C’è stata un’enorme esondazione fra Nepal e Tibet
Una piena di acqua, fango e rocce si è riversata sui centri abitati all’improvviso e con grande potenza, ci sono decine di morti e centinaia di dispersi
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Un’esondazione improvvisa di alcuni corsi d’acqua al confine fra Nepal e la regione cinese del Tibet ha causato decine di morti e centinaia di dispersi. Le autorità nepalesi hanno confermato di aver recuperato i corpi di 157 persone mentre le autorità cinesi per ora hanno detto che le persone morte sono tre.
Il numero delle morti accertate aumenterà con ogni probabilità nelle prossime ore, perché l’area colpita è molto ampia: la piena di acqua, fango e rocce si è riversata sui centri abitati all’improvviso e con grande potenza, travolgendo persone, edifici e strade. Il video qui sotto, registrato dalle telecamere di sicurezza installate in un centro abitato dal lato cinese, è impressionante: mostra un punto di passaggio sul confine che improvvisamente viene ricoperto dall’acqua e dai massi. Sui social ne circolano vari, in cui si vede l’acqua portare via palazzi, ponti, alberi.
Non si conoscono ancora con certezza le cause dell’esondazione. È probabile che abbiano a che fare con una valanga di ghiaccio e rocce che si è staccata in quota, sui monti dell’Himalaya, a causa delle alte temperature, e che si è riversata nei corsi d’acqua facendoli ingrossare in modo improvviso e facendoli esondare su paesi e città.
Fra i dispersi ci sono anche circa trecento persone straniere: britannici, malaysiani, statunitensi e indiani, molti dei quali pellegrini in viaggio verso il monte Kailash e il lago Mansarovar, in Tibet, e il lago Gosaikunda nel distretto di Rasuwa, in Nepal, luoghi sacri per l’induismo. Durante la stagione estiva tutta la regione himalayana è particolarmente frequentata da escursionisti e alpinisti. Secondo il ministero degli Esteri ci sono anche 90 italiani: il ministro Antonio Tajani ha detto che solo due sono stati coinvolti dall’esondazione ma sono in buone condizioni.
Risultano invece dispersi anche molti agenti delle forze dell’ordine e operai sudcoreani degli impianti idroelettrici, oltre a decine di camionisti che in quel momento stavano viaggiando lungo il confine.
L’esondazione ha coinvolto le valli dell’Himalaya su entrambi i versanti della catena montuosa (quello nepalese a sud e quello tibetano a nord). Le autorità nepalesi hanno detto che ci sono stati danni ingenti a strade, ponti e centrali idroelettriche. Un video mostra un ponte che viene completamente staccato e portato via dall’acqua.
Le operazioni di soccorso sono in corso. In varie aree gli elicotteri non possono atterrare in sicurezza però per il rischio di nuove esondazioni e frane dalle montagne adiacenti. Inoltre, molte strade sono bloccate dai detriti.
La regione himalayana, che attraversa il Nepal e diversi paesi limitrofi tra cui l’India, è particolarmente vulnerabile agli eventi climatici estremi perché si sta riscaldando più rapidamente rispetto al resto del mondo. Per questo nella regione forti piogge, inondazioni e frane sono più frequenti che altrove. L’estate scorsa c’era stata un’esondazione causata dall’improvvisa rottura degli argini di un lago glaciale: erano morte nove persone ed era stato distrutto un ponte importante che collega Cina e Nepal.
Mercoledì il ministro degli Esteri nepalese Shishir Khanal aveva inizialmente detto che si ipotizzava che l’esondazione fosse stata causata da una frana seguita a un terremoto di magnitudo 4.4, che era stato registrato mercoledì mattina a nord della capitale Katmandu. Il centro statunitense per il monitoraggio dei terremoti ha però poi chiarito che il movimento sismico è stato causato dalla frana e non il contrario.
Il governo indiano ha detto di aver predisposto l’invio di aiuti umanitari verso il Nepal, e anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha detto che ha mandato forniture mediche essenziali. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che il sistema di monitoraggio satellitare europeo Copernicus è stato attivato per aiutare a mappare i danni, e che l’Unione europea è pronta a inviare aiuti.
– Leggi anche: I video dell’esondazione improvvisa tra Nepal e Tibet




















