Chiara Pellacani ha perso il conto delle sue medaglie agli Europei
Ne ha vinte 18 in tutto e già tre d'oro in questa edizione, confermando di essere la miglior tuffatrice europea oggi
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Domenica sera in un paio d’ore la tuffatrice italiana Chiara Pellacani ha vinto due medaglie d’oro agli Europei di nuoto di Parigi, una nel sincronizzato misto da 3 metri, in coppia con Matteo Santoro, e l’altra nell’individuale nel trampolino da 1 metro. Due giorni prima aveva vinto l’oro anche nel team event, una gara a squadre miste. Le mancano ancora due gare, i 3 metri individuali (martedì) e il sincronizzato femminile da 3 metri (giovedì, con Elisa Pizzini), per raggiungere l’obiettivo che si era data prima degli Europei: vincere una medaglia in tutte e cinque le gare, come aveva raccontato a Sky Sport qualche giorno fa.
In quell’intervista aveva detto anche che le sue medaglie europee «non so più quante siano, diciamo che ho un po’ perso il conto». Con le tre ottenute finora a Parigi è arrivata a 18, la metà delle quali d’oro. La prima la vinse nel 2018 a Glasgow, quando non aveva nemmeno 16 anni. Tania Cagnotto, la miglior tuffatrice italiana di sempre, ne ha vinte 29, record femminile nei tuffi, 20 delle quali d’oro. Pellacani ha 23 anni, ed è quindi plausibile che prima o poi la superi.
Cagnotto prima degli Europei ha detto che Pellacani «esegue alcuni tuffi con una facilità incredibile». Parlando del paragone che si fa tra le due, ha osservato che «siamo atlete diverse e nel frattempo sono cambiati anche i tuffi. Ai miei tempi contavano molto eleganza e leggerezza. Oggi la componente fisica e la potenza sono fondamentali». Secondo l’ex tuffatrice italiana, Pellacani è tra le atlete che potrebbero prima o poi interrompere il dominio delle tuffatrici cinesi a livello mondiale e olimpico.

Matteo Santoro e Chiara Pellacani (EPA/TERESA SUAREZ)
Agli Europei, dove chiaramente le cinesi non ci sono, Pellacani ha dominato la gara individuale dal trampolino da 1 metro. Ha vinto con 40 punti di vantaggio sulla seconda classificata (tantissimi), totalizzandone 298,90, un punteggio con cui avrebbe vinto i Mondiali nel 2024 e nel 2019. La newsletter del sito sportivo Lo Slalom ha calcolato che, su 125 votazioni ricevute dai giudici nelle due gare di domenica (quella con Santoro e quella individuale), in appena 6 è rimasta sotto il 7. È stata insomma costante nella perfezione.
In particolare con il terzo tuffo della gara individuale, un doppio salto mortale e mezzo rovesciato, ha ottenuto il punteggio più alto e ha dimostrato di essere la miglior tuffatrice europea oggi (a gennaio era stata premiata come tuffatrice europea dell’anno per il 2025). La giornalista Lia Capizzi sul Corriere della Sera ha definito quel tuffo «di una bellezza persino commovente».
Il rovesciato è uno dei quattro tipi principali di tuffo, e prevede che la tuffatrice salti guardando la piscina ma ruotando all’indietro. Pellacani lo ha fatto compiendo due salti mortali e mezzo, che sono parecchi partendo dal trampolino alto un metro: il coefficiente di difficoltà era tra i più alti dell’intera gara.
«È in una condizione di forma perfetta: non l’ho mai vista così precisa negli allenamenti, costante, puntuale», ha detto di lei dopo la gara Oscar Bertone, il responsabile della nazionale di tuffi. Da cinque anni Pellacani si allena negli Stati Uniti, dove studia. Lo scorso anno si è laureata in psicologia a Miami ed è diventata la prima tuffatrice italiana a vincere un campionato universitario statunitense, vincendo l’oro nel trampolino da 1 metro nel prestigioso circuito NCAA.
Dall’anno scorso anche Matteo Santoro si allena a Miami. Assieme hanno gareggiato nove volte tra Europei e Mondiali, vincendo sempre una medaglia (i tuffi sincronizzati misti non fanno invece parte del programma olimpico). Due anni fa sempre a Parigi, nella stessa piscina, Pellacani aveva chiuso le Olimpiadi con due quarti posti. Anche Tania Cagnotto era arrivata due volte quarta nel 2012, prima di vincere, nelle sue ultime Olimpiadi, un bronzo individuale e un argento nel sincronizzato, entrambi da tre metri.
Dovesse riuscirci anche Pellacani, alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028, non sarebbe più così scontato definire Cagnotto la miglior tuffatrice italiana di tutti i tempi.



