Anche l’area intorno al Colosseo è diventata una “zona rossa”

Per via di alcuni episodi violenti, e nonostante ci siano dubbi sull'efficacia di questa misura

(Mustafa Yalcin/Anadolu Agency via Getty Images)
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La prefettura di Roma ha istituito una nuova “zona rossa” nel centro storico, nell’area che include il Colosseo, i Fori Imperiali e Colle Oppio. È stata attivata il 24 agosto e resterà in vigore almeno per i prossimi quattro mesi, fino al 24 dicembre, poi potrebbe essere confermata o rimossa. Le zone rosse, chiamate più formalmente anche “zone a controllo rafforzato”, sono luoghi delle città in cui si ritiene più alto il rischio che siano commessi reati e in cui le forze dell’ordine possono vietare l’accesso o allontanare persone con comportamenti ritenuti aggressivi o con determinati precedenti penali.

Nella relativa ordinanza, la prefettura ha scritto di aver deciso di attivare la nuova zona rossa dopo alcuni episodi violenti di cui ritiene responsabili «prevalentemente» giovani immigrati di seconda generazione. Secondo la prefettura la zona più a rischio sarebbe proprio quella del Colosseo, dove si registrano più frequentemente che altrove episodi di furti, scippi e risse. In particolare viene citata l’esplosione di alcuni fuochi d’artificio in largo Gaetana Agnesi, la terrazza che si affaccia sul sito archeologico, da parte di un gruppo di persone che poi ha aggredito i poliziotti intervenuti.

Le zone rosse sono state ideate alla fine del 2024 dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e sono state attivate in diverse grandi città, tra cui Milano, Firenze, Napoli, Palermo e Bologna. Nascono come misure emergenziali e provvisorie, da attivare soprattutto in occasione di grandi eventi pubblici, ma in molte città sono state prorogate a lungo e dalla fine del 2025 sono state adottate come misure stabili. Il governo sostiene che siano misure efficaci, rivendicando un aumento di controlli e di allontanamenti nelle aree sottoposte alla vigilanza rafforzata.

Chi critica la misura, però, dice che questi dati non dimostrano, da soli, un miglioramento della sicurezza e sostiene che le zone rosse non risolvano il problema della criminalità, ma semplicemente lo spostino da un’area all’altra. Tra chi ritiene che le zone rosse non servano a prevenire la criminalità c’è l’ex capo della polizia Franco Gabrielli: «La qualità del senso di comunità», dice, «è il vero antidoto rispetto alle zone rosse, che sono poi strumenti che hanno dimostrato di non conseguire i risultati sperati».

Nell’ordinanza la prefettura scrive anche di aver deciso di prorogare la zona rossa già in vigore in alcune vie dei quartieri San Lorenzo ed Esquilino, vicino alla stazione Termini, dove sono stati schierati anche militari e mezzi blindati per l’operazione “Strade Sicure”. La prefettura ha definito la stazione una «meta privilegiata per soggetti dediti ad attività illecite». È stata invece revocata la zona rossa nell’area Valle Aurelia, nel quadrante nordovest della città.