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  • Lunedì 24 agosto 2026

Le celebrazioni per il 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina

Si sono svolte principalmente a Kyiv con la presenza di Andy Burnham e António Costa, mentre altri leader europei si sono collegati in video

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fuori dalla cattedrale di Santa Sofia, a Kyiv, 24 agosto 2026 (Henry Nicholls/Pool Photo via AP)
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fuori dalla cattedrale di Santa Sofia, a Kyiv, 24 agosto 2026 (Henry Nicholls/Pool Photo via AP)
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Lunedì a Kyiv si sono tenuti vari eventi per celebrare il 35esimo anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione Sovietica, dichiarata il 24 agosto del 1991. Oltre al presidente Volodymyr Zelensky, per l’occasione erano presenti alcuni leader stranieri, tra cui il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham e il presidente del Consiglio Europeo António Costa.

Zelensky ha tenuto un intervento in ucraino davanti alla Cattedrale di Santa Sofia, parlando ad alcune unità dell’esercito. Ha detto, tra le altre cose, che «gli ucraini non saranno pietre sotto i piedi degli zar e dei padroni» e non si «sottometteranno» ai nemici, quindi alla Russia.

Per Burnham, entrato in carica circa un mese fa, è stato il primo viaggio di Stato. Ha incontrato Zelensky e ribadito il sostegno del Regno Unito all’Ucraina. Ha anche esortato gli alleati del paese a fornire più missili intercettori Patriot, fondamentali per proteggersi dai bombardamenti della Russia ma che l’Ucraina ha praticamente esaurito. Ha aggiunto che il Regno Unito condividerà con l’Ucraina alcune conoscenze e tecnologie per produrre missili da crociera SCALP, ma con tutta probabilità ci vorranno anni perché la produzione prenda piede.

Inoltre i due paesi si sono accordati per sviluppare assieme sistemi di intelligenza artificiale nei settori di difesa e sicurezza: significa che il Regno Unito sarà il primo paese straniero ad avere accesso ai moltissimi dati raccolti dai soldati e dai droni ucraini sul campo di battaglia.

In un breve intervento sempre nei pressi della Cattedrale, Costa ha parlato invece della necessità di far entrare l’Ucraina nell’Unione Europea (l’Ucraina è formalmente un paese candidato dal 2022): «Il futuro dell’Ucraina nell’Unione Europea è la migliore garanzia di sicurezza e stabilità democratica sul lungo termine», ha detto. Nel corso della giornata l’Unione ha approvato un pacchetto di aiuti militari all’Ucraina da circa 6 miliardi di euro, che comprenderà sistemi di difesa aerea e missilistica, missili, munizioni e radar: fa parte del prestito di 90 miliardi di euro approvato lo scorso aprile, dopo che era rimasto in sospeso diversi mesi a causa dell’opposizione dell’Ungheria.

Nel pomeriggio, sempre a Kyiv si è tenuta una riunione in videocollegamento della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, un gruppo di paesi occidentali formato nel 2025 con l’obiettivo di lavorare per la fine della guerra tra Russia e Ucraina. Collegati c’erano, tra gli altri, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron. Ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito il sostegno del governo italiano a Zelensky.

Non ha partecipato alcun rappresentante degli Stati Uniti.

Tag: ucraina