Le tenniste ceche sono tante e molto forti
Due si sono affrontate nella finale di Wimbledon, e ora sono ben 10 tra le migliori 100 del mondo
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Come gran parte dei lunedì dell’anno, anche il 3 agosto si è aggiornato il ranking mondiale del tennis: nella classifica WTA, l’organizzazione del tennis professionistico femminile, ci sono ora ben 10 giocatrici della Cechia tra le prime 100 del mondo, di cui 7 tra le migliori 50 e 2 tra le migliori 10. È un risultato notevole per la Cechia, che ha circa 11 milioni di abitanti ma «forse la scuola tennis di livello tecnico più alto» al mondo, scrive il sito specializzato Ubitennis.
Lo scorso 11 luglio due tenniste ceche, Linda Nosková e Karolína Muchová, si sono affrontate nella finale femminile di Wimbledon, uno dei quattro tornei del Grande Slam, i più importanti e prestigiosi al mondo. Hanno guadagnato così molti punti nel ranking mondiale e sono salite rispettivamente al settimo e al sesto posto. Nosková è diventata la terza giocatrice ceca a vincere il torneo singolare femminile di Wimbledon negli ultimi quattro anni, dopo Markéta Vondroušová nel 2023 e Barbora Krejčíková nel 2024.
Da tempo esperti e allenatori si chiedono come sia possibile che così tante tenniste ceche riescano a raggiungere un livello così alto. Al contrario di altri paesi, infatti, la Cechia non ha solo una singola campionessa, ma una serie notevole di ottime giocatrici: alcune già affermate, altre giovani e promettenti.
Non a caso la Cechia ha vinto 11 volte la Billie Jean King Cup, il principale torneo femminile di tennis a squadre per nazionali (5 di queste quando ancora era la Cecoslovacchia, fino al 1993). Solo gli Stati Uniti ne hanno vinte di più. La prima Fed Cup, com’era chiamata allora, venne vinta nel 1975 grazie a una delle tenniste più forti di sempre, Martina Navratilova, tuttora citata come esempio e ispirazione dalle tenniste ceche in attività.

Martina Navratilova in una partita del luglio 1979 (UPI/Bettmann Archive/Getty Images)
Ma la «tradizione tecnica» delle giocatrici ceche arriva da ben prima di Navratilova, che peraltro nel 1981 divenne cittadina statunitense.
Nel 1906 la federazione cecoslovacca fu una delle prime a iscriversi alla ITF, la confederazione che tuttora regola il tennis mondiale. Negli anni Quaranta e Cinquanta Jaroslav Drobný, originario di Praga, era uno dei giocatori più forti al mondo. Tra gli anni Sessanta e Settanta, poi, ebbe grande diffusione nel paese un manuale di tecnica intitolato “Scuola di tennis” e scritto anche da Věra Suková, finalista a Wimbledon nel 1962. La diffusione di campi da tennis in tutto il paese, inoltre, ha fatto sì che tante generazioni di tenniste ceche abbiano potuto allenarsi a bassi costi e relativamente vicino a dove abitavano.
Non è comunque facile capire a fondo e indagare le ragioni per cui le tenniste ceche sono così forti: è una domanda che al giornalista sportivo ceco Karel Knap viene posta «500 volte all’anno», dice lui stesso. «Cosa mangiate, o c’è qualcosa nell’aria in Cechia?», gli chiedono.
Secondo Knap c’entrano diversi fattori, tra cui la lunga tradizione di giocatrici di alto livello. Karolína Muchová dice di non avere «una teoria» sul perché riescano a essere così tante e così forti. Aver visto altre tenniste ceche poco più grandi di lei vincere molto, però, le ha dato la «convinzione» di potercela fare.
L’esperta di tennis Tiziana Scalabrin si occupa spesso delle peculiarità delle tenniste ceche: ne ha scritto su Ultimo Uomo e ne parla nel podcast Quiet please. Per Scalabrin la Cechia è il paese in cui «lo standard di competenza tecnica è forse il più alto del mondo», ovvero ci sono tante allenatrici e allenatori molto bravi e abili nel rendere davvero forti le proprie giocatrici di talento.
Dalla “scuola ceca” escono tenniste per certi versi simili tra loro: spesso sono giocatrici alte, con un servizio efficace e colpi piatti e potenti. Le giocatrici ceche spesso sono anche molto attente agli aspetti tattici di una partita, e usano una varietà di colpi e combinazioni. Sono tra le poche che usano con costanza il serve and volley, per esempio, cioè il correre verso la rete subito dopo il servizio per tentare di chiudere il punto in fretta.
Linda Nosková dice che «siamo state tutte educate più o meno allo stesso modo, per quanto riguarda il nostro stile di gioco».
Dal 2000 a oggi la Cechia è il paese con più giocatrici ad aver raggiunto le semifinali di Wimbledon: 7, una in più degli Stati Uniti. Non solo le tenniste ceche sono tante e forti, ma giocano bene soprattutto a Wimbledon, il più importante torneo che si gioca su erba, una superficie veloce e piuttosto imprevedibile. «Siamo molto creative, quindi l’erba ci permette di sfruttare praticamente ogni aspetto» di uno stile di gioco poliedrico, dice Nosková.
Quello tra tenniste ceche e tennis su erba è un binomio particolarmente curioso, osserva l’ex tennista ceco Tomáš Berdych. «Probabilmente non c’è un campo in erba in tutta la Cechia», dice Berdych, il quale pure arrivò in finale a Wimbledon, nel 2010. Secondo lui il fatto di giocare fin da bambini un po’ ovunque – su ogni superficie, con tante condizioni meteorologiche differenti – è ciò che rende la “scuola ceca” così vincente.
Anche i tennisti cechi non sono affatto male, nonostante lo sport più popolare tra i ragazzi sia l’hockey su ghiaccio. Oltre a Berdych, che si ritirò nel 2019, oggi il 24enne Jiří Lehečka è 12esimo nel ranking mondiale.



