La riunione dei ministri europei è andata bene per la Spagna
Dopo giorni di critiche al governo di Sánchez per la crisi migratoria a Ceuta, ora tutti i paesi gli hanno espresso solidarietà
- Condividi
- X
- Regala il Post

Martedì i ministri dell’Interno dei 27 paesi dell’Unione Europea si sono riuniti per fare un punto sulla situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, dove la settimana scorsa più di 50mila persone erano entrate dal Marocco per poi tornare indietro quasi tutte in meno di un giorno. La riunione avrebbe potuto essere un momento difficile per la Spagna, che da giorni viene attaccata da molti governi di destra e centrodestra europei per le sue politiche migratorie meno rigide rispetto alla media europea.
Invece è andata bene: in un comunicato diffuso alla fine dell’incontro tutti i ministri hanno espresso solidarietà alla Spagna e non hanno menzionato alcuna nuova misura di contrasto all’immigrazione, come invece ci si aspettava. Anche il governo italiano di Giorgia Meloni, che finora era stata la principale animatrice dello scontro politico con la Spagna, sta facendo qualche passo indietro: in un’intervista alla Verità, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha usato toni decisamente più conciliatori di quelli degli ultimi giorni. Ha detto che «nonostante le recenti uscite polemiche, va comunque espressa piena solidarietà alla Spagna», e che «l’Italia ha già detto di essere pronta a offrire il proprio supporto».
Durante la riunione dei ministri europei Piantedosi ha sostenuto che la decisione del governo italiano di reintrodurre i controlli su navi e aerei in arrivo dalla Spagna non è «in alcun modo» da intendersi come «una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner» (era stato chiaro fin da subito che fosse perlopiù una mossa propagandistica, utile a Meloni per posizionarsi mentre viene incalzata a destra dal nuovo partito di Roberto Vannacci).
Questo cambio di atteggiamento da parte di Piantedosi è stato notato anche dal ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska. Parlando con Politico, un diplomatico rimasto anonimo ha paragonato le ultime 24 ore di diplomazia fra Spagna e Italia a una sessione di «terapia di coppia».
– Leggi anche: Come Giorgia Meloni sta sfruttando la crisi di Ceuta

Migranti arrivati a Ceuta, 31 luglio 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
La crisi di Ceuta non è stata una conseguenza diretta delle politiche migratorie spagnole, ma ha fornito ai governi conservatori l’occasione per attaccare il primo ministro Pedro Sánchez, del Partito Socialista e ormai di fatto l’unico leader europeo che contrasta la linea generale di chiusura sull’immigrazione. È servita ai leader di destra anche per mostrare ai rispettivi elettorati una posizione dura e intransigente contro l’immigrazione irregolare, nonostante le possibilità praticamente nulle che le persone arrivate a Ceuta riuscissero a raggiungere l’Europa continentale.
La riunione di martedì era stata richiesta sabato da Italia e Danimarca in una lettera che condannava apertamente le politiche migratorie spagnole e chiedeva all’Unione Europea di coordinare una risposta comune. La lettera era stata firmata dai leader di 22 paesi, praticamente tutti conservatori, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz e i governanti di Polonia, Finlandia, Svezia, Belgio e altri (ma non da Francia e Portogallo, cioè gli unici due stati membri che condividono un’ampia frontiera di terra con la Spagna).
Arrivato il giorno della riunione però non c’è stato bisogno di mettere in piedi alcun piano, dato che la crisi era già ampiamente rientrata.
Uno dei pochi commenti critici dopo la riunione è stato quello di Magnus Brunner, il commissario europeo agli Affari interni. Secondo Brunner, benché non si possa trovare un legame diretto con la crisi a Ceuta, il piano della Spagna per regolarizzare centinaia di migliaia di migranti e richiedenti asilo «non è un buon segnale» per l’Europa.
Contrariamente a quanto pronosticato nelle prime ore dai governi conservatori, la Spagna non ha accolto le persone arrivate a Ceuta, ma ha schierato l’esercito e le ha rimandate oltre la frontiera senza permettere loro di fare domanda d’asilo, a eccezione di alcune centinaia di minorenni. Ha anche fatto un accordo con il Marocco per facilitare il rientro di tutte le persone che avevano attraversato il confine (il Marocco ha di certo avuto un ruolo nella crisi migratoria, ma non si sa ancora esattamente di che tipo).
Molte persone hanno anche deciso di tornare in Marocco da sole, dopo che gli abitanti di Ceuta si sono rifiutati di dar loro cibo e acqua e le autorità spagnole non le hanno accolte come si aspettavano: a creare false aspettative nei giorni precedenti erano state decine di account anonimi sui social, ora cancellati, che sostenevano che il confine fra Spagna e Marocco fosse aperto.
– Leggi anche: Perché migliaia di persone sono entrate a Ceuta tutte insieme



