Le prime volte delle squadre italiane in Champions League
Oggi tocca al Como, ma ci hanno giocato anche una squadra che oggi è in Serie B e un'altra che è finita persino in D
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Di solito in Champions League, il più importante torneo di calcio in Europa, si vedono quasi sempre le solite quattro o cinque squadre italiane: Milan, Inter, Juventus, Napoli, Roma, talvolta la Lazio. Ma è anche capitato che, grazie a stagioni particolarmente buone, ci arrivassero squadre minori. L’ultima è il Como, che sette anni fa era in Serie D e giovedì giocherà la sua prima partita di sempre in Champions League.
La prima squadra italiana a debuttare in Coppa dei Campioni (come si chiamava la Champions League fino a prima del 1992) fu il Milan. Lo fece nel 1955, nella prima edizione del torneo, ideata dal giornale francese L’Équipe. Vi parteciparono appena 16 squadre, una per paese, e il Milan fu ammesso in quanto campione d’Italia in carica.
L’anno successivo toccò alla Fiorentina, sempre come vincitrice della Serie A. Esordì contro gli svedesi del Norrköping e riuscì ad arrivare fino in finale, poi persa contro il fortissimo Real Madrid. All’epoca la competizione era però più piccola e breve di oggi: la maggior parte delle squadre entrava direttamente agli ottavi, mentre oggi invece la Champions League prevede una fase a campionato con 36 squadre e otto partite per ciascuna, seguita da eventuali playoff e dalle successive fasi a eliminazione diretta.
Nel 1958 arrivò la prima partita in Coppa dei Campioni della Juventus, in un dimenticabile spareggio contro il Wiener Sportklub, squadra di Vienna. Si giocarono due partite: la Juventus vinse la prima per 3-1, ma perse la seconda per 7-0.
Andò molto meglio all’Inter, che al suo esordio nella stagione 1963/1964 arrivò fino in finale e vinse la sua prima Coppa dei Campioni. L’anno dopo ci fu la prima partita del Bologna: fu eliminato dall’Anderlecht al primo turno preliminare, ed è tornata in Champions League solo nel 2024.
Nel 1970 toccò al Cagliari più forte di sempre, quello di Gigi Riva, che arrivò fino agli ottavi di finale. Nel 1976 fu il turno del Torino, l’ultimo anno in cui riuscì a vincere lo Scudetto.
La Roma debuttò nel 1983 e arrivò subito in finale: la giocò in casa, all’Olimpico, contro il Liverpool, e la perse ai rigori. Nel 1985 toccò all’Hellas Verona, che fu eliminata agli ottavi di finale dalla Juventus. Nel 1987 fece il suo esordio anche il Napoli, in quel caso il Napoli di Diego Armando Maradona.
Il Napoli giocò la sua prima partita di Coppa dei Campioni a Madrid contro il Real Madrid
Fu memorabile la prima Coppa dei Campioni della Sampdoria, che l’anno prima era riuscita a vincere lo Scudetto. Esordì con un 5-0 contro la norvegese Rosenborg e arrivò fino alla finale contro il Barcellona, persa per un gol preso ai supplementari.
Meglio ricordare Sampdoria-Rosenborg
Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila riuscirono a giocare almeno le qualificazioni al torneo – nel frattempo diventato sempre più grande e competitivo, non più riservato solo alle vincitrici dei rispettivi campionati – anche altre squadre italiane.
Nella stagione 1997-1998 ci fu il Parma, che non superò i gironi nonostante una squadra fortissima, che l’anno prima era arrivata seconda in Serie A e l’anno dopo avrebbe vinto l’attuale Europa League, il secondo trofeo europeo per importanza. Ci giocavano Gianluigi Buffon in porta, Lilian Thuram e Fabio Cannavaro in difesa, Hernán Crespo ed Enrico Chiesa in attacco, per dirne solo alcuni. Quella squadra era allenata da Carlo Ancelotti, che oggi è l’allenatore più vincente nella storia della Champions League.
La stagione successiva a giocare la sua prima Champions League fu la Lazio allenata dallo svedese Sven-Göran Eriksson. Tra il 1997 e il 2001 quella Lazio vinse sette trofei, tra cui lo Scudetto del 2000, con alcuni dei migliori calciatori di quegli anni in squadra, tra cui Alessandro Nesta, Pavel Nedved e Juan Sebastián Verón.
Nel 2005 esordì in Champions League pure l’Udinese, grazie al quarto posto ottenuto l’anno prima in Serie A. In attacco quell’Udinese schierava Vincenzo Iaquinta e Antonio Di Natale – uno che faceva tanti gol, uno più bello dell’altro.
La partita di ritorno dei preliminari di Champions League tra Udinese e Sporting Lisbona
L’anno dopo fu quello dello scandalo di Calciopoli, che con le sue varie sentenze trasformò in un quarto posto il settimo posto del ChievoVerona, la piccola squadra di quartiere che si ritrovò a giocare i preliminari di Champions League, persi contro il Levski Sofia. Il Chievo negli ultimi anni ha avuto tanti problemi e ora gioca in Serie D.
Più recente è l’esordio in Champions League dell’Atalanta. Fu nella stagione 2019-2020, quando arrivò a un passo dall’eliminare il Paris Saint-Germain (una delle squadre più forti del mondo) e dal raggiungere le semifinali del torneo. E da allora ci ha giocato altre quattro volte, ma non è più riuscita ad arrivare così avanti nella competizione.
Insomma, a guardare indietro non è detto che al Como questa prima stagione in Champions andrà malissimo. Certo, è improbabile che arrivi in finale, e viste le partite che gli toccheranno in questa prima fase sarebbe già un successo passare il turno.



