La guerra in Medio Oriente è stata un affare per gli aeroporti dell’Asia
Hanno avuto molti più arrivi del solito, compreso quello che è diventato l'aeroporto più trafficato al mondo per passeggeri internazionali
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La guerra iniziata a febbraio in Medio Oriente ha messo in grande difficoltà gli aeroporti della regione, e in particolare quello di Dubai, che nel 2025 era il secondo più trafficato al mondo. Ha però avuto effetti molto positivi per gli aeroporti del Sud-est asiatico, dell’Asia orientale e della Turchia, che si sono ritrovati con molti più passeggeri del solito che cercavano rotte alternative per viaggiare tra Europa, Asia e Australia.
Prima della guerra le principali compagnie aeree del golfo Persico, fra cui Emirates e Qatar Airways, rappresentavano circa un terzo del traffico fra Europa e Asia e trasportavano circa la metà dei passeggeri che volavano tra l’Europa e l’Australia. Secondo l’International Air Transport Association (IATA, l’associazione di categoria delle compagnie aeree a livello mondiale) il 16 per cento di tutte le persone che avevano preso l’aereo nel 2025 era passato da un aeroporto in Medio Oriente.
La guerra ha cambiato la situazione: lo spazio aereo della regione è stato chiuso per settimane, diversi aeroporti sono stati colpiti dai bombardamenti iraniani, e molte compagnie straniere hanno sospeso i voli. Anche dopo che gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per il cessate il fuoco con l’Iran in aprile, e i voli sono ripresi, molte persone che viaggiavano tra Asia, Australia ed Europa hanno comunque preferito evitare di fare scalo nella regione, preferendo voli più costosi ma diretti, o scegliendo altri aeroporti per fare scalo, fra cui quelli di Hong Kong, Istanbul, Seul e Singapore.
A maggio la IATA ha detto che le prenotazioni di voli tra giugno e settembre erano diminuite dappertutto, tranne che per la regione dell’Asia-Pacifico: in questa erano cresciute del 33 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.
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Uno degli aeroporti asiatici ad avere registrato l’aumento maggiore di viaggiatori è quello di Incheon, in Corea del Sud: il suo traffico in transito nella prima metà del 2026 è aumentato del 18 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e del 63 per cento sulle rotte europee. Secondo alcuni dati preliminari Incheon è diventato l’aeroporto più trafficato al mondo per passeggeri internazionali (prima della guerra era il terzo, dopo Dubai e Heathrow a Londra).
Il traffico di passeggeri internazionali nello stesso periodo è cresciuto anche di oltre l’11 per cento all’aeroporto internazionale di Hong Kong e di quasi il 10 per cento a quello di Taoyuan, a Taiwan.
Le compagnie aeree hanno risposto alla richiesta aumentando i voli su queste tratte: l’aeroporto di Singapore-Changi, da dove passa circa il 25 per cento delle persone che viaggiano fra l’Europa e l’Australia, ha detto che fra marzo e luglio le compagnie aeree hanno aggiunto più di 800 voli collegati a città come Londra, Monaco, Parigi e Sydney. Turkish Airlines ha detto di aver aumentato i voli verso Cina continentale, Hong Kong e Thailandia perché i suoi passeggeri evitavano di volare verso il Medio Oriente o di transitarvi. La stessa cosa l’hanno detta diverse compagnie europee, fra cui il Gruppo Lufthansa e Air France.
Non è detto che questa tendenza durerà a lungo: negli ultimi mesi le compagnie mediorientali hanno abbassato molto i loro prezzi per provare a essere più competitive, e la relativa calma nella guerra tra Stati Uniti e Iran ha convinto alcuni passeggeri a volare attraverso il Medio Oriente. La IATA a inizio luglio ha notato che le prenotazioni di voli per il Medio Oriente ad aprile e maggio avevano già cominciato a risalire, anche se erano rimaste inferiori alla media, mentre quelle per l’area dell’Asia-Pacifico erano diminuite.



