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  • Martedì 18 agosto 2026

L’assedio delle famiglie palestinesi a Qusra va avanti da 10 giorni

Hanno infine ricevuto aiuti dall'ONU, e uno dei palestinesi è tornato dagli Stati Uniti per difendere la propria casa dai coloni israeliani

Soldati israeliani davanti a una delle case assediate a Qusra, 14 agosto 2026 (AP Photo/Majdi Mohammed)
Soldati israeliani davanti a una delle case assediate a Qusra, 14 agosto 2026 (AP Photo/Majdi Mohammed)
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A dieci giorni dall’inizio dell’assedio delle case di due famiglie palestinesi a Qusra, in Cisgiordania, i coloni israeliani sono ancora lì e le famiglie sono ancora asserragliate nelle loro case, anche se la situazione è in evoluzione: è stato possibile fare entrare alcuni aiuti dentro le case assediate, e le pressioni politiche sul governo israeliano potrebbero aumentare.

Lunedì Loui Ridi, il cittadino statunitense di origini palestinesi proprietario di una delle case, è arrivato a Qusra dagli Stati Uniti ed è entrato nella sua abitazione assediata. Ridi vive a Toledo, in Ohio, ed è un imprenditore emigrato anni fa dalla Cisgiordania. Quando nelle scorse settimane gli attacchi dei coloni israeliani si erano intensificati nella zona, Loui Ridi aveva chiesto a suo fratello Qusay Ridi e al figlio adolescente di lui di entrare in casa per sorvegliarla. Quando è cominciato l’assedio, Qusay Ridi e il figlio sono rimasti bloccati.

Loui Ridi per giorni ha assistito all’assedio tramite le immagini delle telecamere di sorveglianza posizionate all’esterno della sua casa, finché ha deciso di partire per la Palestina. È atterrato lunedì, e assieme a vari giornalisti è arrivato a Qusra. Per entrare in casa sua è stato scortato da un mezzo dell’esercito israeliano. Una delle prime cose che ha fatto, una volta entrato, è stata appendere una bandiera statunitense sul tetto della casa.

Il coinvolgimento di un cittadino statunitense nell’assedio potrebbe aumentare le pressioni politiche su Israele. Già negli scorsi giorni Mike Huckabee, l’ambasciatore statunitense in Israele, aveva definito i coloni «terroristi»: è notevole anche perché Huckabee ha posizioni notoriamente filoisraeliane, e gli Stati Uniti sono alleati di Israele. Finora, tuttavia, né il governo israeliano né l’esercito hanno fatto alcuna azione davvero concreta contro i coloni a Qusra.

Il ritorno di Loui Ridi a Qusra, 17 agosto 2026 (AP Photo/Majdi Mohammed)

Il ritorno di Loui Ridi a Qusra, 17 agosto 2026 (AP Photo/Majdi Mohammed)

L’assedio era cominciato domenica 9 agosto quando un gruppo di coloni israeliani aveva circondato le case di due famiglie palestinesi, gli Hassan e gli Abu Ridi (gli Hassan sono due nuclei famigliari), impedendo loro di entrare e uscire e tagliando la fornitura di acqua. L’esercito israeliano era arrivato a metà settimana: aveva smontato il tendone che i coloni avevano piazzato come avamposto dell’assedio, ma a parte questo non li aveva cacciati né arrestati.

L’esercito aveva poi dichiarato il quartiere come zona militare chiusa, ma la chiusura è stata applicata asimmetricamente: giornalisti e attivisti sono stati allontanati (compreso un gruppo di cinque volontari italiani che si trovavano nelle case), mentre i coloni no. I soldati hanno anche fatto perquisizioni nelle case palestinesi dei dintorni, spesso facendo danni.

Domenica è riuscito a entrare nelle case un convoglio delle Nazioni Unite, che ha portato alle famiglie cibo, acqua, medicinali, prodotti per l’igiene e altri generi di prima necessità. Un gruppo di lavoratori municipali ha anche ripristinato la fornitura dell’acqua. Prima di riuscirci, però, sono stati attaccati dai coloni.

Da alcuni giorni, inoltre, l’esercito ha piazzato pattuglie fisse davanti alle case. Questo fa sì che i coloni non possano più rimanere stabilmente ad assediare le famiglie palestinesi. Al tempo stesso però i coloni continuano ad aggirarsi nella zona, spesso si avvicinano e intrattengono rapporti amichevoli con i soldati. Nessun colono finora è stato arrestato, nonostante i ben documentati atti di violenza contro i palestinesi.

Vari membri delle famiglie assediate sentite dai media dicono che la situazione di fatto non è cambiata, nonostante la presenza ora fissa dell’esercito. Tutti hanno paura di lasciare le loro case e temono che nel momento in cui l’esercito se ne andrà, l’assedio dei coloni ricomincerà.