Gli Stati Uniti hanno colpito cinque petroliere iraniane
Tra il golfo Persico e il golfo di Oman: è il secondo attacco in pochi giorni, dopo settimane di relativa calma
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Il comando delle forze statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che le forze armate degli Stati Uniti hanno colpito cinque petroliere iraniane, affondandone una: quattro nel golfo di Oman e una vicino all’isola di Kharg, il principale centro di distribuzione del petrolio iraniano, che si trova nel golfo Persico a 25 chilometri dalla costa iraniana. Gli attacchi sono stati presentati come una risposta ai tentativi dell’Iran di colpire una nave militare statunitense con missili balistici due volte negli ultimi due giorni. Seguono una serie di altri bombardamenti sporadici nel golfo e intorno allo stretto di Hormuz, dopo settimane di relativa calma.
I media di stato iraniani hanno confermato che gli Stati Uniti hanno colpito delle petroliere sia vicino all’isola di Kharg sia a Bandar-e Jask, nel sudest del paese, di fronte alle coste degli Emirati Arabi Uniti. I Guardiani della rivoluzione, la forza militare più potente dell’Iran e quella che di fatto comanda, hanno minacciato ritorsioni. Prima hanno avvertito alcune petroliere vicino al Kuwait e al Bahrein di far evacuare i loro equipaggi. Poi hanno detto di aver avviato un attacco missilistico contro due navi militari statunitensi e contro una base statunitense vicino ad Azraq, in Giordania.
Mercoledì mattina le forze armate della Giordania hanno detto di aver intercettato 18 missili balistici provenienti dall’Iran, e che altri due sono precipitati in zone non popolate, senza causare morti o feriti. Per ora gli Stati Uniti non hanno commentato.
La guerra in Medio Oriente, iniziata a fine febbraio con i bombardamenti israeliani e statunitensi sull’Iran, è da mesi in una fase di stallo. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno ripetutamente preso di mira le infrastrutture militari e di comunicazione iraniane, indebolendole in maniera significativa; l’Iran ha mostrato di essere ancora in grado di lanciare missili verso i paesi limitrofi, comportando una minaccia anche per i mezzi e le truppe statunitensi impegnate nell’area.
Già sabato gli Stati Uniti avevano detto di aver colpito tre petroliere iraniane sempre tra il golfo Persico e il golfo di Oman, in risposta a un presunto attacco missilistico pianificato dall’Iran contro una portaerei e un cacciatorpediniere statunitensi.
Come ha fatto anche per gli attacchi della notte tra martedì e mercoledì, il CENTCOM ha sostenuto che le petroliere colpite facessero parte della “flotta fantasma” dell’Iran, ovvero della rete di navi che trasportano petrolio aggirando le sanzioni internazionali.
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