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  • Venerdì 21 agosto 2026

A Singapore non tutti vogliono che si costruiscano nuove case

Specialmente se comporta disboscare delle foreste, come vuole fare il governo per aumentare l'offerta abitativa sulla piccola isola

Alcuni condomini di fronte a una zona boschiva a Singapore, 8 maggio 2021 (Wei Leng Tay/Bloomberg/Getty Images)
Alcuni condomini di fronte a una zona boschiva a Singapore, 8 maggio 2021 (Wei Leng Tay/Bloomberg/Getty Images)
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A Singapore un piano del governo per disboscare parte di due foreste cittadine per aumentare l’offerta di case è stato fortemente criticato dalla popolazione, al punto che il governo ha deciso di modificare il progetto. È una storia in parziale controtendenza rispetto a quello che avviene in molte città del mondo, dove capita spesso che sia la popolazione a chiedere la costruzione di nuove case per rispondere alla domanda di alloggi e alle situazioni di crisi abitativa, e che ha a che fare con alcune particolarità della situazione di Singapore.

Il paese è una città stato che sorge su una piccola isola estesa circa quanto la provincia di Lodi (una delle più piccole in Italia), ma con una popolazione di circa sei milioni di abitanti, più del Lazio, e una densità abitativa altissima. Anche per via della densità abitativa e del poco spazio disponibile, la popolazione e il governo di Singapore attribuiscono grande importanza ai parchi e alle zone verdi sull’isola.

Per costruire case in maniera più efficiente ed evitare fenomeni di speculazione dovuti alla scarsità di terreni edificabili a disposizione, il mercato immobiliare di Singapore è da sempre stabilizzato da un forte intervento dello stato: circa l’80 per cento della popolazione vive in case di edilizia pubblica a prezzi sussidiati, mentre nel settore privato i prezzi sono molto più alti. È una situazione molto più tranquilla rispetto a quella per esempio di Hong Kong, nota per le sue case piccolissime dovute alla domanda altissima rispetto all’offerta limitata. Negli ultimi anni c’è stato comunque un significativo aumento dei prezzi anche nel settore pubblico.

Il piano iniziale del governo prevedeva la costruzione di nuovi alloggi sussidiati in due zone boscose nella parte sud-ovest della città: su due terzi dei 230mila metri quadrati della foresta Maju e su almeno metà dei circa 200mila metri quadrati di una foresta nei pressi della zona di Gillman Barracks. Per avere un termine di paragone, l’estensione di ciascun parco è circa la metà di quella di Città del Vaticano, pari a 440mila metri quadrati.

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L’opposizione a questo piano è stata ampia. 49mila persone hanno firmato delle petizioni per chiedere al governo di costruire in aeree dismesse, come campi da golf ed ex edifici commerciali e istituzionali, e riqualificare alcuni edifici pubblici datati. Più di 700 persone hanno firmato una lettera rivolta ad alcuni membri del parlamento per chiedere che le zone verdi vengano protette. Infine, domenica c’è stata una manifestazione contro il progetto, a cui secondo gli organizzatori hanno partecipato circa 2mila persone. Queste proteste seguono la chiusura di un sondaggio pubblico, terminato il 6 agosto, in cui il governo chiedeva commenti e suggerimenti riguardo al progetto.

Chi si oppone sostiene che le due foreste vadano protette perché hanno un importante ruolo nella regolazione della temperatura della città, perché sono luoghi che preservano la biodiversità e perché a Singapore i posti verdi sono sempre meno. Sono inoltre ambienti adatti a delle escursioni nella natura pur rimanendo entro i confini urbani.

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Secondo il governo, invece, il progetto è necessario per andare incontro alla richiesta di case da parte della popolazione, che è in crescita: si prevede che aumenterà fino a 6,5-6,9 milioni di persone entro il 2030. Per lo stesso motivo, nel 2023 aveva deciso di chiudere l’unico ippodromo del paese per fare spazio alla costruzione di nuove case.

Il sottosegretario per lo Sviluppo nazionale Alvin Tan ha detto che il governo ha recepito le richieste e che modificherà il progetto, salvaguardando una porzione maggiore delle foreste coinvolte, ma che questo significherà avere meno case da offrire alla popolazione. Al momento il governo non ha specificato il modo preciso in cui sarà modificato il progetto.

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