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  • Venerdì 21 agosto 2026

Il governo del Venezuela ha scaricato Maduro?

La presidente Rodríguez non chiede più agli Stati Uniti di liberarlo, e i suoi collaboratori più importanti sono stati allontanati

Un murale con i ritratti dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, a La Guaira, in Venezuela (Getty Images/Jesus Vargas)
Un murale con i ritratti dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, a La Guaira, in Venezuela (Getty Images/Jesus Vargas)
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Da quando gli Stati Uniti hanno catturato l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e la moglie Cilia Flores in un’operazione militare illegale a gennaio sono passati più di sette mesi: entrambi sono detenuti a New York in attesa di processo, accusati di diversi crimini connessi al traffico di droga e al terrorismo. All’inizio il governo venezuelano aveva protestato con forza e chiesto che venissero liberati. Negli ultimi tempi però il tema non è più una priorità.

La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, e il presidente del parlamento, suo fratello Jorge, hanno smesso di parlarne, e nei loro discorsi pubblici non toccano la questione praticamente mai. Gran parte dei cartelloni e dei murales che il governo aveva messo nelle strade per ricordare i Maduro e chiedere la loro liberazione è stata tolta.

Nelle scorse due settimane alcuni rappresentanti dell’opposizione e del governo hanno partecipato a dei colloqui che dovrebbero rappresentare l’inizio di una transizione democratica. Alcuni politici dell’opposizione che erano presenti hanno raccontato al Financial Times che durante le discussioni il tema della liberazione di Maduro non è mai stato nemmeno accennato: uno di loro ha detto che Maduro e Flores «non esistono al tavolo dei negoziati», e che il governo «li ha cancellati dalla storia».

I colloqui tra il governo e alcuni rappresentanti dell’opposizione si sono concentrati soprattutto su altri temi, come la riforma del Tribunale supremo, in vista di possibili elezioni in futuro; la scarcerazione di alcuni detenuti politici; e la restituzione dell’oro venezuelano custodito nel Regno Unito, di cui il governo ha bisogno per finanziare la ricostruzione del paese dopo il doppio terremoto di fine giugno. Ai colloqui mancavano comunque i rappresentanti più importanti dell’opposizione, in particolare la leader María Corina Machado, che è all’estero e non può rientrare perché il Venezuela e gli Stati Uniti glielo impediscono.

Una donna con un pupazzetto ispirato al presidente venezuelano Nicolás Maduro, durante una manifestazione a suo sostegno organizzata a Caracas, il 26 marzo 2026 (AP/Ariana Cubillos)

Una donna con un pupazzetto ispirato al presidente venezuelano Nicolás Maduro, durante una manifestazione in suo sostegno organizzata a Caracas, il 26 marzo 2026 (AP/Ariana Cubillos)

Maduro ha governato in modo autoritario il Venezuela dal 2013 fino a quando gli Stati Uniti lo hanno catturato a Caracas lo scorso 3 gennaio. Delcy Rodríguez è stata per molto tempo una sua stretta collaboratrice ed era vicepresidente quando avvenne l’attacco: dopo aver catturato Maduro, gli Stati Uniti minacciarono che avrebbero attaccato il Venezuela se lei si fosse rifiutata di collaborare.

Rodríguez accettò: da quel momento il suo governo dipende dagli Stati Uniti per tutto, e questa è una delle ragioni per cui non può permettersi di criticarli. Oggi le decisioni più importanti per il Venezuela non vengono prese dal suo governo, ma dagli Stati Uniti e in particolare dal segretario di Stato Marco Rubio, che ha grande influenza su tutte le questioni più significative – dalla vita politica alla gestione delle finanze pubbliche e delle enormi risorse petrolifere del paese.

Delcy Rodriguez (AP/Miguel Medina)

Delcy Rodríguez (AP/Miguel Medina)

Subito dopo la cattura di Maduro, quando Rodríguez doveva assicurarsi il sostegno degli apparati del governo ancora vicini al presidente, aveva usato una retorica inizialmente molto dura contro gli Stati Uniti: nel suo primo discorso pubblico aveva detto che la cattura era stata un’azione «barbara», e sostenuto che Maduro fosse «l’unico presidente del Venezuela».

Poi però Rodríguez si è legata sempre più agli Stati Uniti. Ha anche iniziato a sostituire i funzionari più legati a Maduro con altri più favorevoli a lei, aumentando il proprio potere nel governo. L’esempio più importante è quello della destituzione del ministro della Difesa Vladimir Padrino López, che ricopriva quella posizione da 12 anni ed era uno stretto collaboratore di Maduro. Un altro caso è quello di Javier Marcano Tábata, il capo della sicurezza personale di Maduro, che era responsabile anche delle carceri dove sono detenuti i prigionieri politici.

Rodríguez aveva anche fatto un certo affidamento su Nicolás Maduro Guerra, il figlio di Maduro. Maduro Guerra non aveva un ruolo formale all’interno del governo, ma era importante perché dava un’immagine di continuità con il governo del padre. Era anche una delle persone che chiedevano con più insistenza la liberazione del padre e di Flores, e continua a farlo sui propri profili social, ma negli ultimi tempi è molto meno visibile.