Nei Campi Flegrei continuano le scosse

Sono decine, dopo il terremoto di magnitudo 4.7 di venerdì: si sono sentite anche a Napoli

Un'auto distrutta dalle rocce cadute da una montagna a Pozzuoli (ANSA/ FELICE DE MARTINO)
Un'auto distrutta dalle rocce cadute da una montagna a Pozzuoli (ANSA/ FELICE DE MARTINO)
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Dopo il terremoto di venerdì sera, che ha raggiunto una magnitudo di 4.7 ed è stato il più forte degli ultimi 40 anni, nella zona dei Campi Flegrei in Campania sono continuate piccole scosse per tutta la notte e la mattina di sabato: sono state più di 170.

Le nuove scosse sono state tutte di intensità più limitata, ma si sono sentite, oltre che nell’area dei Campi Flegrei, anche in alcuni quartieri di Napoli, che si trova subito a est dell’area.

Le scosse di terremoto non hanno fatto morti ma ci sono stati danni materiali abbastanza ingenti, e 26 persone sono state ferite: cinque erano ancora in ospedale sabato pomeriggio. Tra i centri di Pozzuoli e Bacoli decine di abitazioni sono state evacuate. Molte persone hanno dormito in auto o in centri di ricovero temporanei. Secondo il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci le persone sfollate sono circa 290; otto edifici residenziali e cinque commerciali sono stati dichiarati inagibili.

Sono anche crollati dei grandi costoni tufacei dalle colline intorno ai centri abitati: le rocce e i detriti hanno colpito le automobili parcheggiate.

Il porto di Pozzuoli è stato chiuso fino a domenica mattina alle 7, mentre i collegamenti ferroviari, sospesi nella notte di venerdì, sono stati ripristinati.

La preoccupazione per questi terremoti è dovuta anche al fatto che i Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica. A differenza del Vesuvio, non hanno un unico grande vulcano, ma una serie di vulcani che sono attivi da migliaia di anni. Hanno una struttura detta “caldera”, cioè un’area ribassata a forma più o meno circolare che si è formata per effetto di grandi eruzioni esplosive.

L’ultima eruzione è avvenuta nel 1538, e da allora la caldera è dormiente ma mostra in modo costante segnali di attività sismica: fumarole, deformazioni del suolo e soprattutto terremoti preceduti da uno sciame sismico. Negli ultimi anni c’era stato un aumento del numero dei terremoti nell’area, dovuti a un fenomeno detto “bradisismo”, cioè la deformazione del suolo della caldera, in particolare nella zona di Pozzuoli.

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