C’è un caso attorno agli stipendi dei medici cubani in Calabria
Da quando gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a Cuba il conto italiano con cui inviano i soldi nel paese è bloccato
- Condividi
- X
- Regala il Post

Da alcune settimane i medici cubani che lavorano negli ospedali della Calabria non riescono a trasferire a Cuba il denaro che sono tenuti a versare ogni mese. Da quando la Regione firmò un accordo per compensare le gravi carenze della sanità locale con le loro prestazioni, nel 2022, ogni mese i medici cubani versano una parte del loro stipendio alla società che gestisce la loro missione, la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos (CSMC). Ora il conto italiano di quella società, gestito dalla banca BPER, non funziona: i bonifici vengono respinti, oppure si bloccano.
Non è ancora chiaro il perché, ma è probabile che c’entrino le nuove sanzioni imposte dagli Stati Uniti a Cuba. Le missioni all’estero dei medici sono una fonte di guadagno per il governo cubano, che Donald Trump sta cercando da mesi di isolare. Il blocco del conto corrente italiano della CSMC è avvenuto pochi giorni dopo che Trump aveva imposto sanzioni alla società, con un ordine esecutivo che minacciava sanzioni anche a banche estere che facilitassero flussi di denaro verso la CSMC. Inoltre si sa che gli Stati Uniti sono da tempo contrari all’invio dei medici cubani all’estero.
Il servizio dei medici cubani negli ospedali calabresi non è a rischio: loro continuano a lavorare e a ricevere lo stipendio, e il problema riguarda solo i soldi che dovrebbero inviare a Cuba. Ma in teoria le sanzioni imposte dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba non dovrebbero riguardare un conto corrente di un paese terzo, su somme in euro e non in dollari. I medici cubani comunque non lavorano solo in Calabria ma anche in altre regioni italiane, tra cui la Sardegna, e anche loro hanno fatto accordi con la CSMC.
Un’ipotesi che circola negli ambienti sanitari calabresi è che BPER si sia mossa per tutelarsi da eventuali conseguenze delle sanzioni statunitensi: l’ordine esecutivo firmato da Trump prevede che possano essere colpite da sanzioni anche “Istituzioni finanziarie estere”, come banche e istituti di credito, che facilitano il passaggio di denaro verso i soggetti colpiti dalle sanzioni, tra cui la CSMC.
– Leggi anche: Agli Stati Uniti non piace che i medici cubani vengano a lavorare in Italia
Cuba invia medici all’estero dagli anni Sessanta. Per decenni i medici venivano mandati principalmente nei paesi in via di sviluppo, e le missioni venivano raccontate in un’ottica di solidarietà internazionale. Le missioni sono poi aumentate durante e dopo la pandemia da coronavirus, e hanno permesso di ricavarci cospicue entrate economiche: nel 2021 si stima che il lavoro dei medici cubani abbia portato a Cuba una cifra intorno ai 6 miliardi di dollari.
Gli Stati Uniti vorrebbero che i paesi alleati interrompano i rapporti con Cuba e rimandino indietro i medici cubani, così da togliere una significativa fonte di ricavo al paese.
Le pressioni statunitensi hanno funzionato in alcuni paesi, come il Guatemala e la Giamaica, con conseguenze però per la sanità locale e la popolazione. In Italia no. A febbraio è andato in Calabria Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, proprio per convincere le autorità locali a interrompere gli accordi con Cuba. Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha rifiutato, sostenendo che siano necessari per la tenuta della sanità calabrese: che i medici cubani siano diventati fondamentali in Calabria, dove il servizio sanitario regionale è sotto commissariamento da oltre un decennio ed estremamente carente, è un fatto.
– Leggi anche: In Calabria i medici cubani sono serviti eccome
L’accordo del 2022 tra la Calabria e la società cubana CSMC prevedeva che la Regione versasse per ogni medico al mese 4.700 euro alla CSMC, che a sua volta tratteneva circa 3.500 euro, versando ai medici cubani uno stipendio mensile di 1.200 euro. Si generarono fin da subito discussioni, polemiche e ricorsi contro l’accordo, considerato ingiusto: Cuba venne accusata di attuare un regime di sfruttamento e lavoro forzato nei confronti dei suoi medici, e chi se ne serviva di approfittarne.

Medici cubani alle OGR di Torino, nel 2020 (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
Più in generale, inchieste giornalistiche e rapporti di organizzazioni per i diritti umani hanno raccontato le pressioni esercitate dal governo cubano sui medici, le molte limitazioni alla loro libertà di decidere come e dove lavorare, e atti di ritorsione e sorveglianza nei loro confronti. A queste obiezioni i medici cubani hanno risposto in vari modi: alcuni hanno confermato queste condizioni, altri hanno detto di sentirsi liberi e di versare volontariamente la gran parte del loro stipendio a Cuba.
Anche a seguito delle polemiche e delle pressioni i contratti dei medici cubani in Calabria sono cambiati: ora sono assunti direttamente dalle aziende sanitarie di riferimento e l’intero stipendio viene versato a loro, anziché alla CSMC. Diverse inchieste giornalistiche hanno però documentato come i medici cubani continuino a inviare oltre la metà del loro stipendio al governo cubano: secondo un’inchiesta del sito cubano Cubanet, i medici cubani hanno proprio un secondo contratto con la CSMC, in aggiunta a quello con le aziende sanitarie italiane, che continua a obbligarli a versare alla società 3.500 euro al mese.
Anche secondo due medici calabresi che conoscono da vicino la situazione dei medici cubani in Calabria la somma che inviano a Cuba è la stessa di prima.
Il blocco del conto corrente ha riportato l’attenzione sulla mancanza di trasparenza con cui Cuba gestisce i suoi medici, sulle loro condizioni economiche e sull’indiretto sostegno che danno a queste pratiche i paesi che se ne servono, tra cui l’Italia: e quindi, indirettamente, anche sulle condizioni disastrose della sanità calabrese che non può fare a meno di quei medici. A fine agosto un consigliere regionale calabrese ha depositato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sui contratti e sulle condizioni di lavoro dei medici cubani.
– Leggi anche: In Calabria i medici cubani sono serviti eccome



