L’attentato al Pride di Berlino
La polizia sta ancora cercando l'uomo sospettato di aver investito la folla uccidendo una persona e ferendone 29
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È ancora in fuga l’uomo sospettato di avere investito la folla radunata al Pride di Berlino sabato sera, uccidendo una persona e ferendone 29. La polizia lo ha identificato come Abdul Ballout, dicendo che è noto alle forze dell’ordine e «associato alle idee islamiste», ed è in corso una vasta operazione che coinvolge centinaia di persone per trovarlo. Domenica pomeriggio la polizia ha detto di aver messo in stato di fermo varie persone che potrebbero essere collegate all’attacco o avere informazioni su di esso. Alcune sono state già rilasciate.
Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha detto che molto probabilmente si è trattato di terrorismo islamista. Il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato di «un attacco alla nostra società libera e aperta».
L’attentato è avvenuto intorno alle 22 nel parco di Tiergarten. L’uomo guidava un minivan bianco, e ha investito diverse persone lungo l’Ahornsteig, una strada del parco che arriva alla Porta di Brandeburgo, prima di schiantarsi contro un albero. Una volta sceso ha accoltellato alcune persone con un machete. Poi è scappato a piedi.
Ballout ha 21 anni, è tedesco di origine libanese, e ha alcuni precedenti penali. Secondo quanto stanno scrivendo i media tedeschi aveva provato a unirsi allo Stato Islamico, senza riuscirci. Era andato in Libano nel 2025 ed era stato arrestato al suo rientro a Berlino. Era rimasto in detenzione preventiva fino allo scorso maggio, quando era stato scarcerato, e doveva iniziare un programma di de-radicalizzazione.
Secondo il quotidiano Die Welt, nella notte la polizia ha fatto un’operazione in un palazzo nel quartiere Schöneberg di Berlino, all’indirizzo di residenza di Ballout, senza però arrestare nessuno.
L’evento di sabato sera chiudeva una giornata di festeggiamenti a cui avevano partecipato centinaia di migliaia di persone, radunate per il Christopher Street Day, la giornata in cui si ricordano gli Stonewall Riots, la prima ribellione di una comunità queer contro la polizia, che avvenne a New York nel 1969. I partecipanti sono stati evacuati dall’area e alle persone è stato chiesto di evitare la zona del parco.



