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  • Venerdì 28 agosto 2026

L’ex ministro ucraino Fedorov ha perso un’occasione

Dopo settimane di proteste in suo favore e scontri con Zelensky, chiedendo nuove elezioni ha allontanato i suoi stessi sostenitori

Mykhailo Fedorov, maggio 2026 (Kay Nietfeld/dpa)
Mykhailo Fedorov, maggio 2026 (Kay Nietfeld/dpa)
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L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov potrebbe aver perso una grossa occasione politica. Quando a luglio il presidente Volodymyr Zelensky lo aveva rimosso dal suo incarico a seguito di uno scontro con i comandi delle forze armate, Fedorov era diventato improvvisamente una delle figure più popolari della politica ucraina. In varie città ucraine erano cominciate manifestazioni per chiedere il suo reintegro, che sono andate avanti con alti e bassi per oltre un mese.

Poi la settimana scorsa Fedorov ha pubblicato un videomessaggio in cui ha chiesto nuove elezioni. Questo ha generato enormi reazioni, ma quasi tutte negative: i suoi stessi sostenitori lo hanno accolto con freddezza, e le proteste in suo favore si sono di fatto concluse. Fedorov, secondo molte analisi, ha sprecato il suo momento.

Fedorov, che ha 35 anni, negli ultimi mesi ha guadagnato grande consenso in Ucraina, soprattutto tra la borghesia urbana. Molte persone lo hanno visto come un politico non coinvolto negli scandali di corruzione che hanno colpito l’entourage di Zelensky, e soprattutto come il simbolo dei recenti successi dell’Ucraina nella guerra con i droni. Per questo la sua rimozione aveva provocato grosse manifestazioni: tantissime persone ritenevano che Zelensky avesse licenziato il suo miglior ministro, e che lo avesse fatto a causa di trame politiche e per rimuovere un potenziale avversario (è così soltanto in parte).

Dopo alcuni giorni di proteste Zelensky era andato incontro ai manifestanti e aveva rimosso il comandante delle forze armate Oleksandr Syrsky, quello cioè con cui Fedorov si era scontrato prima di essere licenziato. Poi aveva avviato negoziati con lo stesso Fedorov, per reintegrarlo nel governo anche se in una posizione diversa da quella di ministro della Difesa. Fedorov però ha insistito nel volere indietro la sua vecchia carica.

I negoziati sono durati per settimane, durante le quali sono proseguite le proteste dei sostenitori di Fedorov.

Proteste a Kyiv per Fedorov, 26 luglio 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Proteste a Kyiv per Fedorov, 26 luglio 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)

La scorsa settimana, come dicevamo, Fedorov ha pubblicato il videomessaggio in cui chiedeva nuove elezioni: era una chiara sfida a Zelensky, e un segnale del fatto che i negoziati erano falliti. Con quel video, Fedorov ha di fatto annunciato l’avvio di una nuova carriera, come oppositore e rivale di Zelensky.

Gli stessi sostenitori di Fedorov hanno reagito spiazzati. Intanto per lo stile del video, molto tradizionale e impostato, inusuale per una figura dinamica e abile nella comunicazione come Fedorov. Soprattutto, però, hanno faticato a comprendere la ragione per cui Fedorov ha chiesto nuove elezioni.

– Leggi anche: In Ucraina c’è uno scontro generazionale su come fare la guerra

Dall’invasione su larga scala della Russia, in Ucraina è in vigore la legge marziale, che vieta nuove elezioni anche se il mandato presidenziale di Zelensky sarebbe scaduto nel 2024. Oltre all’ostacolo legale ci sono quelli pratici: i bombardamenti russi sull’Ucraina sono ancora quotidiani; il territorio è parzialmente occupato dalla Russia; più di un milione di persone sono nelle forze armate; altri milioni sono sfollati interni o scappati all’estero negli ultimi anni.

Di conseguenza la maggior parte degli ucraini (il 57 per cento secondo i sondaggi) è favorevole a indire le elezioni solo dopo che la guerra sarà finita. Soltanto il 15 per cento degli ucraini è favorevole a tenere elezioni a combattimenti ancora in corso. Questo vale anche per molti dei sostenitori di Fedorov.

Di conseguenza la proposta dell’ex ministro è stata giudicata come una manovra di opportunismo politico ed elettorale: «Quando siamo scesi in strada a protestare, non siamo venuti con l’idea di fare nuove elezioni. Non è per questo che siamo qui», ha detto a Reuters una manifestante. Dmytro Koziatynskyi, uno dei principali organizzatori delle proteste pro Fedorov, nei giorni successivi al videomessaggio dell’ex ministro ha scritto sui social media di essere contrario all’idea di nuove elezioni, e ha fatto capire che ormai le proteste non avevano ragione di continuare.

Nel suo videomessaggio inoltre Fedorov ha criticato il sistema politico attualmente al potere in Ucraina, definendolo obsoleto e corrotto. Anche questo è stato visto come un sintomo di ipocrisia, visto che Fedorov è stato ministro per quasi sette anni (prima che alla Difesa era ministro per la Trasformazione digitale), è stato consigliere personale di Zelensky ed era perfettamente integrato nel sistema.

Questo non significa che Fedorov abbia rovinato definitivamente le sue opportunità politiche. Dal momento della sua rimozione il suo consenso è cresciuto notevolmente, e secondo i sondaggi se si votasse oggi per la presidenza otterrebbe tra il 12 e il 16 per cento dei consensi: sarebbe il terzo candidato dietro a Zelensky e all’ex capo delle forze armate Valerii Zaluzhnyi.

Lo stesso entourage di Fedorov sostiene di avere una strategia di lungo periodo per fare opposizione contro Zelensky, e che siamo soltanto all’inizio di una lunga campagna. L’inizio però è stato accidentato.