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  • Lunedì 27 luglio 2026

Le sette vite di Larry, il gatto di Downing Street

Abita lì dal 2011, ha visto passare sette primi ministri e ormai è una specie di icona nazionale: c’erano timori per l’arrivo di Andy Burnham, che ha un cane

Larry agghindato con un fiocco con la bandiera britannica nei giorni del matrimonio tra il principe William e Kate Middleton, nell'aprile 2011 (NPA POOL by James Glossop for The Times)
Larry agghindato con un fiocco con la bandiera britannica nei giorni del matrimonio tra il principe William e Kate Middleton, nell'aprile 2011 (NPA POOL by James Glossop for The Times)
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Negli ultimi anni il gatto Larry è diventato un simbolo di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico a Londra: è a tutti gli effetti l’inquilino più longevo, visto che vive lì dal 2011 e da allora ha visto avvicendarsi ben sette primi ministri, tanti quanti nei quarant’anni precedenti.

La fama di Larry travalica gli impallinati di politica. È una presenza familiare e riconoscibile per il pubblico britannico e più di recente anche per quello internazionale, per l’assiduità con cui le sue foto e i suoi video sono diventati virali su Internet (che ha un debole per i gatti). Il titolo ufficiale è Chief Mouser to the Cabinet Office, “capo cacciatore di topi dell’ufficio di gabinetto”.

Il materiale su Larry abbonda anche perché davanti a Downing Street stanziano giornalisti e fotografi che a volte aspettano per ore l’arrivo di un leader straniero, un discorso o le dichiarazioni del governo. Fotografare Larry è un modo per riempire il tempo e ottenere molte visualizzazioni. Una settimana fa, in attesa del primo discorso del nuovo primo ministro Andy Burnham, CNN ha intervistato – diciamo così – Larry dopo averlo «corrotto» con una crocchetta per farlo avvicinare al microfono.

Proprio il cambio di governo ha suscitato qualche timore sulle sorti di Larry per il possibile arrivo del cane di Burnham, un incrocio tra un barboncino e un Bichon. Larry ha 19 anni, un’età piuttosto avanzata, e per giorni veterinari e siti specializzati avevano dato consigli su come gestire la convivenza tra i due animali, a partire dal primo incontro. Domenica Burnham ha chiuso la questione dicendo a BBC che il cane resterà nella sua casa di Manchester perché ha un carattere irascibile e teme non andrebbe d’accordo con Larry.

In realtà, non sarebbe stata la prima “coabitazione” di Larry con altri gatti e neppure con un cane.

I primi ministri infatti sono autorizzati a portarsi a Downing Street gli animali domestici. La famiglia di Keir Starmer, il predecessore di Burnham rimasto in carica dal 2024 fino a una settimana fa, aveva due gatti. Starmer però aveva raccontato di tenerli separati da Larry. I cani invece si sono visti con i primi ministri Conservatori Boris Johnson (2019-2022) e Rishi Sunak (2022-2024), rispettivamente un Jack Russell e un Labrador retriever, ed entrambi hanno riferito di screzi con Larry.

Johnson l’ha definito «un teppista», sostenendo che il cane fosse terrorizzato da quando Larry l’aveva aggredito perché aveva cercato di mangiare il suo cibo. Johnson, nel consueto stile esagerato, ha raccontato che Larry «ha la costituzione di un lottatore di sumo e gli artigli di un velociraptor» e che il cane evitava i punti della residenza «dove avrebbe potuto imbattersi in Catzilla». Johnson arrivò a citare gatto e cane nel suo ultimo discorso da primo ministro, invitando il suo partito a prendere esempio da come erano passati sopra «le loro occasionali divergenze».

Non era la prima volta, né l’ultima, che Larry finiva nel dibattito politico in occasioni così solenni.

Nel 2016 anche il Conservatore David Cameron, nel suo ultimo giorno da primo ministro, si trovò a parlare di Larry per difendersi dagli attacchi della stampa secondo cui non gli era mai stato affezionato. «Che razza di uomo cambia casa e lascia indietro il gatto?», scrisse il Telegraph (un giornale di solito bonario con la destra). Il governo rispose che Larry era un funzionario pubblico e che quindi sarebbe rimasto a Downing Street, al servizio della successiva prima ministra.

Era stato proprio Cameron a portare Larry a Downing Street, adottandolo da un gattile. I suoi detrattori sostenevano che fosse un’operazione di marketing politico, per smussare la sua immagine mentre attuava un programma di feroci tagli alla spesa pubblica, e che in privato preferisse i cani. Cameron concluse la carriera da primo ministro pubblicando sui social questa foto insieme a Larry, per sostenere che avessero buoni rapporti.

Comunque sia, il Guardian ci andò vicino quando scrisse che Larry era stato una delle nomine più importanti del governo di Cameron.

Ufficialmente era stato portato a Downing Street dopo che in un’intervista televisiva s’era avvistato un topo e s’era riproposto il problema annoso delle infestazioni. In questo, carica ufficiale a parte, Larry è stato il successore di vari altri gatti che, almeno a partire dal 1924, hanno vissuto nei palazzi governativi al preciso scopo di uccidere topi. Ne hanno avuti Winston Churchill e Margaret Thatcher: se volete sbizzarrirvi, qui c’è una lista dei gatti dei primi ministri.

Nel suo compito ufficiale Larry non ha proprio brillato, tanto che diventa una notizia quando cattura un topo. Però è il primo gatto di Downing Street ai tempi dei social, e per questo è il più famoso.

In qualche occasione Larry ha rubato la scena ai primi ministri, sottraendosi alle loro carezze, facendo un agguato a un piccione o azzuffandosi con gli altri gatti dei palazzi governativi, tanto che nel 2012 intervennero gli agenti di polizia per dividerli. È diventata una pratica comune che il portone nero venga aperto per farlo entrare e uscire, come nel video qui sotto, in cui si sente un giornalista parlare dei guai del governo di Theresa May nel 2018.

Alla fama di Larry ha contribuito un profilo non ufficiale su X con più di 900mila follower, che finge di essere scritto da lui. Oltre alle foto e ai video del gatto vero, un classico sono i commenti ironici sui disastri combinati dagli umani che abitano con lui, cioè i primi ministri. Negli anni questo profilo di Larry ha commentato l’attualità, criticando spesso il presidente statunitense Donald Trump e la destra britannica.

La girandola di primi ministri – sette dal 2016 – ha reso Larry una specie di meme, da rivendersi per dire che quel gatto è durato più a lungo di ogni capo di governo. Quello sotto dice: «Il mio messaggio alle persone del Regno Unito è che addestrerò il nuovo tipo [cioè Burnham], ma prima o poi dovete imparare a tenervi uno di loro».

In un certo senso, e per quanto paradossale e scherzoso, Larry è stato un punto di riferimento quasi istituzionale in anni di instabilità politica senza precedenti per il Regno Unito. «Larry dà al pubblico una continuità indispensabile e apartitica», ha detto al Guardian il professore dell’università di Cambridge Philip Howell. L’importanza di Larry è tale che il governo britannico ha un piano su come comunicare la sua morte, per cui sono state già messe via alcune foto. Secondo il Times viene chiamato “Larry Bridges”, un richiamo al piano “London Bridge” per la morte della regina Elisabetta II.