Cosa hanno pensato di “Odissea” in Grecia

Se le discussioni sul film di Nolan sono state accese in tutto il mondo, figuratevi nel paese dei poemi omerici

Il murale del pittore greco Giorgios Kordis con l'episodio di Polifemo all'ingresso della Scuola di Filosofia dell'università Capodistriana di Atene
Il murale del pittore greco Giorgios Kordis con l'episodio di Polifemo all'ingresso della Scuola di Filosofia dell'università Capodistriana di Atene (AP Photo/Petros Giannakouris)
Caricamento player

La Grecia ha un rapporto con l’Odissea di Omero che non ha nessuno degli altri paesi dove si è discusso dell’Odissea di Christopher Nolan. È un poema parte dell’identità nazionale, e in tanti tra media, politica, istituzioni culturali e persone comuni si sono sentite chiamate particolarmente in causa quando è arrivato il momento di commentare il film, che anche nel resto del mondo è stato al centro di conversazioni come pochi altri negli ultimi anni.

In Grecia però, a differenza degli altri paesi, le reazioni a Odissea hanno coinvolto prima di tutto la politica. Il film è una grossa occasione di visibilità per il paese, che ora può sfruttarne il successo per la propria promozione turistica. Pochi giorni fa il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha fatto una videochiamata con Nolan, per congratularsi con lui e ringraziarlo di «avere stimolato l’interesse globale per la cultura dell’antica Grecia».

Mitsotakis guida un governo di destra attento all’immagine internazionale della Grecia, che ci tiene a scrollarsi la reputazione di paese fallito e indebitato degli anni di crisi economica. La sua operazione promozionale con l’Odissea è scaltra, ma anche giustificata. Buona parte delle scene del film è girata in Grecia. Nelle scuole greche il poema omerico viene insegnato sia all’ultimo anno della primaria sia al primo delle medie, quando in pratica diventa una materia autonoma con due ore alla settimana: un po’ come avviene in italiana con la Divina Commedia e i Promessi Sposi. Fino all’adozione dell’euro, la moneta da 50 dracme raffigurava il profilo di Omero.

Un professore insegna l'Odissea alla sua classe delle scuole medie, ad Atene

Un professore insegna l’Odissea alla sua classe delle scuole medie, ad Atene (AP Photo/Petros Giannakouris)

Attorno al film però c’è stato anche un caso politico. L’ha fomentato Vittoria, un partito di estrema destra ultraortodosso che ha 8 seggi in parlamento (su 300). Il suo leader Dimitris Natsios ha montato una polemica sostenendo che lo stato «non può finanziare la falsificazione dell’Odissea e del nostro patrimonio culturale». Si riferiva ai 6 milioni di euro di fondi pubblici al film a cui possono accedere le produzioni girate in Grecia, su un budget da 230 milioni, e ce l’aveva con il cast, in particolare perché un’attrice nera come Lupita Nyong’o interpreta Elena di Troia.

Su questo Natsios non s’è inventato niente. L’estrema destra globale si è fissata con la scelta di Nyong’o come pretesto per criticare Nolan, accusarlo di avere tradito l’originale e fatto un film woke. È lo stesso argomento usato da Elon Musk quando ha sostenuto che farà produrre alla sua AI una versione «storicamente accurata», qualsiasi cosa voglia dire, dell’Odissea: dalle scene caricate su X sembra essenzialmente un’Odissea più bianca e fatta peggio.

Natsios ha presentato un’interrogazione parlamentare, chiedendo l’accesso al carteggio con i produttori per stabilire se il governo fosse stato avvisato della «falsificazione». La ministra della Cultura Lina Mendoni, laureata in Filologia classica e con un dottorato in Archeologia, gli ha risposto ricordando che il governo non ha influenza sulle opere d’arte finanziate e che comunque non avrebbe senso: «Stiamo parlando di uno dei più importanti registi contemporanei. È davvero concepibile discutere seriamente se lo stato avrebbe dovuto censurare Christopher Nolan?».

Anche il ministro della Salute Adonis Georgiadis, dello stesso partito di Mitsotakis, ha contestato le differenze con il poema: «Nolan ha esagerato, non lo so se lo fa per vincere un Oscar».

– Leggi anche: Quante libertà si è preso Nolan nell’Odissea

Un punto che ha travalicato le strumentalizzazioni politiche, e ha più a che fare con l’orgoglio nazionale, è invece l’assenza di attrici o attori greci nel film. Succede periodicamente quando esce un grande film hollywoodiano ambientato nell’antica Grecia o tratto dalla sua mitologia, e puntualmente non ha un protagonista greco:  lo scozzese Gerard Butler interpretava per esempio il re spartano Leonida in 300, lo statunitense Brad Pitt Achille in Troy e l’irlandese Colin Farrell Alessandro Magno di Alexander.

Una statua di Atena sovrasta la Biblioteca nazionale greca di Atene

Una statua di Atena sovrasta la Biblioteca nazionale greca di Atene (AP Photo/Petros Giannakouris)

Il critico di origine greca Chris Cotonou ha trovato paradossale che questo aspetto sia sfuggito alla destra e a chi pontificava sull’accuratezza. «Se il tuo film ha l’ambizione di rappresentare il mondo, non sarebbe ovvio riempire almeno un posto, a questo tavolo lungo e meravigliosamente multiculturale, con le persone che sono connesse in modo più autentico alla sua fonte?». Cotonou si è rammaricato pure perché, secondo lui, la rappresentazione delle persone greche nei film si limita a personaggi macchiettistici come lo Zorba dell’omonimo film, che in realtà è ancora piuttosto apprezzato in Grecia.

Anche nel video scherzoso, su com’è andare a vedere l’Odissea
con una persona greca, si cita l’assenza di attori greci

Infine, anche i classicisti greci hanno segnalato le discrepanze col poema omerico notate dai loro colleghi di tutto il mondo, ma in generale hanno accolto positivamente la pubblicità che gli ha fatto il film. Per esempio Christos Tsagalis, dell’università della Tessalonica, ha ricordato che le opere di Omero sono diventate universali proprio perché ri-raccontate e reinterpretate nel corso del tempo.

Dimitris Plantzos, della prestigiosa università Capodistriana di Atene, ha riconosciuto che anche se «sentiamo un senso di continuità con l’antichità, abitando gli stessi paesaggi e gli stessi luoghi», i personaggi omerici non sono storici e da secoli ispirano produzioni artistiche fuori dalla Grecia. «Nel teatro antico, solo gli uomini interpretavano i ruoli femminili. Elena avrebbe potuto essere anche interpretata da un uomo, e nessuno si sarebbe sbigottito come oggi», ha detto Plantzos sulle polemiche sul cast.

Anche le recensioni dei critici cinematografici greci sono state perlopiù positive, e dunque si sono notate di più quelle negative. Una delle stroncature più nette, anche se meno argomentate, è uscita sul quotidiano Ethnos (di area socialista). Dice che Nolan «di Omero ha tenuto solo l’essenza, solo l’involucro, come i suoi compatrioti – gli inglesi – hanno buttato via l’opportunità di tornare a casa con il trofeo dorato della Coppa del Mondo», in riferimento all’ennesimo fallimento della Nazionale inglese ai Mondiali di calcio.