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  • Giovedì 27 agosto 2026

Il capo della CIA è andato ad avvertire la Russia di non attaccare la NATO, scrive il Wall Street Journal

Trump ha sminuito tutto parlando di «semi-routine»

Il direttore della CIA John Ratcliffe, di spalle, parla con Donald Trump nella base di Camp David, il 31 luglio
Il direttore della CIA John Ratcliffe, di spalle, parla con Donald Trump nella base di Camp David, il 31 luglio (Nathan Howard/Pool Photo via AP)
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Il Wall Street Journal ha ricostruito con fonti proprie, rimaste anonime, che la breve e inaspettata visita a Mosca di martedì del direttore della CIA John Ratcliffe aveva lo scopo di dissuadere la Russia dall’attaccare in futuro paesi della NATO, in particolare quelli sul mar Baltico. Anche Politico ha fatto la stessa ricostruzione, basandosi sempre su fonti anonime. La NATO è l’alleanza militare, a guida statunitense, che raggruppa buona parte dei paesi occidentali.

L’intelligence statunitense ritiene che, frustrato per lo stallo in Ucraina, il regime russo potrebbe spingersi a condurre un attacco diretto, seppure limitato, per testare l’eventuale risposta della NATO. Il trattato dell’alleanza stabilisce che ogni attacco contro un paese membro è considerato un attacco contro l’intera NATO, e vincola gli altri a soccorrerlo (ma non necessariamente a intervenire militarmente).

Mercoledì, in un’intervista con un podcast conservatore, il presidente Donald Trump ha sminuito l’importanza del viaggio di Ratcliffe sostenendo che sia stato di «semi-routine». Trump ha sostenuto che il viaggio fosse legato in qualche modo alla guerra in Ucraina: «Qualcosa potrebbe uscirne». Per quello che ne sappiamo, i negoziati sono fermi da mesi. Giovedì il capo dei servizi segreti esterni russi Sergei Naryshkin ha confermato di aver incontrato Ratcliffe e di aver discusso con lui di questioni sensibili di competenza delle rispettive agenzie. Il portavoce del regime Dmitry Peskov aveva già detto che Ratcliffe non aveva incontrato il presidente Vladimir Putin, che però è stato informato dei colloqui.

– Leggi anche: Cosa si sa della visita del direttore della CIA a Mosca

La durata di poche ore della visita e il fatto che non sia stata davvero segreta – sui siti di monitoraggio delle rotte aeree era rintracciabile il Boeing C-17A dell’aeronautica usato da Ratcliffe – hanno fatto ipotizzare agli esperti d’intelligence che servisse a recapitare un messaggio, più che a intavolare trattative. È plausibile che l’avvertimento statunitense abbia riguardato i paesi baltici: Ratcliffe infatti ha fatto scalo in Lettonia e il primo ministro lettone Andris Kulbergs ha definito il viaggio «un segnale molto positivo e penso una notizia molto buona», senza dare dettagli.

Inoltre, appena tornato da Mosca, Ratcliffe ha incontrato il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine, l’ufficiale con il grado più alto nelle forze armate: è un aspetto che suggerisce che il principale motivo della visita possa essere stato militare, e non solo una questione generica di sicurezza. «Normalmente gli americani non mandano funzionari di così alto grado a Mosca senza preavviso, se non c’è sotto qualcosa», ha detto alla BBC l’ex diplomatico britannico a Mosca John Foreman.

Ci sono altri motivi contingenti che potrebbero spiegare perché la visita è avvenuta proprio ora: tra gli altri l’esaurimento delle scorte di armi degli Stati Uniti a causa della guerra in Medio Oriente, l’ormai duratura campagna russa di sabotaggi e incursioni di droni in Europa e la possibilità di una nuova mobilitazione russa dopo le elezioni legislative del 18-20 settembre.  Quella di martedì è stata la prima visita in Russia nota di Ratcliffe. L’ultima di un direttore della CIA fu durante la presidenza di Joe Biden, pochi mesi prima dell’inizio della guerra: nel novembre del 2021 William Burns andò a Mosca per convincere (invano) il regime a non attaccare l’Ucraina.