto nota, poi, la storia dei Mondiali del 1995, raccontata qualche anno fa nel film Invictus. Si tennero in Sudafrica e furono il primo grande evento sportivo dopo la fine dell’apartheid e la riammissione del Sudafrica alle maggiori competizioni internazionali. La finale fu proprio tra Springboks e All Blacks e vinsero i sudafricani, premiati dal presidente Nelson Mandela.

Nelson Mandela (a sinistra) esulta mentre il capitano degli Springboks François Pienaar solleva il trofeo Webb Ellis, al termine della finale dei Mondiali del 1995 (AP Photo/Jan Hamman, File)
È famoso anche il tour degli All Blacks in Sudafrica del 1996: per la prima volta vinsero due partite e ne persero solo una pur giocando in trasferta; quei giocatori neozelandesi vennero definiti the Incomparables, “gli impareggiabili”.
Oggi le partite di rugby tra Sudafrica e Nuova Zelanda non hanno più lo stesso significato politico, ma perlomeno durante il tour si sta cercando di renderle interessanti dal punto di vista sportivo. Non è facile, perché negli ultimi anni il Sudafrica è nettamente la miglior squadra al mondo, ha vinto gli ultimi due Mondiali (nel 2019 in Giappone e nel 2023 in Francia) e 7 delle ultime 9 partite contro la Nuova Zelanda.
Sport a parte, del Rugby’s Greatest Rivalry finora si è parlato soprattutto per i due aerei che hanno sorvolato a bassissima quota lo stadio di Città del Capo come parte di un’esibizione.
Secondo Rian Oberholzer, l’amministratore delegato della federazione sudafricana di rugby, la partita tra Springboks e All Blacks a Baltimora potrebbe generare circa 7 milioni di euro di ricavi in più rispetto a una partita giocata in Sudafrica. «Non lo faremmo se non fosse [un progetto] di notevole importanza», ha detto Oberholzer.
Rugby’s Greatest Rivalry – un nome pensato apposta per compiacere il pubblico statunitense, che anche in fatto di sport pensa sempre molto in grande – si svolge in un anno di grandi cambiamenti per il rugby e il suo calendario.
A luglio è iniziato il Nations Championship, un nuovo torneo mondiale che ogni due anni sostituirà (per le 12 squadre che vi partecipano, le migliori al mondo) la maggior parte dei test match. E non si è giocato – ma tornerà l’anno prossimo – il Rugby Championship, il torneo tra le più forti squadre di rugby dell’emisfero sud: Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia e Argentina. A queste due, escluse dal tour Rugby’s Greatest Rivalry, non è rimasto altro da fare che giocare tra loro.



